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Comunicato Stampa

Norma

 

venerdì 20 febbraio

ore 20.30 A

 

sabato 21 febbraio

ore 16 F

 

martedì 24 febbraio

ore 20.30 B

 

giovedì 26 febbraio

ore 20.30 C

 

sabato 28 febbraio

ore 17 S

 

domenica 1 marzo

ore 16 D

 

martedì 3 marzo

ore 20.30 E

 

NORMA, CAPOLAVORO DEL BELCANTO,

TORNA  AL “VERDI†DI TRIESTE

 

Il 20 febbraio va in scena  Norma di Vincenzo Bellini, in un nuovo allestimento realizzato in coproduzione tra Teatro Verdi di Trieste, Comunale di Bologna (dove ha debuttato con grande successo a fine aprile 2008), Petruzzelli e Teatri di Bari.

 

Capolavoro del Belcanto in quest’opera Bellini, alterna i momenti pubblici,  rituali e collettivi, ad altri privati,  in cui dominano gli affetti personali e le passioni di Norma, sacerdotessa  e guida spirituale  del suo popolo ma anche madre e amante innamorata di un romano, innamorato a sua volta di un’altra donna. Una tragica vicenda che la porterà fino  alla morte sul rogo. Questo  intreccio intimo così consono a Bellini, che amava mettere in risalto gli aspetti sentimentali ed emotivi del melodramma, è a sua volta  racchiuso in un contesto più ampio, il conflitto tra Natura e Storia, due ordini in contraddizione  che prendono le sembianze appunto,  di Norma e Pollione.

 

Artefice dello spettacolo è il regista toscano Federico Tiezzi   che con questa Norma debuttò nel campo lirico al Petruzzelli di Bari nel 1991. Il  regista assistente è Francesco Torrigiani, i costumi sono di   Giovanna Buzzi, le luci di Gianni Pollini e le scene,  che utilizzano  sipari e  fondali realizzati su bozzetti originali di Mario Schifano, sono di Pier Paolo Bisleri. Al grande pittore scomparso infatti, Tiezzi chiese di â€concentrare il suo lavoro su due simboli nordici: la quercia - elemento che richiama la Natura - e la luna, elemento anch’esso naturale ma allo stesso tempo anche rituale,  simbolo della malinconia di cui è permeata la figura di Norma  â€œun languore, un uggiosa follia, l’astenia della mente che spesso in letteratura viene attribuita ai pazzi o ai veggenti….†.Tiezzi  con la sua interpretazione registica dell’opera, intende offrirne una lettura che esalta il carattere romantico della musica di Bellini: “quel sentimento romantico del primo Ottocento in cui la borghesia si immerge perseguendo  il bisogno oscuro di ritrovare le proprie radici …dove l’uomo e la natura  sono ancora uniti.†Da questa angolazione la figura di  Norma, nella sua veste di veggente tribale e druidica, rappresenta “il sogno mitico dell’eroe legato alle stagioni, al movimento dei pianeti, a forze oscure, ataviche di cui è interprete. I Romani invece, conquistatori e colonizzatori, figurano come un’altra trasfigurazione di quella stessa borghesia, attenta alle materie prime e predatrice. Rapace è infatti Pollione che sembra dare voce a quel mondo ottocentesco che, sotto i primi colpi del’industrializzazione, sancisce la fine del rapporto mitico e tribale tra l’uomo e la naturaâ€.

 

Nella prestigiosa compagnia di canto si segnalano June Anderson, per la prima volta sul palcoscenico del “Verdi†e Tatiana Serjan nel ruolo di Norma, Brandon Jovanovich e Sun Kyu Park in quello di Pollione; Giacomo Prestia e Nikolaj Didenko che interpreteranno in alternanza Oroveso e Laura Polverelli e Renata Lamanda, Adalgisa. Sul podio il M° bulgaro Julian Kovatchev.

 

L’opera  che conta al “Verdi†edizioni storiche di grandissimo prestigio come, per citare forse la più famosa, quella del ‘53 con Maria Callas e Franco Corelli,  è in scena il 20, 21, 24, 26, 28 febbraio, 1, 3 marzo 2009 e sarà preceduta il giorno 17 febbraio dalla prolusione curata dal critico musicale Alessandro Taverna che si terrà nella sala del Ridotto Victor de Sabata del Teatro Verdi con inizio alle ore 18.

 

Trieste, 16 febbraio 2009

   
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