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ITALIANA IN ALGERI Comunicato Opera Argomento Allestimento Interpreti Precedenti Manif. Collaterali Foto di Scena

Comunicato Stampa

L’Italiana in Algeri

 

venerdì 29 maggio

ore 20.30 A

 

sabato 30 maggio

ore 17 S

 

domenica 31 maggio

ore 16 D

 

mercoledì 3 giugno

ore 20.30 B

 

sabato 6 giugno

ore 16 F

 

martedì 9 giugno

ore 20.30 C

 

mercoledì 10 giugno

ore 20.30 E

 

 

Teatro Comunale

"Giuseppe Verdi"

Pordenone

sabato 13 giugno

ore 20.15

 

Al Verdi di Trieste dal 29 maggio al 10 giugno

Al Verdi di Pordenone 13 giugno 2009

 

Al “Verdi” di Trieste

DANIELA  BARCELLONA   PROTAGONISTA  DELL’ITALIANA  IN ALGERI  DI  ROSSINI

 

Ultima opera in cartellone, L’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini è il titolo che completa l’omaggio che il Teatro “Verdi” di Trieste ha tributato nel corso della Stagione Lirica 2008-9  al Belcanto italiano, dopo Norma e La Fille du regiment.

 

Primo dei capolavori rossiniani del genere buffo, L’Italiana in Algeri è considerata da Stendhal come il vertice del genere comico che si distingue dalle precedenti composizioni dello stesso genere.per il perfetto equilibrio dei registri sentimentale, buffo e serio, motivo del grande successo dell’opera, un successo che si nutre anche dello spazio riservato alle vocalitĂ , l’equilibrio formale e  l’impegno compositivo. Questi  fattori hanno garantito all’ Italiana in Algeri la presenza costante nel grande repertorio lirico a livello internazionale fino dai tempi del  suo debutto del 22 maggio 1813 al Teatro San Benedetto di Venezia con Marietta Marcolini (Isabella) e Filippo Galli

( MustafĂ ) due  fra i maggiori interpreti del tempo.

 

Composta da Rossini in soli 18 giorni all’etĂ  di 21 anni, L’Italiana in Algeri  trovò ispirazione per la trama del libretto da un fatto realmente accaduto ad una gentildonna milanese  che fu catturata dai corsari algerini nel 1805 e poi rilasciata. L’argomento  diede al grande compositore l’opportunitĂ  di imprimere ai personaggi una particolare verve caricaturale e soprattutto  una finezza psicologica allora sconosciuta al punto da produrre figure caratteristiche dell’opera comica. Il genere buffo  tornava così ad una  nuova vitalitĂ  proprio con Italiana in Algeri che costituisce uno degli apici della traiettoria creativa del pesarese.

 

Dopo il suo debutto veneziano, L’Italiana in Algeri  fu rapidamente ripresa prima a Trieste, Firenze e Bologna per approdare al Carcano di Milano nel ’15 e poi alla Scala e da quel momento entrò nel repertorio dei piĂą importanti teatri del mondo. La sua fama subì un periodo di declino tra fine Ottocento e  primo Novecento, ma riprese quota soprattutto dal secondo dopoguerra in poi, divenendo il cavallo di battaglia di grandi interpreti come la Simionato, la Berganza, la Horn.

 

Assente dal 1991 dalle scene del “Verdi”, l’opera è presentata nell’allestimento del Teatro Sociale di Como – As.Li.Co. con scene, costumi e regia di Pier Luigi Pizzi quest’ultima ripresa da Paolo Panizza, autore anche delle luci dello spettacolo. Garantito da questa prestigiosa firma registica, l’ allestimento, la cui azione è trasportata negli anni Trenta,  si impone all’attenzione del pubblico  per sobrietĂ  ed eleganza  pur ricreando l’ambientazione orientaleggiante come vuole il libretto su cui ha lavorato Rossini. SobrietĂ  ed eleganza   ma anche  semplicitĂ  di soluzioni scenografiche originali e versatili che Panizza   ha saputo abbinare ad una serie di trovate sceniche  che  tendono a sottolineare l’aspetto piĂą comico dell’opera rossiniana senza offuscare la caratterizzazione psicologica dei personaggi così come scaturita dalla  mente di Rossini. La scelta registica infatti ha lavorato nella convinzione che L’Italiana in Algeri non si presta ad una comicitĂ  ridondante, affidata alla ricerca della gag  o alla soluzione scenica scontata,  ma ad una comicitĂ  raffinata e piĂą discreta che  trasmette il sorriso sulla bocca del pubblico per tutta la durata dell’opera. Del resto,  un allestimento che dal suo debutto con la Valentini Terrani, da quasi vent’anni “gira”  tra i piĂą prestigiosi teatri in Europa, è giĂ  di per sĂ© una collaudatissima garanzia di successo. 

 

D’impianto tradizionale, lo spettacolo  vedrĂ  nei ruoli protagonisti interpreti prestigiosi, prima fra tutti Daniela Barcellona che ritorna a Trieste in un ruolo operistico a distanza di sei anni dal “Tancredi”  opera con cui è stata con il “Verdi” anche in  tournèe in Giappone. SarĂ  in coppia con  Lindoro  interpretato da  Lawrence Brownlee, in alternanza con Daniela Pini e Barry Banks. Negli altri ruoli Paolo Pecchioli che sia alterna con Roberto Tagliavini nel ruolo di MustafĂ  e Carla di Censo in alternanza con Ye Won Joo nel ruolo di Elvira. Taddeo sarĂ  interpretato da Paolo Bordogna e da Niccolò Ceriani. Infine Elena Traversi sarĂ  Zulma e Marco Camastra, Haly.

Questa  la compagnia di canto a cui si affiancano il Coro del Verdi istruito dal M° Lorenzo Fratini e l’Orchestra, tutti affidati  alla bacchetta del M° tedesco Dan Ettinger  responsabile della concertazione e della direzione dell’opera.

 

Lo spettacolo, che sarĂ  ripreso dalle telecamere di Loggione, la fortunata trasmissione di Canale 5 dedicata alla musica classica e curata dl giornalista Vittorio Testa, si  rappresenta a Trieste il 29, 30, 31 maggio e il 3, 6, 9, 10 giugno 2009 e a Pordenone il 13 giugno e sarĂ  preceduto martedì 26 maggio alle ore 18 dalla prolusione all’opera affidata al giornalista e critico musicale Rino Alessi.

 

Trieste, 25 maggio 2009

   
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