andarono in scena il 29 aprile 1786 al Burgtheater
(Teatro di corte) di Vienna. Il giorno precedente Mozart
aveva scritto l’"Ouverture. A questa meravigliosa
pagina è affidato il compito di introdurre il primo dei
nove concerti organizzati nell’ambito della Stagione
Sinfonica al "Verdi" di Trieste che si terrÃ
venerdì 16 settembre alle ore 20.30. Tre di
questi concerti saranno eseguiti anche al Teatro Verdi
di Pordenone.
Conforme al carattere di "opera buffa" questa pagina
straordinaria è condotta da Mozart all’insegna della
brillantezza, in un vortice inarrestabile di suoni che
in pochi minuti anticipa e afferma prepotentemente il
senso di inevitabilità con il quale la "folle giornata"
precipita verso il suo epilogo. Senza utilizzare motivi
presenti nell’opera, la Sinfonia ne riassume però il
significato drammaturgico con una sicurezza senza pari.
All’"Ouverture" seguirà la Sinfonia KV 550, una
delle sue rare composizioni in sol minore e
proprio per questo è ancor più significativo in un
compositore come Mozart, saldamente posizionato in un
Settecento razionale e raziocinante, ma altrettanto
attento ai segnali di turbamento che stavano annunciando
la prossima apertura di un’età romantica anche per la
musica, campo che era stato abbastanza al riparo fino ad
allora da quelle ventate. L’immagine sonora della
sinfonia è affidata in prevalenza agli archi, sfruttando
ovviamente quel "legato" che ne forma il connotato più
ovvio, ma anche servendosene per conferire ai passaggi
più ritmici grande morbidezza e fondendoli ai fiati in
un impasto quanto mai ricco di sfumature.
Nella seconda parte del programma sarà eseguita la
Quarta Sinfonia di Johannes Brahms.
Alla sua Quarta l’autore si accostò forse consapevole
che sarebbe stata l'ultima, e deciso a farla perfetta
anche ideologicamente: e lo fece, forte di un bagaglio
di esperienze tale da far di lui il più preparato fra
tutti i musicisti del suo tempo, in fatto di dottrina e
di tecnica del comporre, e nel pieno di una maturitÃ
poetica che vedeva la sua personalità di artista aprirsi
a una varietà e a un'intensità di emozioni illimitate,
al tempo stesso capaci di sottilissime sfumature, in un
orizzonte espressivo di profondità abissale. Fu, oltre
che l'ultima, probabilmente anche la più alta e la più
grande, anche per le dimensioni; ma soprattutto la più
complessa e architettonicamente maestosa. Estrema
affermazione di certezze, tinta però di quel senso di
tramonto, di rassegnato commiato, che segna
inconfondibilmente tanta parte della musica che Brahms
scrisse nella sua precoce vecchiaia. Sul podio dell’Orchestra
stabile del "Verdi" salirà il M° Stefano Ranzani
che, ospite regolare delle più importanti istituzioni
musicali del mondo, si è affermato come uno dei
direttori del repertorio lirico più interessanti della
sua genereazione. Molto attivo anche in campo sinfonico,
ha debuttato con l’Orchestra del Teatro alla Scala nel
1987 e vi è ritornato in numerose altre stagioni oltre a
collaborare con le più importanti orchestre di livello
internazionale.
Il concerto si replica sabato 17 settembre alle ore
18, per il turno di abbonamento B.