TEATRO VERDI - TRIESTE
20, 22, 23 LUGLIO ORE 21
24
LUGLIO ORE 17.30
AL FESTIVAL INTERNAZIONALE
DELL’OPERETTA DI TRIESTE
L’OPERA DA TRE SOLDI
DI BRECHT E WEILL
Con MASSIMO RANIERI nel
ruolo di Mackie Messer
e la partecipazione
straordinaria di LINA SASTRI
"Se numi tutelari come
Offenbach e Strauss onorano la tradizione della piccola
lirica nel segno dell’intrattenimento ironico e
intelligente, e disegnano un ponte fra politiche
culturali mitteleuropee - afferma Antonio Calenda,
Sovrintendente e direttore artistico del "Verdi" - , il
cartellone del Festival dell’Operetta 2011 vuol aprirsi
anche a itinerari di coinvolgimento critico, e a chi –
forte della lezione dell’operetta – ha saputo guardare
all’innovazione."
Da queste considerazioni
nasce la scelta di presentare nella programmazione del
Festival, l’Opera da tre soldi di Brecht e
Kurt Weill, musica eccellente che sfiora il jazz, il
cabaret, il songspiel e nobilita l’aggressivitĂ
maliziosa del testo.
Rappresentata la prima
volta a
al Theater am Schiffbauerdamm
di Berlino, il 31 agosto
del 1928, L’Opera da tre soldi
(Die Dreigroschenoper) è la
pièce che ha garantito a Brecht
il maggior successo
internazionale, anche
grazie alla collaborazione musicale
di Kurt Weill, che assume
un rilievo determinante
per lo strettissimo legame tra testo e musica dei
songs.
Il
dramma – in un prologo e tre atti – si rifà a L’Opera
del mendicante (The Beggar’s Opera, 1728) di
John Gay, parodia del melodramma e tagliente
rappresentazione della malavita londinese del
Settecento. L’Opera da tre soldi è ambientata
nella Londra del primo Novecento, in un universo
brulicante di miserabili, furfanti e prostitute.
Macheath (detto Mackie Messer, o Mack the Knife) seduce
e sposa in segreto Polly Peachum, la figlia di Geremia
Peachum, uno strozzino che controlla l’attività di tutti
i mendicanti della città .Quest’ultimo, contrario al
matrimonio,
tenta di far arrestare e mandare
alla forca l’indesiderato genero. Il suo proposito è
però minacciato dall’antica
amicizia che lega il capo della polizia, Tiger Brown, e
Macheath. Dopo colpi di scena,
tradimenti e fughe rocambolesche, Peachum riesce a farlo
condannare all’impiccagione ma, poco prima
dell’esecuzionhhhhhhhe, Brecht fa apparire un messaggero a
cavallo inviato dalla Regina che grazia Macheath e gli
conferisce il titolo di baronetto, nella parodia di un
lieto fine. L’Opera da tre soldi è, infatti,
ispirata primariamente da un’intenzione ironica e
polemica: ciò che aveva colpito Brecht nell’Opera del
mendicante era soprattutto l’aspetto legato alla
satira socio-politica che egli riversa nella pièce,
mostrando l’impressionante analogia fra lo spietato
mondo della malavita e il non meno spietato mondo degli
affari. Inoltre, sempre seguendo le tracce di Gay,
Brecht concepisce uno spettacolo che, parodiando l’opera
lirica, propone contenuti fortemente politici:
operazione questa che fu invece totalmente fraintesa dal
pubblico dell’epoca che accolse lo spettacolo con grande
favore nonostante il vento politico soffiasse nella
direzione che di lì a poco avrebbe portato all’ascesa al
potere di Hitler.
L’Opera da tre soldi
poté essere
rappresentata in Italia, dopo il lungo veto fascista e
postfascista, nella monumentale realizzazione di Giorgio
Strehler del 1956 al Piccolo Teatro di Milano. Per
l’occasione, lo stesso Brecht – che non era mai stato in
Italia – volle essere presente a Milano.
L’edizione che si
rappresenta il 20, 22, 23, 24 luglio a Trieste
nell’ambito del Festival dell’Operetta
è andata in scena
solo pochi giorni fa a Napoli in una coproduzione tra il
Teatro Stabile di Napoli e il Napoli Teatro Festival
Italia. Lo spettacolo messo in scena da Luca De Fusco,
che ne ha curato la regia, si avvale della
collaborazione di Fabrizio Plessi per le scene,
Giuseppe Crisolini Malatesta per i costumi,
Maurizio Fabretti per le luci, Alerssandra
Panzavolta per le coreografie, nonché della
collaborazione del drammarturgo Gianni Carrera e
di Paola Capriolo per la traduzione.
Formidabile
il cast in questa che si può definire una vera e propria
opera un cast che deve sapere recitare e cantare in modo
eccellente. Il primo fra tutti è Massimo Ranieri
che interpreta il ruolo di Mackie Messer, artista che
affianca a una grande esperienza di cantante una lunga e
intesa attvitĂ di attore a fianco dei maestri della
regia italiana, da De Lullo a Strehler, da Patroni
Griffi a Scaparro .
Accanto a Ranierri,
un’altra grande artista, Lina Sastri interprete
del ruolo di Jenny delle Spelonche, un ruolo piccolo, ma
che è stato sempre interpretato da stelle di prima
grandezza. A queste due star si sono aggiunti molti
attori di origine napoletana, da Margherita Di Rauso
a Leandro Amato, a Angela De Matteo,
una scuola che da sempre mescola recitazione e canto e
che sembra quindi particolarmente adatta a questo
spettacolo. E poi Gaia Aprea, per il ruolo di
Polly, Ugo Maria Morosi per il ruolo di Peachum,
Paolo Serra per quello di Brown, per citare solo
i ruoli protagonisti.
L’aspetto più attuale del
capolavoro di Brecht e Weill a quasi cento anni dalla
sua prima assoluta,- afferma il regista Luca dDe Fusco
–è che "Il mondo di questo testo sembra pieno di
personaggi che non sono mai stati persone, ma di pure
sembianze, seguendo la regola di Peachum che insegna
come il "vero" sia sempre meno affascinante del "finto".
Ciò avviene in una complessa architettura manierista.
L’Opera da tre soldi è infatti, come è noto, la
parodia di un’operetta in cui il carattere grottesco del
sarcasmo è tale che gli stessi autori prevedevano un
grande insuccesso al debutto. Al contrario questo resta
invece uno dei testi di maggior successo di tutta la
produzione brechtiana. Proprio come dice il personaggio
di Peachum, parlando
inconsapevolmente dello
stesso testo, il carattere sfacciatamente posticcio ed
anzi parodistico della storia di Mackie e il suo
ridicolo lieto fine riscuotono un successo universale
proprio perché finti e irreali."
E l’ ambientazione di
conseguenza,
come
Brecht e Weill concepirono una finta operetta, De Fusco
e la sua equipe hanno cercato di creare una finta
ambientazione nell’immediato dopoguerra che in realtà è
realizzata tra rifiuti tecnologici e schermi televisivi.
Cercando, a poco a poco, di far slittare il tempo della
rappresentazione nell’epoca della televisione, fino a
raffigurare il messaggero (a cui Brecht prescriveva un
cavallo bianco) in un modo che traduce quel cavallo nel
nostro immaginario postmoderno.
Il carattere posticcio e
postmoderno attraversa tutta la regia, ad iniziare da
una finta facciata del Real Albergo dei Poveri
traboccante di schermi televisivi, continuando con i
costumi in bianco e nero di Giuseppe Crisolini Malatesta
in cui spiccano "teste" che fanno pensare a maschere.
L’Opera da tre soldi
cento anni fa
voleva farci vedere quanto fossero simili i rapinatori
di banche e i banchieri. Oggi ci racconta anche, con
acutezza, come la vita tenda ad imitare i media. "Spero,
continua De Fusco - c he l’idea di Mackie come
supercommediante faccia emergere la tragica
comicitĂ del nostro tempo,
in cui anche le persone vere cercano di diventare
personaggi ed appare finto anche ciò che è invece vero.
Se al tempo della sua nascita il clima dell’Opera
faceva prevedere l’arrivo di una grande tragedia, la
nostra messinscena arriva dopo che la tragedia si è
trasformata in una farsa».
Sul podio il M°
Francesco Lanzillotta per la prima volta alla
direzione dell’Orchestra del Teatro Verdi di
Trieste.
Trieste, 15 luglio 2011