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SALA
DE BANFIELD TRIPCOVICH
MERCOLEDI’ 21 aprile 2010 – ore 20.30
ARRIVA A TRIESTE
ELIO IN “FIGARO IL BARBIERE”
Mercoledì
21 aprile alle ore 20.30
la Sala de Banfield Tripcovich ospiterà , nell’ambito
della stagione concertistica invernale del Teatro Verdi
di Trieste, Elio delle Storie Tese in
“Figaro il
barbiere”.
Lo spettacolo, ora in
tournèe italiana dopo il debutto al Festival dei Due
Mondi di Spoleto, è frutto della fantasia creativa di
Roberto Fabbriciani, uno dei piĂą affermati flautisti
in campo mondiale che ha ideato
e scritto questo “libero racconto”
sulle musiche ridotte in versione cameristica dal
Barbiere di Siviglia di Rossini; sarĂ in scena
assieme a Stefano Belisari, alias Elio,
quello delle “Storie tese” a sua volta diplomato al
Conservatorio in flauto traverso, Fabio Battistelli
(clarinetto) e Massimiliano Damerini
(pianoforte).
.
In “Figaro il barbiere”
alla musica di Rossini, nella riduzione originale
dell'epoca, si unisce un narratore che, dialogando con
il pubblico, racconta i momenti salienti e introduce i
personaggi
Nella storia del
melodramma esiste il bizzarro caso di una professione
che ha avuto l'onore di ben tre grandi opere dove
compare come protagonista assoluta. La professione è
quella del barbiere, e le opere ad essa dedicate sono i
due famosi "Barbiere di Siviglia", rispettivamente di
Paisiello e Rossini, e "Le nozze di Figaro" di W.A.
Mozart.
“Figaro – spiega Roberto
Fabbriciani - prosegue la grande tradizione degli
Scapini e dei Leporelli, ma non si presta volentieri a
far da spalla a protagonisti di piĂą illustre casata:
egli emerge vivacemente come un demiurgo, un astuto
diplomatico, un consumato stratega che manipola uomini e
cose al fine di assecondare i suoi desideri ed i suoi
interessi. Eccolo quindi mettere in scacco l'avarizia e
la dabbenaggine, soccorrere l'amore contrastato,
incoraggiare le buone cause, affrontare gli usurpatori
dell'altrui buona fede, farsi paladino della giustizia
spicciola, intrigare ai danni degli intriganti. Il tutto
con le semplici ed innocue armi del pennello da barba,
del rasoio e del pettine. E chi meglio di un barbiere,
allora, potrĂ raccontare le gesta del suo illustre
predecessore. II pazientissimo cliente siede sulla
poltrona nichelata, ed assiste sgomento al periglioso
mulinare dell'affilatissimo rasoio attorno alle sue
indifese fattezze.
II barbiere s'infervora
sempre di piu' nel narrare l'ormai passata grandezza dei
suoi colleghi d'altri tempi. Gli altri clienti in
attesa, abituati da anni alle sparate del loro Figaro,
intermezzano la farraginosa narrazione con le arie piĂą
note dell'Opera rossiniana, eseguendo gli arrangiamenti
che si stamparono in Germania nel 1820.
Qualcuno forse si
scandalizzerà – conclude Roberto Fabbriciani - ma da un
barbiere, com'è ormai noto ai più, ci si può aspettare
di tutto; anche di sentirlo cimentarsi in un mestiere
non suo, interrompendo, ahimè, un delicatissimo
"contropelo".”
In occasione della XII
Settimana Nazionale della Cultura, a cui la Fondazione
Teatro Lirico Giuseppe Verdi aderisce, GLI SPETTATORI DI
“FIGARO IL BARBIERE” USUFRUIRANNO DELLO SCONTO DEL 50%
SUL PREZZO DEL BIGLIETTO.
Biglietteria del Teatro
Verdi e, a partire da un’ora prima dello spettacolo,
direttamente alla Sala Tripcovich.
Trieste, 15 aprile 2010 |