“LA FILLE DU REGIMENT”
di DONIZETTI
con EVA MEI al “VERDI”
di TRIESTE
A
distanza di vent’anni dal’ultima edizione, l’8
maggio sarĂ in scena al Teatro Verdi La
fille du regiment ( La figlia del
reggimento) opéra-comique in tre atti su musica
di Gaetano Donizetti. E’ un nuovo
allestimento affidato alla regia di Davide
Livermore, autore anche delle luci, con scene di
Pier Paolo Bisleri
e costumi di Gianluca Falaschi e realizzato nei laboratori
della Fondazione triestina. L’opera va in scena, per
la prima volta al “Verdi” di Trieste, in lingua
originale con sopratitoli in italiano.
Il grande successo che
ebbe La fille du regiment fin dal suo
debutto in Francia, (al “Verdi” di Trieste si
ricorda una memorabile edizione del 1952 con Juan
Concina, Tatiana Menotti e il direttore Antonino
Votto) è dovuto sia alla struttura drammaturgica di
questo capolavoro donizettiano che a quella
musicale trattandosi di una commedia popolare con
dialoghi parlati alternati a numeri musicali,
ovvero un’opera comique, poi trasformata
dall’autore in opera buffa nella versione
italiana.
La trama anticipa di
una decina d’anni l’operetta e il contesto di
questo genere teatrale che tanta parte ebbe anche in
Francia nel XIX secolo. La vicenda della Fille
du regiment, i militari, la patria, la
nobiltĂ sono osservati infatti da un nuovo punto di
vista: siamo alla commedia di costume di gusto giĂ
un po’ borghese, con la blanda parodia della nobiltĂ
esautorata. In apertura, un’ ambientazione
militaresca della fanciulla tra i soldati, con
repertorio guerresco; poi, i vani cerimoniali e
pregiudizi di una classe tramontata come la lezione
di buone maniere, il matrimonio di convenienza e
infine, deus ex machina, la soluzione
finale: il reggimento che fa trionfare allegria e
amore vero.
Tematiche che sono una
vera e propria anticipazione del’operetta che
trionferĂ dieci anni dopo. La considerazione vale
sia per la scena del matrimonio: “un matrimonio
borghese sì, ma d’amore …è meglio che uno nobile ma
senza amore”… una scelta che ricorda e anticipa la
Principessa della Csarda di Kálmán e tante
altre operette del filone viennese-danubiano; sia
per l’ambientazione di carattere militaresco che
riporta a sua volta alla Grand-Duchesse de
Gerolstein o alla Fille du
Tambour-major di Offenbach e a tutto il filone
della diva in uniforme e dell’ambiente militare.
Anche dal punto di
vista musicale, l’opera mantiene vivo il suo
successo registrato fin dalla prima edizione
parigina per l’indiscussa abilità di Donizetti nel
destreggiarsi con grande perizia tra vari
ingredienti su cui si sviluppa la partitura, quali
un corno svizzero e un rataplan, un’elegia e un coro
militare, tra una bravura vocale come l’aria di
Tonio “Quel destino” con otto do naturali, e un
tocco d’orchestrazione originale.
Assente dalle scene
del “Verdi” da ventidue anni, dall’ultima edizione
di grande successo interpretata da Luciana Serra per
la regia di Filippo Crivelli che lavorò su bozzetti
e figurini di Franco Zeffirelli, La Fille du
regiment ritorna nella messa in scena di
Davide Livermore, artista dotato di poliedrica
personalitĂ . Dopo essersi esibito infatti come
cantante con un repertorio che spaziava dal Barocco
all’Otto-Novecento, dal 1998 è passato alla regia
lirica, dedicandosi sia anche
al teatro musicale di
sperimentazione, alla
sceneggiatura radiofonica
e televisiva ,all’insegnamento di vocalità e alla
educazione musicale.
Livermore nella sua messa in scena della Fille du
regiment accentua il carattere giocoso
dell’opera, prendendo le distanze dal lato
“guerresco” della vicenda e amplificandone la
dimensione ludica ; così le masse del Coro
“giocano” a fare i soldati come i bambini giocano
con i soldatini di piombo e i personaggi sono
drammaturgicamente ben delineati, “autentici” pur
nell’esagerazione della comicità e hanno ciascuno
una propria “caratterizzazione psicologica” che
evolve nello svolgimento dell’intreccio.
Prestigioso il cast
artistico che si esibirĂ sul palcoscenico del
“Verdi” e che vede protagonisti nel ruolo di Marie,
giovane vivandiera, il soprano Eva Mei
alternarsi con Silvia Dalla Benetta e nel
ruolo di Tonio, giovane tirolese, Antonino
Siragusa con Gianluca Terranova.
Nel cast anche
Paolo Rumetz e Giovanni Guagliardo
interpreti del sergente Sulpice, la Marchesa di
Berkenfield Alessandra Palomba e Dionisia
Di Vico, la Duchessa di Crakentorp, Ariella
Reggio, Hortensius, intendente della Marchesa,
Manrico Signorini. Completano il cast
Giuliano Pelizon (un caporale) e Gianluca
Bocchino (un paesano / un notaio) e l’attore
Massimo Borghesi (il figlio della Duchessa).
La compagnia di canto,
l’Orchestra e il Coro (preparato dal M° Lorenzo
Fratini) saranno guidati dalla bacchetta del M°
Gerard Korsten. direttore di origine
sudafricana giĂ presente nei cartelloni lirici e
sinfonici del “Verdi”.
Prove di regia, di
assieme e la prova generale dello spettacolo saranno
seguite e raccontate come di consueto dalla viva
voce dei protagonisti per “Prima della Prima”,
la trasmissione di Rai Tre di Rosaria Bronzetti che
conduce i telespettatori dentro gli spettacoli, tra
i backstage e sulla ribalta dei piĂą importanti
palcoscenici lirici italiani.
Prima del debutto,
giovedì 7 maggio alle ore 18,
nella Sala del Ridotto del Teatro Verdi, si
terrĂ , come di consueto, la prolusione
all’opera a cura di Angelo Foletto,
musicologo e critico sulla pagina dedicata agli
spettacoli del quotidiano La Repubblica.
Lo spettacolo si
rappresenta al “Verdi” di Trieste l’ 8, 9, 10,
12, 13, 14, 16 maggio 2009. Per la recita del
10 maggio, a seguito della concomitanza con
lo svolgersi a Trieste di una tappa del Giro
d’Italia di Ciclismo, l’orario d’inizio,
originariamente alle ore 16, è stato spostato alle
ore 20.
A Udine, al Teatro
Nuovo “Giovanni da Udine” lo spettacolo
sarĂ in scena il 22 maggio 2009.
Informazioni e
vendita: Biglietteria del Teatro Verdi:
040/6722298-299.
Trieste, 2 maggio 2009