ATTO
PRIMO
Siamo a Pietrogrado, in Russia (oggi San
Pietroburgo), negli anni successivi al 1910.
Nel
superbo Teatro Imperiale Mariinskij (ex-Kirov) si
svolge una lezione: l’esigente e severo maître de
ballet sceglie una ballerina (Olga Spessivtseva) la
cui bellezza, stile enigmatico e fascino lo
colpiscono. È questa la sua ballerina ideale e a
partire da questo momento la sua carriera avrà uno
sviluppo straordinario. Eccola quindi salutare il
pubblico di Pietrogrado che riconosce nel suo puro
stile classico i canoni della ballerina russa
ideale. È il periodo della rivoluzione. Una sera, in
occasione di un suo spettacolo, un agente della ÄŒeka
(il vecchio KGB) si complimenta con lei. Nasce una
strana relazione tra i due. Con autorità e
brutalità , l’uomo conduce Olga in un mondo a lei
sconosciuto.
Un
nuovo e strano potere regna sul teatro. Il pubblico,
rappresentato da un gruppo di rivoluzionari, si
scatena selvaggiamente. Olga Spessivtseva deve
danzare nelle serate private per i rappresentanti
del nuovo regime.
È
così che si sviluppa la contrapposizione tra il suo
maître de ballet e il suo amante della Čeka. L’uno
vuole riportarla verso il mondo della danza e della
spiritualità ; l’altro vuole farla sprofondare verso
un universo nel quale l’autorità del regime la
condurrà lentamente al vizio e alla dissolutezza. La
ballerina si lascia conquistare dal suo amante e
scivola nel suo mondo crudele. Partecipa a numerose
feste dimenticando tutti quei valori spirituali che
le erano stati inculcati dal suo maître. Nel
frattempo Olga Spessivtseva riprende a lavorare e
ritrova il suo insegnante che a fatica riesce a
sopportare l’idea che la giovane possa sprofondare
in un mondo che non è per lei.
Nuovamente quello strano potere si insedia in teatro
in modo aggressivo spazzando via tutto ciò che è sul
suo cammino. Le ballerine diventano gli strumenti
del sistema rivoluzionario.
È a
questo punto che Olga decide di partire: l’attende
un invito all’Opéra de Paris per interpretare
Giselle. Straziata, decide di lasciare tutto.
Dopo un ultimo addio al suo protettore della ÄŒeka,
si unisce al gruppo degli emigranti che lasciano il
proprio paese per non farvi più ritorno.
ATTO
SECONDO
Siamo nuovamente a una lezione di danza, ma questa
volta a Parigi. I ballerini e il loro insegnante
sono alla ricerca di un nuovo stile per la musica de
l’Arlesienne di Bizet.
Tutti aspettano con ansia l’arrivo della grande
ballerina che deve interpretare Giselle sul
palcoscenico di questo prestigioso teatro.
Entra Olga, disorientata in questo nuovo mondo, e
conosce subito il grande ballerino/coreografo che
segue la prova. Lo stile richiestole è per lei
inusuale ma la dimensione spirituale dell’opera e la
coreografia la seducono. Il ballerino diventa il suo
partner; insieme avranno un trionfale successo.
La
ballerina inizia a provare dei profondi sentimenti
per il suo partner che sembra non ricambiarli.
Questo amore non corrisposto e la sua solitudine in
terra straniera contribuiscono a creare in lei delle
ferite insanabili.
La
giovane cerca di dimenticare tutto, anche se stessa,
nell’atmosfera della Parigi della Belle Epoque.
Nelle sue serate parigine fa di tutto per
dimenticare, ubriacandosi, ma il passato la
perseguita.
Gli
echi della rivoluzione russa non l’abbandonano.
L’agente della Čeka le appare spesso come un incubo.
Anche il suo ruolo in Giselle non le è di
alcun giovamento; questo ruolo nel quale la
ballerina ha sempre affascinato il pubblico, rimarrÃ
il suo più grande successo. È un ruolo che le
appartiene, nel quale si identifica. Anche il finale
di Giselle sembra appartenerle: il tradimento del
suo amore, la follia…
Il
riflesso della giovane negli specchi tradisce il suo
stato d’animo travagliato. È qui che vede la follia
come la sua sola salvezza, come l’annuncio del suo
viaggio verso quel mondo scintillante, dall’altra
parte dello specchio.