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Teatro Lirico
“Giuseppe Verdiâ€
Trieste
martedì 16
novembre
serata di gala
ore
20.30
A
mercoledì 17
novembre
ore 20.30
B
giovedì 18
novembre
ore 20.30 C
venerdì 19
novembre
ore 18 F
sabato 20
novembre
ore 17 S
domenica 21
novembre
ore 16 D
martedì 23
novembre
ore 20.30
E
Teatro Comunale
“Giuseppe Verdi†Pordenone
sabato 27
novembre
ore
20.15
domenica
28
novembre
ore
16.00
Teatro Nuovo
“Giovanni da Udineâ€
Udine
sabato 4
dicembre
ore 20
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ATTO
PRIMO
La casa di Violetta
Valéry.
Con una vita di fatua
spensieratezza, Violetta cerca di attutire il male che
la insidia; un gaio e numeroso stuolo di amici la
circonda: tra essi il visconte Gastone che le presenta
Alfredo Germont. L’incontro era vivamente atteso da
Alfredo che già più volte, all’insaputa di lei, si era
informato circa la salute della donna allorché ella era
stata ammalata. Seduti a mensa, i convitati reclamano
che Alfredo improvvisi un brindisi: poi tutti si avviano
verso le altre sale, dove avranno inizio le danze,
quando Violetta è colpita da malore. Essa prega gli
amici di lasciarla. Tutti escono ma Alfredo rimane.
Egli, trepidante e commosso ora che è solo con lei,
dapprima la rimprovera di trascurare troppo la sua
salute, poi le dichiara il suo amore. Violetta, che giÃ
sta meglio, sorride a quei teneri propositi ed offre un
fiore ad Alfredo che dovrà riportarlo a lei quando esso
sarà appassito. Rimasta sola, ripensa alle parole del
giovane, teme d’essere innamorata, vuole scacciare tale
conturbante pensiero ed inneggia ad una vita spensierata
e gioconda, l’unica che possa farle dimenticare il suo
male ed il suo passato.
ATTO SECONDO
Quadro Primo - Una
casa di campagna.
Alfredo
e Violetta vivono ormai da tempo, appartati dal mondo,
presi dal loro amore. Alfredo, dimentico di tutto, sente
di aver raggiunto la felicità : Annina, la cameriera di
Violetta, lo informa segretamente che la donna sta
vendendo carrozze, cavalli e tutto quanto possiede per
sopperire alle spese e prolungare quella vita di sogno.
Turbato e commosso alla notizia, ferito anche nel suo
amor proprio, Alfredo decide subito di recarsi a Parigi
per sistemare la faccenda con i suoi mezzi. Quando
Violetta giunge, Alfredo è già partito. Ma ecco arrivare
il padre di Alfredo, Giorgio Germont, il quale,
prevenuto contro una donna che tutta Parigi
giudica severamente, persuaso, per di più, che Alfredo
stia così dilapidando la sua fortuna, chiede a Violetta
di lasciare l’amante. Costei gli presenta atti di
vendita e gli dimostra che essa stessa sopperisce alle
spese. Allora Germont confida a Violetta che la sorella
di Alfredo non potrà mai unirsi in matrimonio al giovane
che l’ha richiesta se Alfredo non rientrerà in famiglia,
troncando la colpevole relazione. Violetta cerca di
difendere il suo amore, resiste: poi, per quello stesso
affetto che porta ad Alfredo, si rassegna alla crudele
rinuncia, promette a Germont che se ne andrà , che gli
renderà il figlio. Violetta, rimasta sola, si affretta a
scrivere ad un amico e vorrebbe scrivere allo stesso
Alfredo, quando questi sopraggiunge; essa poi si
allontana, sapendo che il padre tornerà fra poco per
parlare con lui. Ed ecco, Giuseppe, il domestico,
informare Alfredo che Violetta e Annina sono partite per
Parigi e consegnargli la lettera nella quale Violetta
annuncia la sua risoluzione di lasciarlo e di andare a
convivere col barone Douphol. Alfredo è fulminato dal
dolore. Il padre, sopraggiunto, cerca di persuaderlo
alla rinuncia, ma egli non dà ascolto e, scoperto un
biglietto che invita Violetta in casa dell’amica Flora
Bervoix, vuol tornare a Parigi a vendicare l’offesa.
Quadro
Secondo - Festa nel palazzo di Flora Bervoix.
È la grande
festa in maschera alla quale è stata invitata Violetta.
Giunge Alfredo e poco dopo, al braccio del barone
Douphol, Violetta. Essa non sospetta di trovare Alfredo
e si turba. Alfredo si è posto, intanto, ai tavoli da
gioco dove la più sfacciata fortuna lo assiste e dove,
con vaghe allusioni e mentre sta vincendo grosse somme,
egli provoca il risentimento di Douphol. Le partite
vengono interrotte per la cena e tutti escono. Violetta
rientra seguita da Alfredo: essa, che lo ha pregato di
un colloquio, lo scongiura di andarsene. Teme, per lui,
che il barone possa irritarsi ancora di più e ucciderlo.
Alfredo risponde che se ne andrà se ella vorrà seguirlo.
Violetta risponde che non può e confessa, anzi, che ha
giurato di lasciarlo. Allorché Alfredo le chiede chi
l’abbia obbligata a un simile giuramento, Violetta
afferma che fu Douphol e che ama il barone. A queste
parole, che nel dolore riaccendono l’ira, Alfredo
richiama gli invitati e, dinanzi ad essi, proclamando la
sua vergogna d’aver acconsentito che una donna
disperdesse ogni sua fortuna per lui, getta ai piedi di
Violetta una borsa di danaro con la quale
– tutti ne sono testimoni - egli l’ha pagata. Violetta
cade svenuta; uno sdegno generale ha accolto il gesto di
Alfredo e anche Germont, che è sopraggiunto, redarguisce
aspramente il figlio. Egli sa quanto sia profondo
l’amore di Violetta: ma è costretto a tacere e trae via
Alfredo sconvolto, mentre il barone getta al giovane il
guanto di sfida.
ATTO
TERZO
La camera
da letto di Violetta.
Violetta è
ammalata. La fida Annina la veglia. È l’alba, il fuoco
arde nel caminetto. Violetta si desta, chiede da bere.
Giunge il dottore che cerca di confortarla, pur
avvertendo la cameriera che la fine di Violetta è
imminente. La fanciulla si vuole alzare; rilegge con
amore una carissima lettera: quella nella quale Germont
la ringrazia commosso di aver mantenuto il giuramento,
le comunica che il barone è stato ferito in duello da
Alfredo e che questi, informato di tutto, verrà da lei a
invocare il perdono. Egli pure verrà . Essa teme che non
arrivino in tempo; sente che in lei ormai tutto
sfiorisce. Altro non le rimane che il ricordo del
passato, la speranza del perdono divino. È carnevale e
si odono dalla strada gli schiamazzi e le risa delle
maschere. Ma ecco che Annina entra frettolosa ad
annunciarle una visita: è Alfredo che si precipita tra
le braccia adorate e invoca perdono. I due sognano
ancora una nuova felicità : ma all’improvviso Violetta
vacilla, sta per cadere. Alfredo la sostiene: arriva
anche Germont che vorrebbe stringere al petto la
fanciulla, tanto ella si è meritata la sua devozione e
il suo affetto; ma Violetta, ormai allo stremo, spira
fra le braccia del giovane amato, dopo avergli
consegnato un proprio ritratto che la ricorda nel fiore
degli anni e della bellezza.
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