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Stagione Sinfonica del “Verdi” di
Trieste
Atmosfere russe per il VI°
concerto: GLINKA E PROKOFIEV
Direttore JULIAN KOVATCHEV,
solista GIUSEPPE ALBANESE
(pianoforte)
Prova aperta alle scuole
elementari e medie
Il
M° Julian Kovatchev sarà ancora impegnato nella
Stagione Sinfonica del “Verdi” per il concerto che si
terrĂ il 15 ottobre a Pordenone e il 16
e il 17 ottobre a Trieste.
In
apertura sarà eseguita l’Ouverture di
“Russlan e Ludmilla” di Mikail Glinka. Anche
se la sua fama internazionale fu all’inizio molto
contrastata, quest’opera, eseguita per la prima volta a
Pietroburgo il 9 dicembre 1842, è oggi una delle più
famose nell’ex Unione Sovietica. Vi contribuì anche il
successo e la notorietĂ della rappresentazione del
primo atto in forma di balletto da parte della
compagnia di Djagilev (Parigi 1909). In “Russlan e
Ludmilla” si riconosce l’impronta tipica della
musica popolare russa accanto ad un modo di scrivere
che lascia intravvedere in modo discreto, ma insistente,
la formazione accademica di Glinka. Proprio la celebre
Ouverture è forse la parte dell’opera meno
debitrice verso le ispirazioni folcloriche dirette e
propende verso uno stile che risente palesemente dei
due caposaldi della educazione culturale del
compositore russo: Carl Maria von Weber e Wolfgang
Amadeus Mozart.
Frequentemente eseguita in sale da concerto (soprattutto
come bis delle orchestre russe in tournée), è un brano
estremamente brillante ed eccitante, che – un po' come
l’analoga ouverture de La sposa venduta di
Smetana – richiede all’orchestra un considerevole
impegno virtuosistico, soprattutto da parte della
sezione degli archi, impegnati in figurazioni
velocissime.
SeguirĂ il Concerto n. 3 in do maggiore per
pianoforte e orchestra op. 26, uno dei lavori piĂą
amati dal pubblico, il piĂą brillante e il piĂą popolare
dei cinque concerti di Sergej
Prokofiev.
Eseguito per la prima volta dall’autore stesso il 16
dicembre 1921 a Chicago e poi a New York nel gennaio
successivo, questo capolavoro pianistico non fu
immediatamente compreso dal pubblico americano che,
allevato nella tradizione di Brahms e Cajkovskij, non
era ancora maturo per lo stile spericolato e innovativo
di Prokofiev, fatto di contrasti e spigolositĂ che
si oppongono a momenti di grande lirismo.
Proprio il Concerto n. 3 infatti esprime la
compresenza, in Prokofiev, di uno spirito “modernista”
e uno “classico” che qui raggiungono una simbiosi
pressoché perfetta. I tratti aggressivi, beffardi e
grotteschi del suo linguaggio si fondono infatti con
estrema naturalezza con quelli riflessivi, teneri e
lirici. E la varietĂ di soluzioni tecniche, la
ricchezza di contrasti espressivi, uniti a un
dialogo/scontro vivissimo e ricco di sorprese fra
solista e compagine orchestrale costituiscono alcune fra
le maggiori attrattive di questo concerto.
Solista
al pianoforte è Giuseppe Albanese, già vincitore
di primi premi assoluti in concorsi pianistici nazionali
e internazionali come ad esempio il Premio Venezia, il
Concorso Internazionale Busoni di Bolzano, il Concorso
Internazionale Vendome Prize. Si esibisce come solista
suonando presso prestigiosi teatri in Italia ed
all’estero (Buenos Aires, Berlino, Amburgo, Essen,
Salisburgo, Parigi, Londra,Varsavia, Lisbona, Lubiana,
Il Cairo) e vanta collaborazioni con direttori
d’orchestra di livello internazionale. Numerose le sue
incisioni discografiche che spaziano da Schubert,
Chopin, Schumann e Skrjabin a Szymanowski, BartĂłk,
Mendelssohn, Weber, Tausig, Debussy.
Il
concerto prosegue poi con l’esecuzione della
Sinfonia n. 5 in si
bemolle maggiore op.100
di Prokofiev. La Sinfonia nasce dalle emozioni
suscitate nell’autore dall’imminente fine della Seconda
Guerra mondiale e dall’entusiasmo, che emerge da tutti
i quattro movimenti della partitura, per la progressiva
liberazione della Russia dalle truppe tedesche.
La
Sinfonia è stata scritta poco dopo la stesura
del balletto Cenerentola e durante la
composizione della monumentale Guerra e Pace,
tratta dal capolavoro di Tolstoj. Entrambe queste opere
influenzano lo spirito della Sinfonia che pur non le
cita direttamente in alcun modo, essendo interamente
composta da materiali originali.
La
Quinta fu eseguita la prima volta a Mosca il 13
gennaio 1945, sotto la direzione dello stesso Prokofiev
e coincise con un importante successo delle armate
sovietiche sul fiume Vistula in Polonia tanto che,
stando alle notizie riportate da Nestyev, biografo del
compositore, “le misure iniziali della sinfonia furono
ascoltate mentre sullo sfondo si udiva una fragorosa
salve di artiglieria che salutava quella vittoria”.
Quanto a Prokofiev, sulla sua Quinta scrisse in
un articolo: “…considero la Quinta come il punto
culminante di un lungo periodo della mia vita creativa.
L’ho concepita come una sinfonia sulla magnanimità dello
spirito umano”: la grandezza d’animo, l’umorismo e la
gioia, il dolore e la malinconia hanno condotto l’uomo a
una piena comprensione di se stesso e gli hanno offerto
i mezzi per superare ogni avversità : questa è l’idea di
base che si evince in particolare nel primo e terzo
movimento, caratterizzati da un afflato grandioso e da
un accentuato respiro epico, che hanno valso alla
partitura l’appellativo di “Eroica”.
All’interno del Teatro Verdi durante l’esecuzione dei
concerti della Stagione sinfonica, sia serali che
pomeridiani, è attivo su prenotazione uno spazio
ricreativo custodito e gratuito per i bambini degli
spettatori.
Le
due esecuzioni dei concerti al “Verdi” saranno precedute
da una prova aperta riservata agli alunni delle
scuole primarie e secondarie di primo grado di Trieste e
Regione che si terrà venerdì 16 ottobre alle ore
10.30.
Informazioni e vendita: Biglietteria del Teatro Verdi -
n. verde 800 090373
Trieste, 9 ottobre 2009 |