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STAGIONE SINFONICA 2009
DEL TEATRO LIRICO
“GIUSEPPE VERDI” DI TRIESTE
La
Stagione Sinfonica 2009 del Teatro Lirico
“Giuseppe Verdi” che avrà come protagonisti gli organici
del’Orchestra e del Coro stabili della Fondazione
triestina, si apre venerdì 11 settembre e si chiude
sabato 24 ottobre; si compone di complessivi sette
appuntamenti tutti con due esecuzioni a Trieste per i
due turni di abbonamento serale (A) e pomeridiano (B) e,
a conferma della pluridecennale collaborazione tra le
due istituzioni, una esecuzione dei concerti a Pordenone
per complessivi 20 concerti a cui si aggiunge un
recital crossover dedicato alla commistione tra
musica classica e improvvisazione ad esecuzione unica e
fuori abbonamento.
L’inaugurazione è fissata
per venerdì 11 settembre, con replica sabato
12 settembre a Trieste, e 13 settembre a
Pordenone con un concerto in cui figurano nella prima
parte due composizioni di Felix Mendelssohn Bartoldy,
l’ Ouverture “Le Ebridi” op.26, in prima
esecuzione assoluta per il Teatro Verdi e la Sinfonia
n.3 op.56 in la minore “Scozzese”, terza, in ordine
di pubblicazione, delle cinque maggiori Sinfonie del
compositore tedesco. Fu iniziata quasi
contemporaneamente alla “Italiana” e alla “Riforna”
intorno al 1829-30 ma la sua elaborazione, come quasi
tutte le più importanti opere mendelssohniane, occupò
molti anni, fino al 1842 quando fu diretta al
Gewandhaus di Lipsia dall’autore stesso, il 3 marzo. La
Sinfonia deve il suo nome a una visita ad Edimburgo
dell’autore che rimase molto colpito dal Holyrood
Palace, la cappella dove fu incoronata Maria Stuarda.
Sostanzialmente articolata secondo la forma classica, ma
stretta in unitĂ secondo le indicazioni di Mendelssohn -
che prescriveva una esecuzione senza pause per non
interromperne la continuitĂ formale ed espressiva -, la
“Scozzese” è considerata il capolavoro sinfonico del
compositore tedesco, un’opera in grado di esercitare
sempre sul pubblico una grande attrattiva per la
sua profonda unitĂ stilistica sia pure nelle diverse
atmosfere espressive che vi figurano fra cui il
richiamo a musiche popolari scozzesi che la caratterizza
tutta fino al finale un Allegro maestoso assai di
carattere trionfale.
SeguirĂ un omaggio a
Caikovskij con l’esecuzione del famoso Concerto n.1
op. 23 in si bemolle maggiore per pianoforte e
orchestra, la cui stesura fu terminata dal
compositore russo nel 1874 e che fu eseguito per la
prima volta a Boston, nel 1875 diretto da Hans von
Bülow, pianista e direttore d’orchestra a cui era stata
dedicato. Il movimento piĂą noto di tutto il
Concerto è l’introduzione iniziale (Allegro
non troppo e molto maestoso) impostata su una ampia
melodia affidata agli archi e sostenuta dal
pianoforte, protagonista di tutta la composizione che
prende ispirazione dal folklore russo.
Sul podio il M° Gérard
Korsten, di cui si ricorda la recente prestigiosa
direzione della Fille du Regiment al
“Verdi”. Solista al pianoforte il russo
Kirill Gerstein,
vincitore, per l’impeccabile dominio tecnico, del Primo
Premio al Concorso “A. Rubinstein” di Tel Aviv (2001)
che gli ha aperto una carriera internazionale. Gerstein
è impegnato anche nel campo della musica da camera con
i progetti al Festival di Salisburgo 2008 assieme a
András Schiff e con la recente collaborazione con la
prestigiosa Musikhochschule di Stoccarda.
Programma
inedito per il “Verdi” di Trieste, per il secondo
appuntamento della Stagione che si terrà venerdì 18
e sabato 19 settembre a Trieste e giovedì 17
settembre a Pordenone, con gli organici di
Orchestra e Coro della Fondazione triestina riuniti
nell’ esecuzione di
Die Erste Walpurgisnacht per soli, coro e orchestra (
la prima notte di Valpurga) op. 60 ballata
per soli, coro e orchestra su testo di Goethe, di
Felix Mendelssohn, mai eseguita in precedenza al
“Verdi” di Trieste. Inedita anche la Sinfonia n.103
in mi bemolle maggiore ”Col rullo di timpani” di Franz
Josef Haydn con la partecipazione solistica di
Elena Zhidkova, contralto, Donat Havar
tenore, Adrian Erod baritono, Gunter Groissbock basso.
Dirige il M° Michael Guttler, al suo debutto sul
podio del Teatro Verdi. Originario di Dresda, il M°
Guttler è
dal 2002 direttore ospite permanente del Teatro
Marinsky a San Pietroburgo. Nel 2008 ha debuttato sul
podio delle seguenti orchestre: Israel Philharmonic, Orchestre
de Paris, RAI Torino, Radiosymphony Madrid ,
Filarmonica di Mosca, Russian National Philharmonic,
Swedish Radiosymphony . Prossimo invece il suo debutto
alla Staatsoper di Vienna.
Anche il M°
Moshe Atzmon sarĂ per la prima volta ospite del
Teatro Verdi alla direzione del concerto del 25 e 26
settembre a Trieste e del 24 settembre
a Pordenone.
Ungherese di
nascita, Atzmon ha iniziato la sua educazione musicale
a Budapest per continuare poi in Israele. Per molti anni
è stato direttore musicale all’Opera di Dortmund e ha
lavorato in grandi teatri quali la Deutsche Oper a
Berlino, l’ Opera di Amburgo, di Basilea e la Royal
Danish Opera. Ha ricoperto il ruolo di direttore
principale di prestigiose orchestre e collaborando, tra
l’altro, con le maggiori Orchestre di Londra, i
Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, i
Münchener Philharmoniker. Guiderà l’Orchestra del
“Verdi” nell’esecuzione di un programma in cui figura in
apertura l’
Ouverture “Oberon”,
un adattamento della commedia
Sogno di una notte di mezza estate di
William Shakespeare. composta da Carl Maria von
Weber su invito del Covent Garden di Londra dove
Weber assistette alla prima il 12 aprile 1826. In essa,
l’elemento fiabesco e il motivo cavalleresco che sono
riecheggiati dalla vicenda dell’opera trovano suggestivo
rilievo assieme alle forze misteriose della natura e del
soprannaturale evocate con grande poeticitĂ dalla
sensibilitĂ romantica del compositore tedesco.
SeguirĂ il Concerto n.1
in re maggiore per violino e orchestra op. 6 , un
capolavoro di Niccolò Paganini scritto nel
1815-16 ma pubblicato postumo nel 1851. E’ articolato
nei tre movimenti convenzionali, ma ognuno di essi ha
una struttura diversa. Il primo movimento, un Allegro
maestoso, è basato sul contrasto fra un tema
bellicoso e uno liricamente sentimentale unificati e
sviluppati dallo strumento solista, il violino, che si
esprime in acrobatiche esibizioni di bravura alternate a
ripiegamenti lirici di melodiosa cantabilitĂ . Il secondo
movimento, Adagio espressivo è concepito come una
grande scena operistica, in cui la parte del canto è
sostenuta non dalla voce ma dal violino, con cui
Paganini sembra volesse rappresentare l’accorata
preghiera di una prigioniera. Nel terzo movimento,
infine, un Rondò, allegro spiritoso, il violino
mostra l’altra faccia di sé, sfrontata e demoniaca,
dando esibizione delle piĂą iperboliche acrobazie fino
ad arrivare a registri impervi ed acutissimi.
A dar prova della suo
virtuosismo in questa esecuzione sarĂ il violinista
russo Sergej Krilov, anche quest’anno gradito
ospite della stagione concertistica del “Verdi”.
Nella seconda parte del
programma sarĂ eseguita la Sinfonia n.7 op.70 in re
minore di AntĂłnĂn Dvorák. Con questa sinfonia
ispirata a Brahms, che insieme a Wagner ebbe su sul
compositore boemo grande ascendente, Dvorák si
libera della notorietĂ legata al folclore nazionale
delle Danze slave, consacrandosi ad una fama
europea .
Dedicato alla musica del
Novecento è invece il programma del quarto concerto
della rassegna che vedrĂ due esecuzioni a Trieste il
2 e 3 ottobre e una a Pordenone l’1 ottobre
2009. Affidata alla bacchetta del M°
Paolo Longo, cultore del Novecento e della musica
contemporanea ed anche illustre compositore insignito di
moltissimi premi internazionali, l’Orchestra del “Verdi”
eseguirĂ in apertura di programma, Le fontane di
Roma, poema sinfonico di Ottorino Respighi.
La composizione è la prima del cosiddetto Trittico
romano assieme ai Pini di Roma ed alle Feste
romane e data 1916. Respighi è evocatore
impareggiabile di una Roma che divenne la sua cittĂ ,
dai molti volti e dalle molte anime, in cui realtĂ e
leggenda, storia e mito, paganesimo e cristianesimo
convivono fianco a fianco. Di Aaron Copland sarĂ
poi eseguito il Concerto per clarinetto e orchestra,
commissionato al compositore americano dal
grande clarinettista americano Benny Goodman
terminato nel 1948 ed eseguito due anni dopo, per la
prima volta da Goodman, F.Reiner e l’Orchestra della NBC
a New York. Il suo stile è improntato alle suggestioni
del linguaggio jazzistico e della musica popolare
americana. In particolare nel Concerto per clarinetto,
come conferma lo stesso Copland, si ritrova “una
fusione inconscia di elementi legati alla musica
popolare dell’America del Nord e del Sud”. Da un
movimento lento con cui inizia la composizione e in cui
lo strumento solista si esprime con morbidezza e pacata
cantabilitĂ , si passa a una lunga cadenza virtuosistica,
protagonista ancora il clarinetto, che introduce il
secondo movimento caratterizzato dai pizzicati degli
archi e dai molteplici cambi di registro dello
strumento solista.
Il clarinetto Giampiero
Sobrino, impegnato nell’esecuzione, è un
solista di fama internazionale; il suo
vastissimo repertorio lo ha portato a esibirsi nei piĂą
importanti Festival Internazionali (Biennale di Venezia
e Zagabria, Festival Mozart di Praga, Settembre Musicale
di Torino, Festival d’Automne di Parigi, Panatenee,
Festival di Alicante e di Aix-en-Provence, Samobor Music
Festival, International Festival of the Arts di New
York) e nelle Stagioni Sinfoniche di Roma, Napoli,
Padova, Montecarlo e Torino, eseguendo capolavori di
Mozart, Salieri, Mercadante, Weber, Rossini, Strauss,
Debussy, Copland, Finzi e Berio.
Nella seconda parte del
programma sarĂ eseguito
Le boeuf sur le toit (Il
bue sul tetto) balletto su libretto di Jean Cocteau
op.58 . Si
tratta di un Rondò orchestrale su temi popolari
brasiliani resi più scanzonati dall’uso della
politonalità , su cui Jean Cocteau costruì una azione
di pantomina -balletto e che andò in scena nel 1920
divenendo un classico del genere. L’andamento dominante
è quello del tango, mentre la dinamica che lo governa è
rapsodica.
Prima esecuzione al
“Verdi” di Trieste per il brano che segue,
Gymnopédies n.1 e n.3 (orchestrazione C.Debussy)
composte da Erik Satie nel 1888 e punto di
partenza del cammino creativo del compositore francese.
Queste pagine nate per pianoforte e orchestrate poi da
Debussy sono rese ancora piĂą affascinanti dal tempo
di valzer lento in cui sono concepite.
Infine, a chiusura di
programma, sarĂ eseguito il Bolero, la piĂą
popolare composizione di Maurice Ravel.
Nato per la messa in scena del balletto di Ida
Rubinstein all’Opéra di Parigi, il brano si basa su un
disegno melodico sempre uguale, dal ritmo ostinato
sottolineato dal tamburo, ma il tema, passando da uno
strumento all’altro, si presenta ogni volta con un
colore nuovo. E la progressiva sovrapposizione dei
timbri determina un aumento di sonoritĂ che, prima di
concludere, rompe l’allucinante staticità tonale e
ponendo fine all’ossessione delle 18 ripetizioni dello
stesso motivo.
Venerdì 9 ottobre con
replica sabato 10 ottobre,
si terrĂ al Verdi
il quinto concerto della stagione con l’Orchestra e il
Coro, istruito dal M° Lorenzo Fratini,
diretti dal M° Julian Kovatchev nell’esecuzione
del Kyrie K.341 composto da Wolfgang Amadeus
Mozart tra il 1779 e il 1781 nei due
anni trascorsi a Salisburgo, insieme alle due
Misse K.317 e K. 337 e ad altri due
Kyrie (323 e 340), il Kyrie K. 341
in particolare, rivela
chiaramente la disposizione austera del Maestro
salisburghese che, in quello stesso periodo, era molto
assorbito e concentrato sulla composizione di
Idomeneo.
FarĂ seguito la
Sinfonia Concertante in mi bemolle maggiore per violino,
viola e orchestra KW.364 Questa, si caratterizza
per la liricitĂ cristallina delle parti solistiche
cosicchè lo sviluppo dei tre tempi in cui è organizzata
( Allegro maestoso, Andante , Presto) non è
altro che una griglia per potenziare la cantabilitĂ
della viola e del violino che si trasformano in punti di
riferimento cui soggiacciono gli altri strumenti.
Solisti: Stefano Furini (violino) e Davide
Briatore (viola), rispettivamente Spalla e I° viola
dell’Orchestra del “Verdi”.
Nella seconda parte del
concerto sarĂ eseguita la Sinfonia n. 4 in mi
bemolle maggiore “Romantica” di Anton Bruckner.
Sottoposta a varie revisioni dall’autore, la
Quarta segna il passaggio da una prima ispirazione
caratterizzata da una grande energia e dalla semplicitĂ
primordiale dei temi, ad una seconda dalla
caratterizzazione tematica piĂą tortuosa e complessa.
La Quarta si distingue per da una cifra stilistica e
ispirativa “classica” nonostante il titolo. che le
deriverebbe dalla presenza di temi caratteristici
quali ad esempio, quelli vicini alle atmosfere il del
Lohengrin o del Tannhauser nel primo
tempo, o la festa popolare, nel finale.
Il M° Julian Kovatchev
sarà sul podio del “Verdi” anche per il successivo
concerto del 16, 17 ottobre a Trieste e 15
ottobre a Pordenone. In apertura sarĂ
eseguita l’Ouverture “Russlan e Ludmilla” di
Mikail Glinka. L’opera, eseguita per la prima volta
a Pietroburgo il 9 dicembre 1842, è oggi una delle più
note nell’ex Unione Sovietica e unisce caratteristiche
tipiche popolari russe - come la modalitĂ e i tempi
irregolari - ad un modo di scrivere che lascia
intravvedere in modo discreto, ma insistente, la
formazione accademica dell’autore. In questo senso,
proprio l’Ouverture, molto concisa, è forse
quella meno debitrice verso le ispirazioni folcloriche
dirette e propende verso uno stile che risente
palesemente dei due caposaldi della educazione
culturale del compositore russo: Carl Maria von
Weber e Mozart.
A seguire, il Concerto
n. 3 in do maggiore per pianoforte e orchestra op.26
di Sergej
Prokofiev,
il piĂą brillante e il piĂą
popolare dei suoi cinque concerti. Eseguito per la
prima volta a Chicago e New York tra il dicembre 1921 e
il gennaio successivo, non riscosse immediato successo
perché il pubblico americano, allevato nella tradizione
di Brahms e Caikovski, non era maturo per lo stile di
Prokofiev, spericolato e innovativo, fatto di
contrasti e spigolositĂ cui si oppongono momenti
lirici. Uno stile che si caratterizza per la sua
inventiva e un pianismo “ martellante e cristallino”.
Solista al pianoforte è Giuseppe Albanese, giĂ
vincitore di primi premi assoluti in concorsi pianistici
nazionali. L’artista si esibisce come solista presso
prestigiosi Teatri e Festival in Italia ed all’estero e
vanta collaborazioni con direttori d’orchestra di
livello internazionale.
Il programma del concerto
prevede poi l’esecuzione della
Sinfonia n.5 in si
bemolle maggiore op.100
dello stesso Prokofiev. La Sinfonia è composta sulle
emozioni provate dall’autore in occasione
dell’imminente fine della Seconda Guerra mondiale, e
sull’entusiasmo per la progressiva liberazione della
Russia dalle truppe tedesche, entusiasmo che pervade
tutti i quattro movimenti. Fu eseguita per la prima
volta sotto la direzione dell’autore a Mosca il 13
gennaio 1945 ed è, tra le sue composizioni sinfoniche,
di gran lunga la piĂą amata dal pubblico.
L’ultimo appuntamento
sinfonico della Stagione, in programma il 23 e 24
ottobre a Trieste e il 22 ottobre a Pordenone,
vedrà le due compagni dell’Orchestra e del Coro del
“Verdi”, quest’ultimo preparato dal M° Lorenzo
Fratini, riunite sotto la direzione del M°
Stefan Anton Reck nell’esecuzione del Nachtlied
per coro e orchestra op. 108 di Robert
Schumann. Il Canto notturno fu
composto nel novembre 1849 da Schumann, su testo del
poeta e drammaturgo Frederich Hebbel, l’autore della
trilogia Der Nibelungen, e fu eseguito con
successo a DĂĽsseldorf il 13 marzo 1851. La composizione
si sviluppa con un accelerando di progressiva
intensitĂ fino al finale, Alla breve, mentre le
voci si intrecciano rispondendosi fino all’assieme degli
ultimi versi.
SeguirĂ la Sinfonia n.5
in do diesis minore di Gustav Mahler ,
composta dall’autore tra il 1901 e il 1904 e da lui
diretta per la prima volta a Colonia nel 1904. La
Sinfonia è formata da cinque tempi che sono disposti a
formare tre strutture musicali: la Marcia funebre
iniziale e il secondo Tempo da una parte; il famoso
Adagietto, intensamente lirico e tutto sostenuto
dagli archi e dall’arpa, e il Rondò finale
dall’altra; questi tempi sono dei blocchi unitari in
mezzo ai quali si pone il tempo di maggiore peso: lo
Scherzo. La Sinfonia inizia con una marcia funebre
ma termina con una trionfale apoteosi della vita, un
anelito al rinnovamento; un rinnovamento dello stile ma
anche una trasformazione della personalità dell’artista
rispetto alle precedenti quattro Sinfonie. In precedenza
Mahler era rimasto affascinato da una concezione quasi
mistica della vita e della natura: con la Quinta esprime
la necessitĂ dover ricominciare tutto da capo, di dover
cercare una nuova strada per uscire dalle illusioni
della favola e avventurarsi nella viva realtĂ del mondo.
Accanto alla
programmazione sinfonica, la Stagione propone anche un
concerto “crossover” che il Teatro Verdi offrirà al
pubblico fuori abbonamento l’8 ottobre con
esecuzione unica a Trieste.
“Rag, blues e …. Altre
storie” è il
titolo che ha dato alla sua esibizione il gruppo,
formato da Enrico e Gabriele Pieranunzi,
rispettivamente, pianoforte e violino, e Alessandro
Carbonare, clarinetto. Questa formazione nasce dalla
collaborazione di tre grandi artisti che hanno maturato
una solida esperienza in vari ambiti musicali, dalla
musica colta a quella di tradizione, dai nuovi linguaggi
del Novecento storico alla musica afro-americana. Così
Gabriele Pieranunzi e Alessandro Carbonare, musicisti da
sempre impegnati nell’interpretazione dell’imponente
letteratura musicale classica, si confrontano con il
pianista e compositore Enrico Pieranunzi, artista
fertile di idee che si sviluppano principalmente sul
versante della musica improvvisata, in un programma in
cui figurano musiche di Milhaud, Stravinski, Perlman,
Brubeck e Pieranunzi.
Trieste, 16 giugno 2009 |