Teatro
Verdi – Trieste
Venerdì
29 e sabato 30 luglio 2011, ore 21
Domenica
31 luglio 2011, ore 17.30
VIVA L’ITALIA
Spettacolo conclusivo del
Festival Internazionale dell’Operetta
in omaggio ai 150 anni
dell’unità nazionale
Il
29, 30 e 31 luglio prossimi al Teatro Verdi di
Trieste, la Fondazione lirica triestina chiude la 42°
edizione del Festival Internazionale dell’Operetta 2011
con lo spettacolo Viva l’Italia: una
proposta in qualche modo "fuori dagli schemi", una
sperimentazione che rende omaggio al 150° anniversario
dell’Unità nazionale attraverso un percorso musicale di
qualità , popolare e colto, per raccontare la storia
d’Italia con le canzoni e le musiche che si sono
susseguite nel tempo, dai grandi cori risorgimentali
alla musica dei nostri giorni. Gianni Borgna, che
ne ha curato la drammaturgia, ha ideato questo
spettacolo, in omaggio alla storia italiana il cui corso
è stato guidato anche dal contributo, a volte decisivo,
di musicisti di grande valore, primo fra tutti Giuseppe
Verdi, simbolo per gli Italiani di libertà e senso di
appartenenza della nazione.
In altre parole si
raccontano i 150 anni dell’Italia unita attraverso le
canzoni, che ne sono state non solo la colonna sonora ma
spesso anche la chiave interpretativa e talvolta persino
la causa, come l’Inno di Mameli che ben prima di
assurgere a inno nazionale, agì da stimolo potente
all’azione per l’indipendenza della patria già nelle
eroiche giornate del 1848-49.
Le canzoni hanno
raccontato le grande emigrazione di fine Ottocento, la
Belle Epoque, la Grande Guerra, il turbolento dopoguerra
e l’avvento del fascismo, con le sue canzoni "ufficiali"
e con quelle della "fronda", quelle che, più che dire,
alludono… I primi anni della Repubblica non cambiano di
molto, musicalmente parlando, le cose. Anzi. Melodia e
Tradizione la fanno da padrone come e più di prima.. Ma,
se nel 1945 la musica americana al seguito degli alleati
non era riuscita ad attecchire, verso la fine dei ’50
farà da colonna sonora al "miracolo italiano". Dischi,
juke-box, terzinato, urlatori, canzoni per l’estate e
canzoni da ballo saranno il sound perfetto dei tempi
mutati, pieni di humour e di allegria. Ma il "boom"
produrrà sperequazioni e disagi, prontamente avvertiti
dai primi cantautori, che, all’ottimismo rockettaro
degli urlatori e a quello generazionale dei cantanti
ragazzini (Morandi, Pavone), contrapporranno la
malinconia delle loro gatte e delle loro Marinelle, il
rifiuto dei valori emergenti e l’aspirazione a un mondo
di sentimenti e di ideali diverso che Paoli Tenco e
Endrigo incarnarono perfettamente.
Quella dei primi
cantautori è una contestazione sotto pelle, appena
pronunciata. Diventerà rivolta con il movimento e la
musica beat. Con il ’68 sarà un’orgia di canzoni
politiche. Ma, dopo l’ "autunno caldo" del ’69, le bombe
di piazza Fontana a Milano dimostreranno di colpo che
quella che si è appena vissuta è stata soltanto una
grande utopia: dopo il tempo dell’azione viene quello
della riflessione sull’individuo, delle rivendicazioni
del femminismo, mentre il terrorismo taglia le ali alle
residue speranze di cambiamento; alla "vita da sballo"
ed al riflusso che porta a rifugiarsi nel privato e poi
a stordirsi in discoteca dà voce la Vita spericolata
di Vasco Rossi, mentre le macerie prodotte da
Tangentopoli e dall’ "edonismo reaganiano" di quegli
anni sono messe sotto la lente d’ingrandimento di Elio e
le Storie Tese.
Ma l’Italia – non è
soltanto quella delle stragi e delle ruberie, della
mafia e della camorra. E’ anche l’Italia che, nonostante
tutto, resiste.
La
messa in scena che Fabrizio Angelini ha creato su
questa idea di Gianni Borgna, seguendo i consigli di
Antonio Calenda e con la collaborazione di Pier Paolo
Bisleri (scene e costumi), Nino Napoletano
(luci), Marco Lecci (suono), Antonio Giacomin
(video), ha voluto dare maggiore senso
teatrale a quello che avrebbe potuto anche essere
semplicemente un concerto, una sequenza di canzoni che
si alternano sul palcoscenico del Teatro Verdi.
Quasi senza soluzione di
continuità lo spettatore viene preso per mano e
trascinato in questa avventura musicale, anche grazie
all’uso di immagini e filmati d’epoca, nella
ricostruzione di momenti che hanno accompagnato la
nascita o la storia dei tanti brani, che costituiscono
ovviamente solo una selezione dello sterminato
patrimonio musicale di questi 150 anni.
Una cartolina in
movimento, insomma, o per usare un termine di oggi un
"videoclip" in diretta.
Così Fabrizio Angelini ha
inteso trasmettere " oltre al gusto e al piacere di
sentire dei brani più o meno conosciuti, che
immancabilmente ci riportano a precisi momenti della
nostra vita e della storia del nostro paese, in qualche
modo anche raccontare avvenimenti, particolarità o
curiosità che hanno accompagnato la storia dei brani
musicali stessi. Una storia che diviene inevitabilmente
il riflesso di un’epoca, dal momento che la musica e il
canto sono da sempre i mezzi espressivi forse più
diretti e naturali della nostra anima."
E
così sul palcoscenico del Teatro Verdi si alterneranno
artisti famosi da Daniela Mazzucato a Roberto
Bencivenga, Andrea Binetti Riccardo Berdini, Alberta
Izzo, Marzia Postogna, Paola Sambo, Stefania Seculin,
Raffaele Sinkovic, l’Orchestra e il Coro del
Teatro Verdi diretti dal M° Romolo Gessi. E
ancora, la Power Jazz Unusual Orchestra
con la direzione e accompagnamento al pianoforte di
Pino Jodice, autore anche degli arrangiamenti
e la partecipazione dei special guests Giuliana
Soscia (fisarmonica) e Giovanni Imparato
(percussioni e voce).
Tutti a celebrare l’Italia
attraverso la sua musica dai brani corali del
Risorgimento alle romanze da salotto, dalle canzoni più
famose dei nostri giorni alla parodia dei vari periodi
storici affidata all’estro e all’inventiva degli
Oblivion che hanno con la città di Trieste un
rapporto veramente speciale e dove i loro show si sono
realizzati sempre all’insegna del "tutto esaurito".
Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni,
Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli
racconteranno così una loro originale versione dei fatti
attraverso una serie di siparietti - scritti da Davide
Calabrese e Lorenzo Scuda - come cinque diabolici
scolari che segnano alcune note cattivelle a margine del
libro di storia, a metà tra satira ed esercizio di
stile.
Lo spettacolo è preceduto
da un incontro con gli artisti ideatori e protagonisti
dello spettacolo, aperto al pubblico, che si terrà alla
Sala del Ridotto del Teatro Verdi, giovedì 28 luglio
alle ore 16.
Trieste, 25 luglio 2011