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STAGIONE SINFONICA 2010 Norme di vendita Prezzi Comunicato
   

STAGIONE SINFONICA 2010

TEATRO LIRICO “GIUSEPPE VERDI†DI TRIESTE

 

La Stagione Sinfonica 2010 del Teatro Lirico “Giuseppe Verdiâ€, che avrà come protagonisti gli organici stabili dell’Orchestra e del Coro della Fondazione triestina, si apre  venerdì 10 settembre e si chiude domenica 31 ottobre; si compone di nove appuntamenti, otto in abbonamento con due esecuzioni a Trieste per i due turni di abbonamento, uno serale (A) e uno pomeridiano (B) e un concerto straordinario, fuori abbonamento ad esecuzione unica, per un totale di 19 esecuzioni sinfoniche. A conferma poi della pluridecennale collaborazione tra le due istituzioni, una esecuzione di sei degli otto appuntamenti  in abbonamento a Trieste sarà eseguita al Teatro Verdi di Pordenone.

L’inaugurazione è fissata per venerdì 10 settembre con replica pomeridiana sabato 11 settembre, con un concerto  in cui figurano nella prima parte l’omaggio due composizioni  di Franz Schubert. La prima è l’Ouverture D. 644, (Die Zauberharfe) (L’arpa magica), scritta  nel 1820 e  originariamente parte dell’opera Die  Zauberharfe, una delle opere teatrali schubertiane oggi più eseguite anche fuori dai confini della Germania e dell’Austria. La sua ouverture venne, non si sa quando né per quale motivo, sostituita a quella che doveva aprire le musiche di scena per Rosamunde e finì quindi per conquistarsi una personale popolarità sradicata dal contesto originario. L‘ouverture si caratterizza per l’inconfondibile impronta poetica dell’autore che  caratterizza tutti i suoi migliori lavori: uno stato di beatitudine proprio dell’infanzia a cui il compositore si rivolse tutta la vita per avere conforto contro il dolore dell’esistenza.

La  Sinfonia  in Si minore D. 759, “Incompiuta†che segue, è considerata talmente perfetta che altrettanto unanimemente è considerata “compiuta†nella sua bellezza. I due tempi della Sinfonia furono scritti da Schubert nel 1822  ma furono “scoperti†per puro caso appena nel 1865, e subito dopo eseguiti per la prima volta a Vienna. Fu detto che la Sinfonia rimase incompiuta perché lo stesso Schubert dubitava di riuscire a scrivere  altri due  tempi  così perfetti. Per altri la ragione era da ricercare in fatti di carattere più pratico come lavori commissionati a Schubert che lo distrassero per un tempo sufficientemente lungo dalla Sinfonia  da  fargli sembrare l’opera interrotta in seguito, come frutto di ispirazioni ormai del passato. Sinopoli definì l’Incompiuta come “una celebrazione culturale del bene perduto†e questa idea Schubert la realizzò nei primi due movimenti al punto che qualunque conclusione consolatoria e ottimistica (come ci si aspettava a quei tempi da una sinfonia) sarebbe stata problematica e un controsenso. Anche questa forse,  potrebbe infatti essere stata una ragione della incompiutezza dell’opera.

Nella seconda parte il programma  prevede l’esecuzione della Sinfonia n.3 in Mib maggiore op. 97 “Renana†di Robert Schumann. La composizione è tutta pervasa di gioia e serenità, a differenza della maggior parte delle composizioni di Schumann in cui prevale tristezza, inquietudine e malinconia. Ciò è dovuto ai felici ricordi di un viaggio che Schumann compì in gioventù nella regione renana e al Reno e al  Duomo di Colonia che lo colpirono profondamente. Fu composta nell’arco di un mese nel 1850  ed eseguita da Schumann stesso a Dusseldorf il 6 febbraio 1851. Anche per questo lavoro, come per il Concerto coevo, si può affermare che Schumann si disimpegna da regole classiche e convenzioni. Anzi, la critica è concorde nell’affermare che in questa Sinfonia l’autore riesce a conciliare al meglio gli elementi classici e romantici della sua ispirazione artistica con una raggiunta maturità sinfonica  elaborata in particolare anche sullo studio dell’â€Eroica†di Beethoven.

La Sinfonia evoca il Reno, che da sempre ha esercitato su tutti i tedeschi un fascino ed una seduzione particolare per la propria memoria storica:  il  primo  movimento  ne rappresenta la forza e la grandezza; il secondo la gioiosità operosa della gente renana riflessa nelle movenze del landler, la tipica danza tradizionale  tedesca;  il terzo, la bellezza dei suoi paesaggi; il quarto, la solennità maestosa dei suoi luoghi di culto, in primis il Duomo di Colonia, eretto sulle sue sponde e  preso come emblema della civiltà germanica proprio perché fu costruito nell’arco di molti secoli; infine il quinto, di carattere  radioso e sereno,  il buonumore che coglie chi dalla sorgente scendo lungo il suo corso, avventurandosi nella vita pulsante della regione; infine il vivace finale che ricorda le festività popolari tedesche.

Il concerto è affidato alla bacchetta del M° olandese  Hubert Soudant, artista di fama internazionale ha diretto le migliori orchestre del mondo tra cui i Berliner e i Wiener Symphoniker. Predilige il repertorio classico, specie mozartiano, francese e tedesco con particolare riguardo a Schubert appunto, a Beethoven, Bruckner e Mahler. Ha diretto l’orchestra del “Verdi†nel 1977.

                                              

 

Venerdì 17 settembre  con replica sabato 18 settembre 2010  al Teatro Lirico “Giuseppe Verdi†Trieste, anticipato dall’ esecuzione  al Teatro Verdi di Pordenone che si terrà giovedì 16 settembre, il secondo appuntamento della Stagione vedrà l’esecuzione dei seguenti capolavori: il Divertimento per archi in fa maggiore KV 138  e la Sinfonia n.4 in sol maggiore per orchestra e voce solista di Gustav Mahler.

Il primo brano di Mozart fa parte  di tre lavori gemelli che non sono propriamente dei  Divertimenti-Serenate ossia lavori con molte danze e pagine concertanti per violino; sono piuttosto  di taglio quartettistico anche se è consuetudine ascoltare la terna di lavori eseguita dagli archi di un’orchestra. Aperto da un Allegro con due temi, il Divertimento per archi in fa maggiore KV 138   si sviluppa in un ampio Andante  per chiudersi con un brillante, stringato Rondò conclusivo in tempo Presto.

Segue la Sinfonia n.4 in sol maggiore per orchestra e voce solista di Gustav Mahler, una sinfonia dalle particolari caratteristiche in quanto termina con un “Lied†cantato e conclude il breve ciclo iniziale delle sinfonie ispirate alle leggende poetiche medioevali note nella letteratura tedesca come i “Wunderborn Liederâ€. Mahler compose questa Sinfonia nel 1899 in  Stiria e la terminò un anno dopo nella verde serenità della Carinzia, entrambe atmosfere ideali per un’opera ispirata agli antichi canti “Des Knaben  Wunderhorn†( Il corno magico del fanciullo). La Quarta rappresenta una svolta decisiva nell’evoluzione del compositore. E’ un’opera serena e questa serenità si riflette anche nella partitura e nell’ organico orchestrale. Una sinfonia meno dinamica e meno patetica, per nulla aggressiva, un’opera di transizione dunque; l’opera rivela un  solo struggimento dell’autore: la nostalgia di una illusoria felicità terrena, raggiungibile attraverso la visione del paradiso così come lo vede la fantasia dei bambini del Wunderhorn. E’ l’espressione della serena gioia di vivere, questa della “Quarta†dissolta drammaticamente dai primi squilli funebri di trombe con cui si inizia la “Quintaâ€.

A guidare gli organici dell’Orchestra del “Verdi†ritorna sul podio il M° Stefan Anton Reck, direttore molto apprezzato dal pubblico del Teatro, che al “Verdi†in campo sinfonico  ha già diretto con grande successo, tra l’altro, la “Tragica†e le  Sinfonie n.6  e n. 9 di Mahler e, in campo operistico,  tre delle quattro opere del Ring wagneriano e Arianna a Nasso di Richard Strauss.

Voce solista  Osman Spangher  membro del Coro di voci bianche “I Piccoli Cantori della città di Triesteâ€, coro che collabora stabilmente dal 1991  alle  produzioni liriche e sinfoniche del Teatro Verdi, sotto la direzione di Maria Susovski e Cristina Semeraro.

 

 

Il   terzo   appuntamento  sinfonico   che si terrà al Verdi di Trieste venerdì 24 settembre sabato 25

settembre e con  replica a Pordenone domenica 26 settembre vedrà impegnati l’Orchestra e il Coro del Teatro Verdi, quest’ultimo preparato dal M° Lorenzo Fratini,  nell’interpretazione del Schicksalslied op.54 per coro e orchestra di Johannes Brahms.  Il “Canto del destino†è tratto da un poema di Friederich Holderlin e narra la storia dell’insurrezione greca contro i Turchi nel 1770, secondo la tendenza poetica ed intellettuale dell’epoca che ravvisava nella Germania l’erede naturale della Grecia antica, con le relative implicazioni nazionali. Alla concezione antica del Fato inesorabile che condanna l’umanità alla sofferenza senza speranza, Brahms sovrappone una ispirazione musicale che è pervasa di “pietas†cristiana discostandosi da certe regole compositive fisse che  egli stesso aveva assunto nella stesura delle opere vocali e configurandosi come la risposta cristiana al poema di Holderlin. Emblematico in questo senso il Postludio della composizione  che, secondo le indicazioni precise dell’autore, doveva mantenere nel finale una leggerezza straordinaria, come se le note si dissolvessero in una atmosfera di serenità aperta alla speranza.

 Il programma poi si concentra su Ludwig van Beethoven  di cui sarà eseguito il Concerto n. 5 in Mi bemolle maggiore per pianoforte ed orchestra op. 73, "Imperatore". Composto nel 1809 e dedicato all’arciduca Rodolfo, protettore e amico del Maestro, è soprannominato l’Imperatore per la sua impressionante grandiosità. Beethoven aveva infatti collegato la tonalità di “mi bemolle maggiore†con l’idea di grandezza e di solennità rese  al massimo in questo Concerto sia per la maestosità dei temi, sia per l’ampiezza dello sviluppo degli stessi e per la conclusione in cui il Rondò, originalissimo nei valori ritmici, forma il finale travolgente dell’opera. Solista il tedesco Lars Vogt,  uno dei maggiori pianisti della sua generazione che ha al suo attivo sia la collaborazione con le migliori orchestre del mondo e in particolare  i Berliner Philharmoniker,  sia recital pianistici  eseguiti  a Londra, Parigi, Madrid, Roma, Monaco, Istanbul e New York.

In programma poi la Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore op. 55, "Eroica" che Ludwig van Beethoven dedicò al principe Joseph Maximilian Lobkowitz ma che in precedenza aveva dedicato a Napoleone Bonaparte. La Sinfonia è classica nella forma, secondo i dettami di Haydn, e segue la disposizione tradizionale ma, nella sostanza musicale, gli schemi tradizionali sono pervasi da una vitalità prima di allora sconosciuta. La ricchezza e la quantità dei nuclei tematici  in alternanza creano un variare di climi psicologici che contrasta con l’omogeneità emotiva delle sinfonie del periodo classico.

Sul podio l’israeliano Pinchas Steinberg, più volte protagonista di  grandi direzioni sinfoniche al “Verdi†di Trieste, formatosi negli Stati Uniti e a Berlino, dove studiò composizione, carriera internazionale alla guida delle migliori orchestre europee. In America debutta nel 2001 con la Cleveland Orchestra e successivamente con la Boston Symphony Orchestra. In Italia ha diretto a Bologna, Cagliari, alla Scala di Milano nonché una produzione di Turandot al Teatro San Carlo di Napoli dove tornerà in  ottobre  di quest’anno per una serie di concerti e al Teatro Regio di Torino per una produzione di Madama Butterfly,

 

Il quarto concerto della Stagione  affidato alla bacchetta del M°Julian Kovatchev, che al Teatro Verdi, ormai da diversi anni, alterna le direzioni sinfoniche con quelle operistiche ed anche operettistiche,  si terrà venerdì 1 ottobre e sabato 2 ottobre  al Teatro Verdi di Trieste  preceduto dalla esecuzione a Pordenone  giovedì 30 settembre: è dedicato a Ludwig van Beethoven, di cui sarà eseguita  l’ouverture Egmont; a  Max Bruch di cui sarà eseguito il Concerto per violino e orchestra n.1 in sol minore op.26 e infine, a P. I. Ciaikovski di cui si potrà ascoltare la Quarta sinfonia in fa minore op.36.

In Egmont si manifesta  appieno il fatalismo eroico del “secondo stile†beethoveniano, quello che sviluppa al massimo le possibilità drammatiche del sonatismo che  esplode sin dall’Adagio introduttivo.â€L’Allegro, con i violini in cui si incarna il tema principale dell’Ouverture, dà il via ad ampi, passionali anzi terribili sviluppi dove una potente energia passa di volta in volta ai diversi strumenti o settori dell’orchestra (accordi ribattuti, fanfare selvagge dei corni, gemiti e slanci).

Infine, sulla calma sacrale di alcuni accordi, dal conflittuale fa minore si passa al sereno fa maggiore per una “Marcia trionfale†che è un canto di giubilo tutto forza morale.E’ un finale epico e grandioso nell’esaltare l’idea di libertà che ritroveremo, a conclusione della tragedia, in coda alle ultime parole di Egmontâ€(A.Cantù).

Il Concerto per violino e orchestra n.1 in sol minore op.26 di  Max Bruch che segue, appartiene al ristretto novero dei Concerto romantici per violino, strumento che il compositore tedesco prediligeva in conseguenza anche della stima ed amicizia che aveva per Joseph Joachim, uno dei più famosi violinisti del suo tempo. Ma non solo, anche per la cantabilità melodica che questo  strumento può esprimere meglio del pianoforte. La genesi del concerto fu alquanto laboriosa e lunga: quattro anni in cui Bruch rivede più volte la partitura fino alla versione definitiva che vide il contributo prezioso dei consigli di Joachim. Protagonista del brano è il violino Federico Agostini, triestino, allievo dei maestri Gulli e Zanettovich e componente dei  Virtuosi di Roma e dell’ensemble “I Musiciâ€. Assiduo frequentatore del repertorio da camera, Federico Agostini è regolarmente ospite di importanti festival e suona con illustri musicisti fra i quali Bruno Giuranna, Jaime Laredo, Joseph Silverstein e Janos Starker. Nel 2004 ha fondato il “D’Amici String Quartet†e dal 2002 risiede negli Stati Uniti dove è Professore di violino all'Indiana University Jacobs School of Music di Bloomington.

Il programma si chiude con la Quarta sinfonia in fa minore op.36 di Piötr I. Caikovskij di cui il compositore stesso precisa: «L’introduzione – scrive il compositore - è il nocciolo di tutta la sinfonia: l’idea principale è il fato, nefasta potenza che si oppone alla conquista della nostra felicità e che malignamente si adopera perché il benessere e la pace non siano mai completi, mai privi di nubi». E appunto l’esordio del lavoro, in Andante sostenuto è un attacco di carattere teatrale,  un “gesto sonoro†spettacolare piuttosto che un Tema o  un Leitmotiv da sviluppare. L’ â€idea fissaâ€, infatti,  riapparirà senza modifiche significative sia nello Sviluppo, con effetto paralizzante sugli elementi tematici, sia in coda al movimento, a ribadire l’invincibilità del fato. La troviamo infine, sia pure con risultati meno convincenti, a gettare ombre sulla “Festa russa†del Finale. Eseguita per la prima volta  a Mosca il 10 febbraio 1878, la Quarta segna un’evoluzione nel percorso compositivo sinfonico del grande compositore russo e si caratterizza sia per l’omogeneità stilistica dei suoi quattro movimenti, sia per il carattere tragico e appassionato di carattere autobiografico del lavoro.

 

 

Venerdì 8 ottobre, con  replica pomeridiana  sabato 9 ottobre, si terrà il quinto appuntamento sinfonico: protagonista della prima parte del concerto Felix Mendelssohn Bartholdy di cui sarà eseguita in apertura l’Ouverture  op. 95, “Ruy Blas†che doveva servire d’introduzione all’omonimo dramma di Victor Hugo, al suo tempo molto popolare. Nonostante  Mendelssohn rinnegasse  le tinte fosche di questo scritto la composizione che ne scaturisce,  e che fu portata a termine dal compositore nel 1839, è di grande drammaticità e di sicuro effetto nell’impatto sul pubblico. Le Ouvertures da concerto sono una sezione importantissima della produzione orchestrale di Felix Mendelssohn-Bartholdy, non solo per la loro qualità, ma anche perché delimitano l’orizzonte ideale e spirituale del compositore nelle tappe successive della sua carriera e mostrano gli aspetti più originali della sua creatività che si sviluppa sui toni ora fiabeschi, ora fantastici, ora intensamente romantici.

A questa Ouverture faranno  seguito dello stesso autore  i Psalms op. 42 che vedranno coinvolti nell’esecuzione oltre all’Orchestra, il Coro del Teatro Verdi  istruito dal M° Alessandro Zuppardo e il soprano Miranda Keys. L’artista  si è esibita in recital in Londra, Edimburgo, Glasgow, Città del Messico, Kuala Lumpur, Tokyo, Singapore, Manila, Sydney e Perth. In particolare in Inghilterra ha cantato  in sale prestigiose come la Barbican Hall, QEH, Glasgow Royal Concert Hall, Linbury Studio Theatre al Covent Garden. In campo operistico ha recentemente cantato la Norna in “Götterdammerungâ€; una nuova produzione di “Ariadne auf Naxos†a Salisburgo e che ha cantato anche per il suo debutto a Lipsia  â€œHansel und Gretel†a Glyndebourne.. Ha poi debuttato in “Die Götterdammerung†ad Halle diretta da Mark Elder  e diretta da Simon Rattle a Aix-en-Provence e al Festival di Pasqua di Salisburgo. Al “Verdi†ha recentemente cantato in  â€œTannhauserâ€.

Nella seconda parte del programma sarà eseguita la Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op.68 „Pastorale“ di Ludwig van Beethoven, capolavoro tanto noto e tanto amato dal pubblico di tutto il mondo. Composta tra il 1807 e il 1808, questa sinfonia ha avuto la sua prima esecuzione a Vienna, al Theater an der Wien il 22 dicembre 1808: “espressione del sentimento piuttosto che pittura†così era definita nel programma del concerto. E nella musica del ‘700 la natura era stata spesso spiata, riprodotta, descritta, ma Beethoven si inserisce solo formalmente in questa tradizione, perché a lui non importava dipingere. “nessuna  pittura – decretò – Si lascia agli ascoltatori di individuare le sensazioni†scrisse tra gli abbozzi del’opera in gestazione. Il musicista amava tanto la natura e da essa traeva pace e conforto,  ma il suo spirito religioso lo portava a riconoscere Dio nell’universo, nelle opere della S creazione. La natura dunque diviene il simbolo della emozione stessa, incarna il desiderio di purificazione. La natura, pur protagonista dell’opera entra in gioco in quanto vista e sentita dall’uomo “ è il tempio di una religione della benevolenza al cui centro vi è l’uomoâ€. Sul podio il M° Gudni Emilsson, nato a Reykjavik, il direttore islandese al suo debutto sul podio triestino,  è  stato Direttore musicale della German Tübingen Chamber Orchestra, del Classical Music Festivals dell’Università di Tübingia in Germania,  della Camerata Boema Praghese e infine della  Thailand Philharmonic Orchestra di  Bangkok. Per il  2010 e il   2011 è stato nominato  direttore  ospite  del Haydn Festival di Vienna, della  Stuttgart Chamber Orchestra e della  San Francisco Chamber Orchestra e infine della Arthur Rubinstein Philharmonic la più prestigiosa Orchestra delle Polonia. In Italia sarà ospite dell´ Arena di Verona.

 

Venerdì 15 ottobre e sabato 16 ottobre a Trieste e giovedì 14 ottobre a Pordenone il M° Julian Kovatchev che è recentemente diventato direttore ospite principale  del “Verdiâ€, dirigerà l’Orchestra del Teatro triestino in due  composizioni di Jean Sibelius. La prima, Finlandia, poema sinfonico op. 26, è un poema sinfonico scritto da Sibelius in opposizione alle  misure repressive imposte dallo zar Nicola II alla Finlandia. E’ il finale di una serie di sei quadri che descrivono scene leggendarie e storiche, concepiti secondo lo spirito patriottico di quel periodo. Finlandia, che fa riferimento alle melodie popolari di quel paese, insieme agli altri cinque Tableaux,  a loro volta riuniti nell’op. 25 dette Scènes Historiques, fu eseguita nello stesso anno, nel 1900, dall’autore per le “Celebrazioni della stampa†a Helsinki.

Sarà poi la volta del Concerto  in re min., op. 47 per violino e orchestra. Cavallo di battaglia di molti grandi virtuosi del violino, questa composizione di Sibelius fu scritta nel 1903 e appartiene alla piena maturità dell’autore che qui si ricollega alla tradizione  romantica della composizione per violino ed orchestra, più che alle sperimentazioni del Novecento. Lo si evince dall’ articolazione in tre tempi della composizione, dal linguaggio e dalle aspirazioni poetiche  espresse  da evocazioni  di visioni naturalistiche  piatte e silenziose, assolutamente  nordiche e  che costituiscono  il fascino della musica di Sibelius. Il notevole impegno virtuosistico del Concerto, specialmente nel primo tempo e nel finale che crea un dialogo particolarmente serrato e ricco tra solista e orchestra, vedrà impegnata la giovane  violinista sarda  Anna Tifu al suo debutto sul palcoscenico del Verdi, enfant prodige con alle spalle, in pochi anni di carriera e già  di prestigiosi successi. Come solista ha collaborato tra l’altro con la Filarmonica  Toscanini, la Hungarian Symphony l’ Orchestra da Camera di Monaco, di Praga, la Filarmonica di Bucarest, di Iesi, l'Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, del Massimo di Palermo, e ha tenuto diversi concerti  accompagnata dai Virtuosi dei Berliner Philharmoniker.

L’esecuzione di Eine Alpensynfonie (Una sinfonia delle Alpi), poema sinfonico op. 64, ultima composizione per grande orchestra di Richard Strauss, impegnerà l’Orchestra del “Verdi†nella seconda parte del programma. Diretta per la prima volta a Berlino il  25 ottobre 1915 dallo stesso Strauss, dopo una gestazione lunga e controversa anche per il titolo,  questa Sinfonia in un unico tempo, è descritta  dall’autore nel suo diario come â€la purificazione morale dell’uomo grazie ai suoi soli sforzi, la liberazione dal lavoro, il culto dell’eterna, splendida naturaâ€.  Partitura grandiosa e imponente, la  Alpensynfonie  descrive una scalata in montagna, dall’alba al tramonto, tra paesaggi suggestivi e visioni soprannaturali: è una magnifica pittura d’ambiente in cui si esprime tutta la grande abilità descrittiva e compositiva dell’autore.

L’appuntamento di venerdì  22 ottobre  e sabato  23 ottobre  a Trieste e giovedì 21 ottobre  a Pordenone vedrà le due compagini dell’ Orchestra e del Coro del Teatro Verdi, istruito dal M° Alessandro Zuppardo,  impegnate  nel Gloria per coro e soprano solo di Francis Poulenc, una composizione in cui si riconosce la oramai raggiunta maturità dell’autore francese che si identifica anche con il suo riavvicinamento alla fede cattolica, per molto tempo abbandonata  durante  una “lunga crisi di oblio religioso†come  la definisce lui stesso e che coincide con gli anni Trenta. Risale a questo periodo quindi, una lunga serie  di composizioni che esprimono la sua fede come questo Gloria, espressione di una sincera  e appassionata schiettezza, fervore e  sentimento di umiltà  composto dall’autore  nel 1959. Manuela Kriscak, soprano triestino impegnato nella Sinfonia, ha un repertorio che, oltre all’opera, spazia nel sinfonico e nella liederistica internazionale: russa, tedesca, ceca e francese.

Questa esecuzione sarà seguita da Les Biches, (Le Cerbiatte) suite sinfonica dello stesso autore, un curioso balletto senza una vera e propria narrazione, ma con delle evidenti ed ironiche allusioni, che sembra sia stato ispirato per la parte musicale al compositore  dalla visione di un quadro di Watteu raffigurante il Re Sole ed alcune dame nel "parco delle cerbiatte" presso il castello di Versailles.

La prima parte del programma vedrà invece l’esecuzione del  Concerto n.1 in mi minore op.11 per pianoforte e orchestra di Fryderych Chopin, un concerto ricco di virtuosismo pianistico lucido e brillante che scopre anche diversi momenti dedicati alla melodia come pausa di meditazione  e che ha come protagonista il pianoforte. L’orchestra ha qui infatti  il ruolo di interlocutore dello strumento solista ed  espone i temi, mentre il pianoforte  si inserisce sulla impalcatura sonora da essa costruita, portando a termine lo sviluppo del brano in un’ atmosfera di continua alternanza tra il drammatico e il sereno,  espressione della creatività di colui che, insieme a Liszt è stato il fondatore della scuola pianistica romantica. Michail Lifits, giovane pianista uzbeco, che ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di cinque anni vincendo numerosi premi internazionali con apparizioni in Russia, Ucraina, Austria, Italia, Germania, Francia, Svizzera, Polonia , Danimarca e Stati Uniti d’America dove, nel 2009  ha vinto il Primo Premio all’Hilton International Piano Competition in USA, mentre nello stesso anno in Italia ha vinto il Primo Premio al 57°Festival Pianistico internazionale F. Busoni a Bolzano. E’ stato inoltre invitato al Chopin International Piano Festival (in Polonia)  e nuovamente negli Stati Uniti nella Stagione 2009-10 in diversi recital e concerti incluso il debutto alla Carnegie Hall di  New York.Il Concerto sarà diretto dalla bacchetta di Giacomo Sagripanti, giovane direttore al “Verdi†già apprezzato nel novembre 2009 nella conduzione di “Hansel und Gretel†Ovvero Il farsi di un destino, su musica di Engelbert Humperdinck per la 13° edizione del progetto didattico per  le scuole  Opera Domani curato e messo in scena dall’As.Li.Co. per la quale associazione dirigerà nell’autunno 2010 anche “Cenerentola†di Rossini nei teatri di questo circuito (Brescia, Como, Cremona e Pavia).

 

L’ultimo appuntamento sinfonico della Stagione, in programma  venerdì  29 ottobre  e sabato  30 ottobre Teatro Lirico “Giuseppe Verdiâ€di Trieste con  replica domenica  31 ottobre a   Pordenone,

vedrà l’Orchestra del Teatro Verdi impegnata in un programma interamente dedicato a Robert Schumann, di cui ricorre l’anniversario dei 200 anni dalla nascita.

Sul podio il M° Brunello  nella duplice veste di violoncello solista e di direttore,  ruolo che altrettanto bene si addice  ad una personalità musicale così “complessa e impetuosa†come la sua, sempre più protesa alla sperimentazione di  nuove forme d’arte e progetti  interattivi tra musica, immagini e parole.

In apertura sarà  eseguito il Concerto in la minore op.129 per violoncello e orchestra, composizione dalla stesura tormentata che fu più volte corretta e modificata, pubblicata solo nell’agosto 1854 ed eseguita per la prima volta postuma, nel 1860 a Lipsia. A differenza del concerto classico, i movimenti di questo Concerto si susseguono senza soluzione di continuità  secondo un piano strutturale già praticato da Schumann nella Sinfonia in Re minore, in funzione di una maggiore libertà espressiva di chiaro richiamo romantico e con la messa in primo piano dello strumento solista, non più introdotto dall’esposizione tematica dell’orchestra. E l’orchestra svolge la funzione di accompagnamento soprattutto  nel secondo movimento e in particolare, nel sostegno del violoncello nel Finale.

Frutto di un mese di inteso lavoro tra gennaio e febbraio 1841 è la Sinfonia n. 1 in Si bemolle maggiore op.38 “Primavera†che segue e che chiude il percorso sinfonico della Stagione dei Concerti 2010 al Teatro Verdi. Il 1841 è l’anno in cui, dopo l’esperienza liederistica consumatasi nel 1840 in cui produsse per quantità e qualità il meglio di questa forma musicale, Schumann sperimenta appieno la Sinfonia nella sua forma che si combina con le possibilità timbriche e foniche ormai pressoché illimitate dell’orchestra romantica così come l’avevano già precisate Beethoven e Schubert. E di questa libertà formale parla la partitura della Prima Sinfonia, un’opera in equilibrio tra ricerca e desiderio di certezze, fra entusiasmi giovanili e  matura riflessività che è testimoniata dalla coesistenza in questa partitura di aspetti complementari  come testimonianza del suo debito verso Mendelssohn, visto come maestro e modello ideale oltre che  amico, e verso il Schubert della Grande. Frutto ne è questa Prima Sinfonia, di grande coerenza espressiva, di tinte luminose  e fresche riflesse anche dalle sonorità trasparenti espresse dall’orchestra e dalla rinuncia  quasi totale ai toni drammatici.

 

Nel programma della Stagione figura anche un concerto straordinario che il Teatro Verdi offrirà al pubblico fuori abbonamento giovedì 28 ottobre con esecuzione unica a Trieste. Protagonista la Nuova Orchestra da camera  “Ferruccio Busoni “di Trieste formata da affermati musicisti e diretta dal M° Massimo Belli che, tra l’altro, è stato allievo di Salvatore Accardo per un biennio all’Accademia di Alto Perfezionamento “W. Stauffer†a Cremona. La  Nuova Orchestra da Camera “Ferruccio Busoni†è  erede delle tradizioni artistiche dell’omonimo complesso storico fondato dal M° Aldo Belli a cui va il merito di aver contribuito alla divulgazione al pubblico delle opere dei più importanti compositori triestini tra cui Viozzi, Bugamelli, Sofianopulo, Merkù, Zanettovich, Zafred, Pipolo, Coral e Levi.

Per  i 45  anni di sodalizio la  Nuova Orchestra Busoni si esibirà in un programma in cui figura nella prima parte  il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 61 di Beethoven con la partecipazione solistica straordinaria di Salvatore Accardo, nuovamente al “Verdi†dopo l’esibizione in concerto il 3 novembre 2004  per le celebrazioni  in occasione del 50° del ritorno di Trieste all’Italia, alla presenza del Capo dello Stato Carlo Azelio Ciampi e del concerto per il 40ennale della nascita dell’Orchestra stessa nel 2005. La composizione beethoveniana, come si sa, è rarissimamente orientata a questo strumento e se lo è  è per sollecitazioni esterne come nel caso di questo Concerto dedicato al viennese Franz Clement come debito di riconoscenza di Beethoven verso il violinista che aveva contribuito ad una nuova stesura di “Fidelio†dopo un  esordio non di  unanimi consensi. Il Concerto, eseguito per la prima volta al Theater an der Wien dallo stesso Clement nel  1806, e che insieme alle “Romanze op.40 e op.50†esaurisce l’attenzione di Beethoven per questo strumento, è caratterizzato da un diffuso carattere melodico e una cantabilità che è ancor più accentuata  quando è affidata all’espressività dello  strumento solista, anche nei momenti di maggiore virtuosismo.

La seconda parte della serata vedrà invece l’esibizione dell’Orchestra da Camera “Ferruccio Busoni†nella Sinfonia in re maggiore di Luigi Cherubini. Sarà una delle rare occasioni per ascoltare un capolavoro composto dal Maestro in soli due mesi tra marzo ed aprile 1815,  per lungo tempo dimenticato e riesumato in occasione del 175° anniversario della morte dell’autore, nel 1935 a Lipsia. Di taglio mozartiano, fu l'unica sinfonia di Cherubini, per cui passò quasi inosservata, occultata dal grande genio dei compositori tedeschi. Fu Arturo Toscanini che contribuì a farla conoscere, dirigendola egli stesso in occasione del suo ottantesimo compleanno in America.

 

 

Informazioni di vendita

 

La campagna abbonamenti della Stagione Sinfonica 2010 inizia martedì 15 giugno 2009. Sono confermate le tipologie di abbonamento per il  turno A (serale) e per il  turno B (pomeridiano)  e le riduzioni abituali.

 

Si confermano anche  le formule di abbonamento e di vendita per i giovani.

In particolare:

la Carta Giovani riservata ai giovani under 26 anni

il posto giovani per tutti i concerti al prezzo di € 5,00

e la promozione “sinfonica junior†per i giovani under 16 che potranno acquistare i biglietti per tutti i concerti del turno B (pomeridiano) al prezzo di  € 5,00 per tutti gli ordini di posto. Questo prezzo sarà applicato anche ad un adulto accompagnatore.

Biglietto “Last minute†per il concerto del sabato (turno pomeridiano) con la riduzione del 50% del prezzo per tutti i settori di posto (esclusi gli ingressi).

 

Gli abbonati alla Stagione Sinfonica 2009 possono acquistare i biglietti del concerto straordinario della Nuova Orchestra da Camera  “Ferruccio Busoni “di Trieste con lo sconto del  50% sul prezzo  di botteghino per tutti i settori.

 

Sono state introdotte nuove agevolazioni per il pagamento dell’abbonamento che sarà rateizzabile in due tempi  pagabili entro il 30 luglio 2010  la prima, entro il 9 settembre 2010, la seconda.

 

Inizio vendita dei biglietti di tutti i concerti:  21 luglio 2010

 

Biglietteria del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste :

da martedì a venerdì ore 8.30 - 12.30  e 15.30  - 19

sabato 9 - 16 e comunque un’ora prima dell’inizio degli spettacoli

domenica: un’ora prima dell’inizio degli spettacoli

lunedì chiuso

 

Numero verde 800 090373

Fax +39 040 6722 249

boxoffice@teatroverdi-trieste.com

 

Trieste, 25 maggio 2010

   
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