16 settembre – 19 novembre
2011
LA
STAGIONE SINFONICA DEL "VERDI" DI TRIESTE
Dopo la programmazione
estiva del Festival Internazionale dell’Operetta,
l’attività artistica della Fondazione Teatro Lirico
"Giuseppe Verdi" riprende con la Stagione Sinfonica
2011, appuntamento annuale con il grande repertorio
concertistico che tradizionalmente si svolge sul
palcoscenico del Teatro Verdi tra settembre e novembre.
La Stagione Sinfonica si compone di nove concerti con
due esecuzioni (una serale e una pomeridiana) al Teatro
Verdi di Trieste e, a conferma della pluridecennale
collaborazione tra le due istituzioni, una esecuzione
serale di quattro appuntamenti al Teatro Verdi di
Pordenone, per un totale di complessive 22 esecuzioni
sinfoniche.
Nel corso della Stagione
gli organici stabili dell’Orchestra e del Coro del
Teatro Verdi di Trieste saranno guidati da illustri
direttori e accompagneranno solisti scelti tra i più
rinomati interpreti, in particolare giovani, del
panorama sinfonico attuale. Sul palco del "Verdi" si
avvicenderanno così grandi direttori, alcuni già noti al
pubblico, come Stefano Ranzani e Donato
Renzetti da molti anni ospiti delle stagioni liriche
e sinfoniche del teatro triestino, Boris Brott
che ha diretto con grande successo l’opera Samson et
Dalila nel 2011 e il giovane Francesco
Lanzillotta, direttore dell’Opera da tre soldi
nell’ambito del Festival dell’Operetta. Anche
il M° Corrado Rovaris, direttore musicale della
Philadelphia Opera Company e attivo con le maggiori
istituzioni musicali italiane ed estere, già dalla
passata stagione è noto al pubblico del "Verdi". Al M°
Rovaris è affidata la direzione dei due concerti
conclusivi della rassegna. Debuttano invece i direttori
Gaetano D’Espinosa, Paul Chiang e Wayne
Marshall. E debutta anche il M° Paolo Vero,
neo insediato direttore del Coro stabile del Teatro
Verdi.
Strumenti solisti
impegnati nell’esecuzione dei concerti sono: Lara St.
John (violino) al suo debutto al "Verdi"e alcune
prime parti dell’Orchestra stabile del Teatro Verdi:
Paola Fundarò (oboe), Matteo Rivi (fagotto),
Jacopo Francini (già primo violoncello); solisti
di canto sono Sara Galli e Alisa Zinovjeva
(soprani), Tiziana Carraro (mezzosoprano),
Annika Kaschenz (contralto), Giuseppe Talamo
(tenore) e Luca Dall’Amico (basso).
L’intensa programmazione
della rassegna si aprirà sul Classicismo
settecentesco con un omaggio al genio di Wolfgang
Amadeus Mozart per spaziare poi nel repertorio
sinfonico del Romanticismo ottocentesco, di cui
saranno eseguiti alcuni capolavori, e del primo
Novecento non solo europeo ma anche americano, con
la presentazione di alcune composizioni di rara
esecuzione o in prima esecuzione europea al "Verdi".
Il primo concerto del
16 e l7 settembre dedica a Mozart il brano
introduttivo con l’esecuzione della splendida
Ouverture dalle "Nozze di Figaro, ossia La folle
giornata" la cui introduzione sinfonica è una pagina
straordinaria condotta all’insegna della brillantezza,
un vortice inarrestabile di suoni che in pochi minuti
anticipa e afferma prepotentemente il senso di
inevitabilità con il quale la "folle giornata" precipita
verso il suo epilogo. Senza utilizzare motivi presenti
nell’opera, la Sinfonia ne riassume il significato
drammaturgico con una sicurezza senza confronti. Il
brano successivo, la Sinfonia K.550 in Sol minore
è una composizione che, insieme con altri capolavori
dell’ultimo decennio della vita di Mozart (l’incompiuta
Messa in do minore KV 427, il Concerto in re minore KV
466, il Requiem KV 626, rimasto pure incompiuto alla sua
morte) attesta, seppure in un quadro formale di coerenza
e organicità addirittura granitiche, inquietudini e
turbamenti eccezionali e di grande instabilità emotiva
del compositore salisburghese.
Alla stagione romantica
dell’Ottocento appartiene l’omaggio a Ludwig van
Beethoven cui il concerto del 7 e 8 ottobre
è interamente dedicato. L’apertura vede l’esecuzione
della famosa ouverture "Coriolano" che dÃ
stilisticamente ed espressivamente una efficace
sottolineatura dei valori morali espressi nel dramma
di Joseph Collin, Coriolano ispirato alla
vicenda del condottiero romano G.M. Coriolanum. A questa
composizione segue poi la grandiosa Settima Sinfonia
in La maggiore op. 92, omaggio a Cherubini e Händel,
grandi modelli ideali del Beethoven più serioso.
La Sinfonia è
caratterizzata da un’energia dirompente, non sottoposta
al consueto lavoro di ripulitura e affinamento, quasi
che il soggetto dia voce a forze primordiali. Non a caso
la celeberrima definizione "apoteosi della danza"
coniata da Wagner per quest’opera coglie bene il senso
di un lavoro in cui il ritorno "oggettivo" ai ritmi di
danza si sposa ad una aggressività , caratterizzata da
bruschi contrasti di sonorità . Insieme con i
Quartetti op. 74 e Op. 95 o le Sonate per
pianoforte dall’Op. 78 all'Op. 90,
la Settima, nell'arco creativo di Beethoven, può
costituire un capitolo a sé: breve ma di qualitÃ
artistica forse insuperata. Nelle forme intense ma
limpide della Settima Beethoven ribadisce infatti
una conclusione irreversibile e storicamente consapevole
di tutta l'avventura stilistica e spirituale che oggi
identifichiamo con il suo periodo creativo centrale,
caratterizzato da una pienezza soddisfatta e
autosufficiente. Infine il programma prevede in chiusura
il Concerto in Si bem. Maggiore per fagotto e
orchestra, solista il primo fagotto dell’Orchestra
del "Verdi" Matteo Rivi. Come altri strumenti a
fiato, il fagotto nel classicismo viennese, e comunque
in una fase preromantica della storia della musica, fu
onorato da un buon numero di composizioni solistiche,
perlopiù nella forma del concerto con accompagnamento
d'orchestra; questa composizione, non molto eseguita, è
frutto di un Mozart appena diciottenne.
Dolore paterno per la
perdita dei propri figli e religiosità sono i sentimenti
che ispirarono AntonÃn Dvořák, un altro grande autore
dell’Ottocento, nella composizione del suo Stabat
Mater op. 58 per voci soliste, coro e orchestra, che
figura l’11 e 12 novembre nel penultimo
appuntamento della stagione sinfonica. Tutta la
partitura è dominata da un colore luttuoso,
penitenziale, espresso nella scelta dei tempi, nell’
effusione di melodie tristi e interiorizzate affidate
all’interpretazione dal quartetto di canto composto dal
soprano Alisa Zinovjeva, dal contralto Annika
Kaschenz, dal tenore Giuseppe Talamo e dal
basso Luca Dall’Amico; una grande
composizione cui daranno il tributo anche l’Orchestra
e il Coro istruito dal M° Paolo Vero, sotto
la direzione del M°
Corrado Rovaris.
Al grande sinfonismo
dell’Ottocento tedesco appartengono gli appuntamenti
dedicati a Johannes Brahms con l’esecuzione di
tre delle sue quattro sinfonie. La Sinfonia n. 4 in
mi minore op.98, che è anche l'ultima sinfonia
composta da Brahms, figura nel primo concerto della
Stagione, venerdì 16 e sabato 17 settembre. E’
una sinfonia imponente nelle dimensioni e nella densitÃ
della scrittura, ricchissima nell'articolazione della
partitura orchestrale. Oltre che l'ultima, probabilmente
anche la più alta e la più grande, la più complessa e
architettonicamente maestosa. E’ una estrema
affermazione di certezze, tinta però di quel senso di
tramonto, di rassegnato commiato, che segna
inconfondibilmente tanta parte della musica che Brahms
scrisse nella sua precoce vecchiaia.
Degli altri due
appuntamenti che il "Verdi" dedica al sinfonismo di
Johannes Brahms il 30 settembre e l’1 ottobre
sarà eseguita la Sinfonia n. 2 in Re maggiore op.73
che appare in tutto e per tutto il lieto fine di
un'avventura creativa lietamente vissuta, placida,
affettuosa, scorrevole e serena; quasi a riflettere
nella sua stessa fisionomia stilistica ed espressiva la
diversa vicenda della sua gestazione rispetto alla
Prima Sinfonia, quella in Do minore op.68,
che sarà in programma il 18 e 19 novembre. Nel
confronto fra le due sinfonie di questa coppia (le altre
due vennero fra il 1883 e il 1885, con analoga cadenza
cronologica e analoghi rapporti reciproci) la Prima
porta più chiaramente della Seconda i segni di un lavoro
tormentato da mille incertezze ma anche dall’aspirazione
profonda a una costruzione solida e oggettiva, capace di
contenere esigenze espressive di grande portata, stati
d'animo trascoloranti, pulsioni emotive di estrema
intensità e mutevolezza.
Ancora Brahms nel
programma del 28 e 29 ottobre, con l’esecuzione
di Nänie op.82 per coro e orchestra su
versi di Friedrich Schiller. Il poeta tedesco nel 1799
aveva dedicato questa poesia al tema della "morte della
bellezza" creando un vero e proprio splendido Lieder
corale. Il tema si richiama a un’idea molto classica, e
più precisamente greca, del fato. Ed è un’ispirazione
coltivata con esiti altrettanto alti da Brahms come da
quasi tutti gli altri grandi compositori del
Romanticismo tedesco.
Una puntata nel Novecento
sarà il concerto del 21 e 22 ottobre interamente
dedicato a George Gershwin, re indiscusso del
musical di Broadway, con l’esecuzione delle
Ouverture da Girl Crazy e da Of
Thee I Sing andato in scena nel 1931 e vincitore
del prestigiosissimo Premio Pulitzer per il teatro, per
la prima volta attribuito a un musical che visse
per decenni in molteplici e fortunate riprese a Broadway
e altrove.
In prima esecuzione al
Verdi di Trieste, il Concerto in fa
per pianoforte e orchestra che segue, è una
composizione di Gershwin che sta accanto agli altri
grandi pezzi per pianoforte e orchestra del Novecento
storico come quelli di Maurice Ravel ad esempio, ed è
entrata nel repertorio sia dei pianisti classici come in
quello di pianisti più legati al jazz, spesso e
volentieri unificando in un’unica figura i ruoli del
solista e del direttore. E’ il caso di questa
esecuzione, interpretata dal direttore e pianista
appunto, Wayne Marshall che è considerato oggi
uno dei più rinomati interpreti delle musiche di
Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri grandi
autori americani del XX secolo.
Non poteva mancare in un
concerto dedicato a Gershwin Porgy and Bess,
riconosciuta negli Stati Uniti come la prima vera opera
americana: un’opera vera e propria, non un musical
travestito da opera. "A Symphonic Picture",
realizzata nel 1942, cinque anni dopo la morte di
Gershwin, da Robert Russell Bennett, sintetizza la
partitura e il significato musicale di Porgy and Bess
(anche se non presenta le canzoni nell’ordine in cui
compaiono nell’opera) in un pezzo di grande effetto
sostanzialmente fedele alla strumentazione originale,
accolto da grande successo. A Symphonic Picture è
una prima esecuzione per il "Verdi" di Trieste.
Restando ancora nel
Novecento nel concerto del 14 e 15 ottobre da
Gershwin passiamo a Leonard Bernstein. Il
compositore assomma in sé diverse caratteristiche:
interprete severo dei grandi classici e autore di
musical, pianista e direttore, compositore e
divulgatore, scrittore e organizzatore, padrone dei
linguaggi musicali e delle lingue più diverse. Il
concerto ci presenterà i Chichester Psalms su
testi di estrazione biblica per coro, voce solista e
orchestra. Nel concerto figurano anche "Le
Variations on an Original Theme" di Edward
Elgar da sempre identificate come "Enigma"
dalla parola scritta sopra le prime sei battute della
partitura. Nate alla fine degli anni Novanta
dell’Ottocento, Le Variations sono l’opera di un
compositore colto, tecnicamente assai solido,
stilisticamente sorvegliatissimo, di grande eleganza ma
senza affettazioni. Esse sono frutto di un sottile "sense
of humour" tipicamente inglese, e di un contenuto
lirismo.
Ma il 2011 è anche anno di
grandi celebrazioni e quindi doverosamente si è posta
particolare attenzione a ricordare grandi figure del
sinfonismo europeo, di cui quest’anno ricorrono gli
anniversari della nascita o della morte.
Si renderà così ad esempio
omaggio a Franz Liszt nella ricorrenza dei 200
anni della nascita. Al grande compositore sono dedicate
infatti tre esecuzioni. La prima è il poema sinfonico
"Tasso, lamento e trionfo" eseguito nel concerto del
30 settembre e 1° ottobre. che nella sua
stessa storia creativa riassume il cammino percorso
nell’Ottocento dal termine "ouverture" che passò dal
teatro, che lo applicava alla pagina introduttiva di
un’opera o di una serie di musiche di scena, alla sala
da concerto, ove compariva come pezzo sinfonico a sè
stante, caratterizzato però in senso narrativo da un
titolo. A partire dall’ Egmont che Beethoven
aveva proposto come interpretazione musicale di un tema
come un poema sinfonico ante litteram, tutti i
grandi compositori del Romanticismo, da Hector Berlioz a
Robert Schumann, da Felix Mendelssohn a Richard Wagner,
si produssero in ouvertures che non "aprivano" niente,
ma interpretavano un'idea programmatica nella limpida
completezza e autosufficienza di un movimento sinfonico
isolato. A portare in primo piano l’ideale di una poesia
per sonos è stato appunto Franz Liszt.
Di grande interesse anche
le altre due composizioni di Liszt che figurano
in programma il 28 e 29 ottobre: "Totentanz"
(danza macabra ) per pianoforte e orchestra
presentato però nella trascrizione per violino e
orchestra di Martin Kennedy e Lara St. John. Si
tratta di una prima esecuzione italiana. E ancora,
la "Dante - Symphonie" per coro femminile e
orchestra, progetto raffinato e ascetico, secondo
una precisa vocazione interiore del Liszt di quegli
anni, di cui l’altra grande espressione musicale fu la
Faust-Symphonie. La splendida composizione
"Dante - Symphonie" si articola in due movimenti,
Inferno e Purgatorio. Il richiamo al
Paradiso dantesco invece è limitato all’intervento
del coro, che intona le parole iniziali del
Magnificat con l’aggiunta di ripetuti "halleluja! "
e "hosanna!" in un brano relativamente ridotto rispetto
ai due che lo precedono.
Gustav
Mahler, di cui quest’anno ricorrono i 100 anni
della morte sarà celebrato invece con la sua Seconda
Sinfonia, "Resurrezione" per coro, orchestra e voci
soliste. Mahler è considerato la chiave di volta nel
passaggio dalla musica tardo romantica
all'espressionismo delle avanguardie viennesi e il suo
sinfonismo si nutre di tradizione colta e di spunti
popolareggianti a cui si accompagnano vere e proprie
utopie filosofiche. L’esecuzione diretta dal
M° Brott prevede la partecipazione delle
soliste Sara Galli e Tiziana Carraro e del
Coro del Teatro Verdi chiamato qui al ruolo
protagonista, sotto la guida del M° Paolo
Vero. Lo spazio che il Teatro Verdi dedica da
diversi anni al repertorio sinfonico di Mahler al cui
completamento manca ancora la Sinfonia n. 8 – (detta
"dei Mille" per il grande numero di esecutori che
richiede), deriva da un percorso attento a valorizzare
anche la qualità artistica raggiunta, attraverso
l’affinamento di tecnica e stile, dall’Orchestra della
Fondazione triestina in grado di eseguire con grande
professionalità i più vari e impegnativi repertori di
cui Mahler è un esempio.
Ricorrenza anche per un
compositore italiano del Novecento: Nino Rota, di
cui il Verdi cebebrerà i 100 anni della nascita con
l’esecuzione del Concerto per violoncello e orchestra
n. 1 nel concerto del 18 e 19 novembre,
l’ultimo della Stagione sinfonica 2011. Compositore
dotatissimo, espertissimo, duttilissimo, Rota ha scritto
molto anche al di fuori di quel filone delle colonne
sonore cui deve in primo luogo il suo posto nella storia
e conosceva l’orchestra anche come direttore, oltre che
come compositore. Il Primo concerto respira una
sua autentica dimensione sinfonica senza peraltro che
questa si inghiotta in qualche modo il protagonismo del
violoncello solista, interpretato da Jacopo Francini
già primo violoncello dell’Orchestra del "Verdi",
chiamato a un intervento corposo nella sostanza del
lavoro, e anche a un impegno virtuosistico non comune,
in qualche momento addirittura temibile, specialmente
nei due tempi estremi.
La campagna abbonamenti
inizia giovedì 28 luglio 2011. Sono confermate le
tipologie di abbonamento: turno A serale e turno
B pomeridiano. le riduzioni abituali e la formula del
Last minute con la riduzione del prezzo del biglietto al
50% per il turno pomeridano B a partire da un’ora prima
del concerto.
Si confermano anche le
formule di abbonamento e di vendita per i giovani.
In particolare la Carta Giovani riservata ai
giovani under 26 anni; il posto giovani per tutti
i concerti al prezzo di € 5,00 e la promozione
"sinfonica junior" per i giovani under 16 che
potranno acquistare i biglietti per tutti i concerti del
turno B (pomeridiano) al prezzo di €5,00 per
tutti gli ordini di posto. Questo prezzo sarà applicato
anche ad un adulto accompagnatore.
La vendita dei biglietti
per tutti i concerti inizierà martedì
6 settembre 1011.
Biglietteria del Teatro
Lirico Giuseppe Verdi di Trieste : da martedì a venerdì:
ore 8.30 -12.30 e 15.30 -19 : sabato ore 9 – 16 e
comunque un’ora prima dell’inizio del concerto; domenica
e lunedì chiuso. Numero verde 800 090373 Fax +39 040
6722 249
Trieste, 27 luglio 2011