NORMA, CAPOLAVORO DEL
BELCANTO,
TORNA AL “VERDI†DI
TRIESTE
Il
20 febbraio va in scena Norma
di Vincenzo Bellini, in un nuovo allestimento
realizzato in coproduzione tra Teatro Verdi di
Trieste, Comunale di Bologna (dove ha debuttato con
grande successo a fine aprile 2008), Petruzzelli e
Teatri di Bari.
Capolavoro del
Belcanto in quest’opera Bellini, alterna i momenti
pubblici, rituali e collettivi, ad altri privati,
in cui dominano gli affetti personali e le passioni
di Norma, sacerdotessa e guida spirituale del suo
popolo ma anche madre e amante innamorata di un
romano, innamorato a sua volta di un’altra donna.
Una tragica vicenda che la porterà fino alla morte
sul rogo. Questo intreccio intimo così consono a
Bellini, che amava mettere in risalto gli aspetti
sentimentali ed emotivi del melodramma, è a sua
volta racchiuso in un contesto più ampio, il
conflitto tra Natura e Storia, due ordini in
contraddizione che prendono le sembianze appunto,
di Norma e Pollione.
Artefice dello
spettacolo è il regista toscano Federico Tiezzi
che con questa Norma debuttò nel campo
lirico al Petruzzelli di Bari nel 1991. Il regista
assistente è Francesco Torrigiani, i costumi
sono di Giovanna Buzzi, le luci di
Gianni Pollini e le scene, che utilizzano
sipari e fondali realizzati su bozzetti originali
di Mario Schifano, sono di Pier Paolo
Bisleri. Al grande pittore scomparso infatti,
Tiezzi chiese di â€concentrare il suo lavoro su due
simboli nordici: la quercia - elemento che richiama
la Natura - e la luna, elemento anch’esso naturale
ma allo stesso tempo anche rituale, simbolo della
malinconia di cui è permeata la figura di Norma “un
languore, un uggiosa follia, l’astenia della mente
che spesso in letteratura viene attribuita ai pazzi
o ai veggenti….†.Tiezzi con la sua interpretazione
registica dell’opera, intende offrirne una lettura
che esalta il carattere romantico della musica di
Bellini: “quel sentimento romantico del primo
Ottocento in cui la borghesia si immerge perseguendo
il bisogno oscuro di ritrovare le proprie radici
…dove l’uomo e la natura sono ancora uniti.†Da
questa angolazione la figura di Norma, nella sua
veste di veggente tribale e druidica, rappresenta
“il sogno mitico dell’eroe legato alle stagioni, al
movimento dei pianeti, a forze oscure, ataviche di
cui è interprete. I Romani invece, conquistatori e
colonizzatori, figurano come un’altra
trasfigurazione di quella stessa borghesia, attenta
alle materie prime e predatrice. Rapace è infatti
Pollione che sembra dare voce a quel mondo
ottocentesco che, sotto i primi colpi
del’industrializzazione, sancisce la fine del
rapporto mitico e tribale tra l’uomo e la naturaâ€.
Nella prestigiosa
compagnia di canto si segnalano June Anderson,
per la prima volta sul palcoscenico del “Verdiâ€
e Tatiana Serjan nel ruolo di Norma,
Brandon Jovanovich e Sun Kyu Park in quello di
Pollione; Giacomo Prestia e Nikolaj
Didenko che interpreteranno in alternanza
Oroveso e Laura Polverelli e Renata
Lamanda, Adalgisa. Sul podio il M° bulgaro
Julian Kovatchev.
L’opera che conta al
“Verdi†edizioni storiche di grandissimo prestigio
come, per citare forse la più famosa, quella del ‘53
con Maria Callas e Franco Corelli, è in scena il
20, 21, 24, 26, 28 febbraio, 1, 3 marzo 2009 e
sarà preceduta il giorno 17 febbraio dalla
prolusione curata dal critico musicale
Alessandro Taverna che si terrà nella
sala del Ridotto Victor de Sabata del Teatro Verdi
con inizio alle ore 18.
Trieste, 16 febbraio 2009