LA STAGIONE LIRICA E DI
BALLETTO DEL TEATRO VERDI DI TRIESTE
gennaio – dicembre 2012
"Tradizione e apertura al
nuovo, qualità artistica e radicamento nel territorio,
ma anche volontà di guardare lontano, magari puntando
con fervore sulle altissime potenzialità e
professionalità su cui il teatro Verdi di Trieste può
contare – a partire dal Coro e dall’Orchestra – e che
rappresentano la base più salda da cui iniziare a creare
coraggiosi e necessari progetti". Questi in sintesi gli
indirizzi che guidano e caratterizzano la nuova e prima
stagione lirica programmata dal Sovrintendente e
direttore Artistico Antonio Calenda. Un
cartellone che si arricchisce di una molteplicità di
apporti dal repertorio più classico del melodramma
italiano alla ricerca di raffinatissime novità da un
Teatro Verdi che vuole riappropriarsi di quella funzione
di guida culturale che lo ha contraddistinto in passato
quando era l’ anima della proposta culturale della cittÃ
di Trieste che rifletteva la propria curiosità e
apertura proprio nel suo teatro musicale.Un particolare
ringraziamento allla Fondazione CRTrieste che anche
quest’anno sostiene l’attività del Teatro Verdi con un
importante contributo.
Il richiamo alla
migliore tradizione operistica italiana si realizza
con la proposta di opere di Gaetano Donizetti (Anna
Bolena), Giuseppe Verdi ( Rigoletto in
un nuovo allestimento della fondazione triestina e La
battaglia di Legnano assente dalla programmazione
del nostro teatro da 40 anni), Giacomo Puccini
La Boheme in un nuovo allestimento), Gioachino
Rossini (Il Barbiere di Siviglia in programma
nell’autunno 2012, Pietro Mascagni ( L’Amico
Fritz , assente dal Verdi dal 1988). L’apertura
al nuovo invece è data dalla proposta di spettacoli
assolutamente originali o addirittura in prima mondiale.
E’ il caso di Cercando Picasso con Giorgio
Albertazzi protagonista del ruolo del grande pittore; è
il caso della proposta del musical C’est ainsi (Proprio
così), la commedia musicale inedita che Luigi
Pirandello ha scritto per l’America nei ruggenti anni
Trenta e che, rimasta inedita, sarà proposto in prima
mondiale assoluta durante l’estate prossima.
Due gli spettacoli di
danza, il già citato Cercando Picasso con
Giorgio Albertazzi e che è uno spettacolo in cui una
grande parte avrà sul palcoscenico la Martha Graham
Dance Company e uno spettacolo di balletto scelto
nell’ambito della migliore tradizione classica che
chiuderà l’anno teatrale del "Verdi" in dicembre.
Per la prima volta in
tempi moderni, il Teatro Verdi offre una programmazione
che coincide con l’anno solare. Anna Bolena
aprirà infatti il cartellone in gennaio mentre il
balletto classico lo chiuderà nel dicembre 2012.
Nove titoli si
alterneranno nell’arco dell’anno teatrale: sei
spettacoli d’opera, due di danza, un musical in
prima mondiale e un balletto classico; un titolo
riservato al pubblico delle scuole ( Il Flauto
Magico. la nuova proposta del progetto Opera Domani)
per avvicinare i più giovani al magico mondo dell’opera
e, in autunno, la programmazione concertistica della
Stagione Sinfonica.
Una programmazione annuale
che spazia tra i vari generi musicali e in cui sarÃ
rispettata anche la tradizionale offerta concertistica
dell’autunno composta da otto appuntamenti sinfonici con
due esecuzioni a Trieste e una a Pordenone. I due teatri
regionali "Verdi" di Pordenone e "Giovanni da Udine" di
Udine ospiteranno nel loro cartellone teatrale 2012
alcune repliche della Boheme allestita dalla
Fondazione lirica triestina per questa stagione.
Collaborano al cartellone
del "Verdi" grandi artisti come Mariella Devia,
interprete principale insieme a Celso Albelo
dell’opera inaugurale, Anna Bolena, Daniela
Barcellona, scritturata dal "Verdi" per il
rossiniano Barbiere di Siviglia,il già citato
Giorgio Albertazzi, accanto a giovani
interpreti di grande talento; tra i direttori
d’orchestra figurano i nomi di maestri dalla carriera
internazionale come Corrado Rovaris, Boris
Brott, Donato Renzetti, Bruno Campanella,
Francesco Maria Carminati, Riyuichiro Sonoda. Tra
i registi figurano Graham Vick, Antonio
Calenda,
Michele Mirabella, Ruggero Cappuccio, Marco Gandini.
La prima coproduzione
dell’anno si realizza su Anna Bolena,
l’opera che chiude il ciclo donizettiano delle Tre
Regine ( Stuarda, Elisabetta e Anna Bolena) proposto in
questi anni dal Teatro Verdi con la messa in scena di
Maria Stuarda, Roberto Devereaux e Anna
Bolena appunto, che inaugura la stagione nel
gennaio 2012. L’allestimento è prodotto dalla
Fondazione Teatro Verdi di Trieste con il Teatro Massimo
di Palermo e Teatro Filarmonico di Verona per la regia
di Graham Vick. La sua messa in scena
cerca una mediazione tra la visione degli storici
per i quali Anna Bolena era una adultera, incestuosa,
ambiziosa e calcolatrice e la coppia Donizetti/Romani
che la interpretano come una sposa fedele e tradita,
anima pura e malinconica, altera sì, ma sostanzialmente
una vittima. Il regista inglese insinua così la realtÃ
storica in un quadro eroico e sentimentale così come lo
interpretò il compositore. Non stravolge dunque la
drammaturgia ma lavora sui risvolti psocologici dei
personaggi e procede per simbolismi. Ne esce una lavoro
registico raffinatissimo ed intelligente a cui
contribuisce anche l’impianto scenico di Paul Brown,
autore anche dei costumi e basato su elementi girevoli
che si sovrappongono a forma di croce. La croce nel
susseguirsi delle scene si spezza a simboleggiare lo
scisma anglicano di Enrico VIII a cui contribuì anche
Anna Bolena, nemica del cattolicesimo. Tra gli scarni
arredi, un trono e un letto: simboli di quella
contrapposizione ambizione-affetto e sesso-potere su cui
è incentrato il dramma. Ne esce uno spettacolo composito
e visionario in equilibrio tra classicità e romanticismo
che ruota intorno alla grande interpretazione della
protagonista Mariella Devia che ha aggiunto
recentemente questo nuovo ruolo al suo prestigioso
repertorio. La direzione è affidata al
M° Bruno Campanella.
Anche La
battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi è una
coproduzione tra le Fondazioni Teatro Verdi e Teatro
dell’Opera di Roma e il Gran Teatre de Liceu di
Barcellona, curata dal regista Ruggero Cappuccio
coadiuvato dallo scenografo e costumista Carlo Savi.
Opera giovanile di Giuseppe Verdi, in essa la
classica trama del triangolo passionale si intreccia con
l’epopea storica di Federico Barbarossa in lotta con i
Comuni dell’Italia settentrionale e risulta molto
appropriata ai nostri giorni in cui si celebra il 150°
anniversario dell’Unità d’Italia. Questo titolo è stato
rappresentato al Teatro "Verdi" solo nel 1963 con la
partecipazione del grande soprano Leyla Gencer.
Il regista Ruggero Cappuccio con questo
spettacolo dichiara guerra ai tagli finanziari attuali
alla cultura. "Quella battaglia di Legnano" - ha
affermato riferendosi allo spettacolo - può considerarsi
il simbolo dell’identità culturale di una nazione", e in
quest’ottica l’ha ambientata " in un grande museo
italiano, tra un viavai di opere spostate e restaurate,
con tele che riprendono immagini di Delacroix, ,
Velazquez, Rubens, opere di contemporanei come Mimmo
Paladino"…
L’allestimento, che sarÃ
in scena al Verdi nel periodo compreso tra fine
febbraio e inizio marzo, ha debuttato il maggio
scorso con successo all’Opera di Roma.
Il titolo che segue,
Rigoletto, in programma nel mese di
marzo è invece un nuovo allestimento creato dai
laboratori del Teatro Verdi di cui è nota e molto
apprezzata la grande professionalità in Italia e
all’estero, per la regia di Michele Mirabella:
sarà la prima volta che il pubblico del "Verdi" potrÃ
vedere una messa in scena del famoso artista che, oltre
ad essere autore di programmi radio e tv (uno dei più
quotati è "Elisir" sulla rete Rai) ha firmato la regia
di oltre 60 spettacoli teatrali e di numerose opere
liriche. L’opera è assente dal palcoscenico della
Fondazione triestina dall’edizione del 2006 interpretata
da Renato Bruson.
Seguirà La Boheme
di Giacomo Puccini, produzione anch’essa realizzata dai
laboratori del Teatro Verdi. L’opera è affidata alla
regia di Marco Gandini, per la prima volta al
"Verdi", coadiuvato da Pier Paolo Bisleri per le
scene e da Francoise Raybaud per i costumi, e
sarà concertata e diretta dal M° Donato
Renzetti. Sarà in scena al "Verdi" con un cast di
giovani cantanti di grande qualità nel mese di
aprile. Faranno seguito in maggio due trasferte al
Giovanni da Udine e al Verdi di Pordenone.
Il cartellone propone poi
L’Amico Fritz di Pietro Mascagni,
assente dal teatro lirico triestino dal lontano 1988.
Sul podio del "Verdi" ritorna a Trieste il M°
Fabrizio Maria Carminati. Lo spettacolo sarÃ
presentato in maggio nell’allestimento della
Fondazione lirica triestina.
Tradizione e apertura al
nuovo, qualità artistica e radicamento nel territorio,
si diceva, sono le linee su cui Antonio Calenda ha
impostato la programmazione artistica del "nuovo corso"
del Teatro Verdi. Ma anche la volontà di guardare
lontano con proposte nuove. Come sarà Proprio così,
ovvero C’est ainsi la commedia musicale
che Luigi Pirandello, ispirato dal suo soggiorno nella
Parigi del’Operetta, ha scritto in francese per il
teatro ma l’ha destinata all’America del 1930. L’opera
che è rimasta inedita è riemersa dal Fondo Torre Gherson
di Latisana che l’ha conservata. Fu infatti il friulano
Guido Torre a convincere Pirandello a scrivere questo
musical per l’America, mentre i due americani Jack Berls
e Gad Gherson firmano la musica delle canzoni in esso
contenute. Lo spettacolo tratta di una storia d’amore a
ritmo di jazz ambientata in Florida dove la
giovane e bella Lorna Page festeggia i suoi 18 anni e la
cui vita si intreccia con quella di tre giovani, Renè
francese, Pablo, argentino e Winston inglese.
Proprio così sarà proposto in prima mondiale al
Teatro Verdi il in
giugno.
In assenza delle risorse
economiche per la sua realizzazione, in questa fase
della programmazione non è stato pianificato il Festival
Internazionale dell’Operetta durante l’ estate; anche
perché la Fondazione ha in programma nello stesso
periodo due tournèe internazionali. Per la prima, con il
sostegno del Ministero degli Esteri Italiano, il Teatro
Verdi di Trieste è stato chiamato a rappresentare
l’Italia nelle manifestazioni artistiche che si
realizzeranno in occasione dell’Expo Internazionale 2012
il cui tema è
"The Living Ocean
and Coast: Diversity of Resources and Sustainable
activities" nella città di Yeosu, nella Corea del Sud. E
porterà in trasferta nel mese di agosto i propri
organici artistici e allestirà l’opera "Rigoletto"
di Giuseppe Verdi. L’altra tournèe si realizza a fine
settembre inizio ottobre 2012 nel Sultanato dell'Oman,
nella sua capitale Muscat con alcune rappresentazioni di
"Madama Butterfly" di Giacomo Puccini
alla nuova Royal Opera House capace di 1100
posti.
La ripresa autunnale
dell’appuntamento con l’opera al Teatro Verdi è in
programma tra novembre e dicembre con un
nuovo allestimento di Barbiere di Siviglia
di Gioacchino Rossini creato dal Teatro Verdi in
coproduzione con la Fondazione Teatro dell’ Opera di
Roma. Dirige il M° Corrado Rovaris, già noto al
pubblico triestino per le sue apparizioni in campo
sinfonico. La regia è di Ruggero Cappuccio.
Nel cast una grande interprete,
Daniela Barcellona.
Di grande interesse si
preannuncia il primo dei due appuntamenti del cartellone
2012 dedicati alla danza. Si tratta dello spettacolo
Cercando Picasso interpretato da un artista come
Giorgio Albertazzi affiancato dalla Martha Graham
Dance Company di New York che danzerà sulle
coreografie originali della leggendaria coreografa
curate da Janet Eilber e su scene e costumi di
Pier Paolo Bisleri realizzati dai laboratori del
"Verdi".
Lo spettacolo sancisce
la collaborazione fra il Rossetti - Teatro Stabile
regionale e la Fondazione Lirica triestina e la cui
programmazione nella sede del l Teatro Verdi sarà in
scena nel mese di febbraio. Nasce da una koinée
di espressioni artistiche – pittura, musica, prosa,
danza – particolarmente adatte a evocare la figura di un
artista "totale", irregolare, indomito come Picasso.
A monte vi è l’ inusuale
scelta espressiva del regista, Antonio Calenda,
"di intrecciare all’evocazione della pittura e del mondo
di Picasso, il linguaggio coreografico di Martha
Graham. Sono segni potenti dell’arte e
dell’espressività del Novecento – sostiene Calenda -
"codici inestimabili la cui pregnanza riecheggia
costantemente nell’immaginario contemporaneo". Ad essi
si fonde la recitazione di un maestro come Giorgio
Albertazzi, "un attore che sa fare della parola un
esercizio stilistico alto, sa rendere ogni battuta
finissima, poliformica, astratta...» . La sfida è di
realizzare uno spettacolo che armonizza recitazione
danza, musica e pittura con l’intento di richiamare un
mondo di coesione e creatività forte accanto alla
regolarità del teatro di genere. Albertazzi e Calenda
sono andati alla ricerca di una sorta di commistione di
generi per un itinerario fantastico "attraverso cui
avvicinare, adombrare quello che per noi è Picasso"…con
la scena creata da Pier Paolo Bisleri, bianca, da
"dipingere" come una pagina bianca su cui affrescare e
suggestioni…" Al progetto fondamentale è stato il
contributo della Martha Graham Dance Company di
New York, formazione di eccellenza assoluta nella danza
moderna internazionale,
per creare una
costante compenetrazione tra recitazione e coreografia
che ha permesso di realizzare quell’universo surreale e
di emblmatica astrazione che è la sola cornice possibile
per la figura di Picasso. I testi, ripresi da Antonio
Calenda e Giorgio Albertazzi, sono di Garcia Lorca,
Guillaume Apollinaire e Arthur Rimbaud e di Pablo
Picasso; di quest’ultimo Le désir attrapé par la
queue (Il desiderio preso per la coda)
rappresenterà il cuore dello spettacolo, proprio per
quel suo meraviglioso respiro onirico e surreale, privo
di chiare evoluzioni logiche, animato da personaggi
interpretati figurativamente dalle danzatrici, ma con le
"voci" di Piera Degli Esposti, Andrea Jonasson, Franca
Nuti, Elisabetta Pozzi)... Un tourbillon che è al
contempo testimonianza poetica delle lacerazioni della
guerra, dei bombardamenti, in particolare della fame, ma
anche del rapporto appassionato, fervido, conflittuale,
del pittore con l’eros e il femminile.
La dimensione musicale
raccoglie brani di Manuel de Falla, Igor Stravinsky,
Perez Prado, Francis Lemarque, Camille Saint-Saens,
Wallingford Riegger, Henry Cowell, Zoltà n Kodà ly e sarÃ
eseguita dal vivo dall’Orchestra del Teatro Verdi.
Lo spettacolo, che è un
allestimento del Teatro Stabile del Friuli Venezia
Giulia, Martha Graham Dance Company e Teatro Vittorio
Emanuele di Messina dove ha debuttato con successo lo
scorso mese di marzo 2011, è stato realizzato dai
laboratori del Teatro Verdi e si preannuncia come
esperienza teatrale "fuori dagli schemi" , fortemente
voluta da Calenda e Albertazzi che hanno scelto la
figura di Pablo Picasso come emblema di una possibile
"irregolarità ", come "autore poliedrico che dipinge
anche con le parole, con una prosa intensa e
evocatrice".
L’appuntamento con lo
spettacolo di danza classica invece si terrà nel mese di
dicembre: in programma La bella
addormentata il celebre balletto classico
con la musica di Caikovskij, danzato dal Balletto
dell’Opera di Kiev una delle più prestigiose e
antiche compagnie di danza russe. La compagnia di
balletto del Teatro dell’Opera di Kiev ( nato nel 1867)
si formò all’inizio del 1900. I due famosi ballerini del
XX secolo, Vaclav Nijinskij e Serge Lifar,
provenivano appunto da Kiev. Il team creativo del
teatro si ampliò negli successivi alla guerra, e il suo
Corpo di Ballo divenne una delle più grandi Compagnie
europee e dal 1950 intraprende tournée internazionali in
Europa, America e Asia. Oggi il Balletto
dell’Opera di Kiev è diretto da Viktor Yaremenko,
fino a poco tempo fa uno dei maggiori solisti della
Compagnia.
Trieste, 5 settembre 2011.