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Trieste – Teatro Verdi
Venerdì 23 ottobre 2009 –
ore 20.30 turno A
Sabato 24 ottobre 2009 –
ore 18 turno B
Pordenone – Teatro Verdi
Giovedì 22 ottobre 2009
ore 20.45
Chiude la Stagione
Sinfonica del “Verdi†di Trieste
VII° concerto : SCHUMANN
E MAHLER
Dirige il M° STEFAN ANTON
RECK
Prova aperta alle scuole
elemetari e medie
L’ultimo appuntamento sinfonico della Stagione del
Teatro Lirico “Giuseppe Verdi†in programma il 23 e
24 ottobre a Trieste e il 22 ottobre a Pordenone,
vedrà , in apertura, le due compagni dell’Orchestra e
del Coro del “Verdiâ€, quest’ultimo preparato dal M°
Lorenzo Fratini, riunite sotto la direzione del
M° Stefan Anton Reck nell’esecuzione del
Nachtlied per coro e orchestra op. 108 di
Robert Schumann. Il breve Canto notturno
-eseguito con successo a Düsseldorf il 13 marzo 1851 e
composto nel novembre 1849 su testo del poeta e
drammaturgo Frederich Hebbel, autore della trilogia
Der Nibelungen- illustra il percorso della coscienza
dallo stato di veglia a quello di sonno (con un evidente
richiamo metaforico al passaggio tra la vita e la
morte). La composizione si sviluppa in una forma
tripartita, come suggerisce il testo, dalla iniziale
“invocazione alla notte†che assume l’aspetto di una
preghiera, all’intorpidirsi dei sensi e della
coscienza, fino alla quiete assoluta del finale,
Alla breve, con un crescendo di progressiva
intensità in cui le voci si intrecciano fino alla
conclusione.
Seguirà la Sinfonia n.5 in do diesis minore di
Gustav Mahler, composta dall’autore a Meiernigg in
due riprese, durante le vacanze del 1901 e del 1902, per
essere poi eseguita a Colonia il 18 ottobre 1904 e da
lui diretta per la prima volta a Colonia nel 1904.
Nella concezione estetica mahleriana, la sinfonia era un
universo nel quale confluivano i più disparati
riferimenti, non solo musicali, fusi in un insieme di
stili, sinfonico, operistico, musica a programma e
cameristica. Queste ispirazioni dovevano però essere
riassorbite nella forma, che doveva arginare le diverse
necessità espressive. Tutte le sinfonie di Mahler
contengono un programma e sono nutrite di spunti
narrativi, allegorici ed autobiografici.
In
precedenza Mahler era rimasto affascinato da una
concezione quasi mistica della vita e della natura: con
la Quinta esprime la necessità di dover ricominciare
tutto da capo, di dover cercare una nuova strada per
uscire dalle illusioni della favola e avventurarsi nella
viva realtà del mondo. Ciò spiega perché la Quinta
inizia con un inno alla morte ma termina con una
trionfale apoteosi della vita, un anelito al
rinnovamento dello stile che è anche trasformazione
della personalità dell’artista.
La
Sinfonia infatti è formata da cinque tempi che sono
disposti a formare tre “sezioni narrativeâ€. La prima
comprende la Trauermarsch (I) e lo Stürmisch
Bewegt (II) e descrive il lutto e la disperazione,
uno dei movimenti sinfonici più tragici e lugubri
dell’intero corpus mahleriano, quindi la rabbia e la
lotta, con passaggi tempestosi che si alternano a
momenti di prostrazione e di stasi quasi assoluta. E’
musica ribollente, visionaria, feroce e appassionata,
intrisa di una carica gestuale formidabile che non trova
riscontro in nessuna musica precedente e lo troverà in
futuro solo di rado.
La
seconda sezione, l’ampio Scherzo (III), esprime
la pienezza della vita; introduce un’atmosfera
del tutto nuova e colma di luce: una passeggiata en
plein air per le strade di Vienna, punteggiata da
ritmi di Valzer e di Ländler. Elaborato il lutto,
superati il dolore e il senso di ribellione, è tempo di
vivere con pienezza. Le dimensioni sono insolitamente
estese, per uno Scherzo: si tratta quasi di un
poema sinfonico autonomo inserito nella sinfonia, un
racconto nel racconto.
Si
giunge così alla terza parte, l’Adagietto (IV) e
il Finale (V), che esprime l’amore e la compiuta
realizzazione della gioia. Nel celebre Adagietto
in Fa maggiore con in cui si apre, l’organico
orchestrale, così ampio nei movimenti precedenti, si
riduce ai soli archi più un’arpa.
Il
Rondò-Finale esprime la conquista della “pienezza
dell’essereâ€, sottolineata da un magistrale turbinio
contrappuntistico che conduce all’ apoteosi conclusiva e
spettacolare.
Stefan Anton Reck, ritorna sul podio del Teatro Verdi
di Trieste dopo la direzione del ciclo Der Ring des
Nibelungen di Richard Wagner completato nel
2001 e dell’ Ariadne auf Naxos di Richard
Strauss, opere a cui ha affiancato negli anni diverse
presenze nelle stagioni Sinfoniche, sempre accolto con
grande entusiasmo dal pubblico. Specialista del
repertorio wagneriano e del ‘900 (Schonberg, Berg,
Richard Strauss, Britten e Weber) oltre a Verdi e
Donizetti, Reck sostiene anche un’intensa attivitÃ
concertistica internazionale alla guida delle orchestre
più prestigiose.
All’interno del Teatro Verdi durante l’esecuzione dei
concerti della Stagione sinfonica, sia serali che
pomeridiani, è attivo su prenotazione uno spazio
ricreativo custodito e gratuito per i bambini degli
spettatori.
Le
due esecuzioni dei concerti al “Verdi†di Trieste
saranno precedute da una prova aperta riservata
agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo
grado di Trieste e Regione che si terrà venerdì 23
ottobre alle ore 10.30.
Informazioni e vendita: Biglietteria del Teatro Verdi n.
verde 800 090373
Trieste, 19 ottobre 2009 |