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Il Manifesto del 1° Concerto in PDF

 

 

LE FOTO DEL CONCERTO

(foto F. Parenzan)

Il Direttore Gérard Korsten

 

Direttore Gérard Korsten - al pianoforte Kirill Gerstein

 

Al pianoforte Kirill Gerstein

 

Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” - Trieste

Venerdi 11 settembre 2009, ore 20.30 (turno A)

Sabato 12 settembre 2009, ore 18 (turno B)

 

Teatro Comunale “Giuseppe Verdi” - Pordenone

Domenica 13 settembre 2009, ore 20.45

 

Orchestra della Fondazione

Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste

 

Direttore Gérard Korsten

pianoforte Kirill Gerstein

 

P r o g r a m m a
 

Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847)

Die Hebriden, Fingalshöhle

(Le Ebridi, la grotta di Fingal) Ouverture op. 26

Sinfonia n. 3 Scozzese in la minore op. 56

 

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893)

Concerto n. 1 in si bemolle maggiore

per pianoforte e orchestra op. 23


RITORNA AL  â€śVERDI”  LA GRANDE MUSICA
AL VIA LA SINFONICA CON MENDELSSOHN E CIAIKOVSKI
DIRIGE IL M° KORSTEIN
SOLISTA AL PIANOFORTE IL RUSSO KIRILL GERSTEIN

Mentre continua la campagna abbonamenti alla Stagione Sinfonica del Teatro “Verdi” di Trieste  e la vendita al botteghino che prevede  nuove promozioni  per i giovani  - in particolare i biglietti a 5.00€ per gli Under 26 anni, estesi agli adulti accompagnatori per gli Under 17 -  venerdì 11 settembre  si terrĂ  l’esecuzione del primo concerto con replica  sabato 12 settembre al Teatro Verdi di Trieste e  domenica 13 settembre al Teatro Verdi di Pordenone..

 

Il  programma inaugurale si apre con “Le Ebridi” op.26 di Felix Mendelssohn Bartoldy,  in prima esecuzione assoluta per il Teatro Verdi.   L’ ouverture, nota anche come “La grotta di Fingal”, scritta da Mendelssohn fra il 1830 e il 1832 e considerata da Wagner la “una delle piĂą belle creazioni musicali che possediamo”, trae spunto dal ciclo dei Canti di Ossian (in realtĂ  geniali falsificazioni operate del poeta scozzese James MacPherson) e dalle suggestioni derivate dalle scene marine e paesaggistiche che Mendelssohn vide  nel 1829 in occasione di  un viaggio in Gran Bretagna comprendente anche una tappa nell’arcipelago scozzese. L’aspetto piĂą affascinante di questa partitura, come rileva il biografo mendelssohniano Eric Werner, è “la sensazione di spazio vuoto e misterioso” in cui  l’impressione  del mare in movimento è offerta dalla  ricchissima modulazione  ritmica e  colore  continuamente mutevole che la contraddistinguono.

 

SeguirĂ  l’esecuzione del  famoso Concerto n.1 op. 23 in si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra   di ÄŚaikovskij, scritto  nel 1874 ed eseguito  per la prima volta a Boston nel 1875 sotto la direzione di Hans von BĂĽlow, pianista e direttore d’orchestra a cui è anche dedicato. Il movimento piĂą noto di tutto il Concerto, che prende ispirazione dal folklore russo, è l’introduzione iniziale (Allegro non troppo  e molto maestoso) impostata su una ampia melodia affidata agli archi  e  sostenuta dal pianoforte strumento  protagonista di tutta la composizione. 

 

Nella seconda parte del concerto sarĂ  eseguita la Sinfonia n.3 op. 56 in la minore “Scozzese”, terza, in ordine di pubblicazione, delle cinque maggiori sinfonie di Felix Mendelssohn Bartoldy Anche la concezione della Sinfonia “Scozzese” che segue l’ouverture risale allo stesso viaggio del 1829 che ha ispirato   le “Ebridi” ed è ricca di spunti tratti dalle sue composizioni e opere giovanili. Iniziata quasi contemporaneamente alla “Italiana” e alla  â€śRiforma”  intorno al 1829-30,   l’elaborazione di questa Sinfonia occupò  molti anni, come quasi tutte le piĂą importanti opere mendelssohniane,  fino al 1842 quando fu eseguita per la prima volta al Gewandhaus di Lipsia, diretta dall’autore stesso.

La Sinfonia deve il suo nome a una visita ad Edimburgo dell’autore che rimase molto colpito dal Holyrood Palace, la cappella dove fu incoronata Maria Stuarda. Sostanzialmente articolata secondo la forma classica, ma stretta in unità secondo le indicazioni di Mendelssohn - che prescriveva una esecuzione senza pause per non interromperne la continuità formale ed espressiva -, la “Scozzese” è considerata il capolavoro sinfonico del compositore tedesco ma anche una delle pagine più vicine all’estetica del Romanticismo che il maestro amburghese ci abbia lasciato in eredità. Pathos ed eccitazione, ampiezza di respiro e grande senso del chiaroscuro si accompagnano infatti alla consueta eleganza e squisitezza formale.

La “Scozzese”esercita sempre sul pubblico una grande  attrattiva per la sua profonda unitĂ  stilistica  sia pure nelle diverse atmosfere espressive che vi figurano  fra cui il richiamo a musiche popolari scozzesi che la caratterizza tutta fino al finale un Allegro maestoso assai di carattere trionfale che la conclude  in una sorta di apoteosi.

 

Sul podio il M° GĂ©rard Korsten, di cui si ricorda la recente prestigiosa direzione della Fille du Regiment al “Verdi”. Solista al pianoforte il russo Kirill Gerstein, vincitore del Primo Premio al Concorso “A. Rubinstein” di Tel Aviv (2001) che gli ha aperto una carriera internazionale. Gerstein è impegnato anche nel campo della  musica da camera per diversi  progetti al Festival di Salisburgo 2008 assieme a András Schiff e  per la recente collaborazione  con la prestigiosa Musikhochschule di Stoccarda.

 

Informazioni e vendita: Biglietteria del Teatro Verdi n. verde 800 090373

Durante l’esecuzione dei concerti sinfonici,  sia serali che pomeridiani.,  i bambini degli spettatori possono usufruire, su prenotazione, di  uno spazio ricreativo custodito e gratuito all’interno del Teatro Verdi.

Trieste, 9 settembre 2009

   
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