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STAGIONE CONCERTISTICA 2009-2010

 

Sala de Banfield Tripcovich

Sabato 6 marzo 2010 ore 20.30

 

Orchestra della Fondazione

Teatro Lirico “G. Verdi” di Trieste

 

Direttore Mario Brunello

 

Richard Strauss (1864-1949)

Metamorphosen (Metamorfosi)

Studio per 23 archi solisti

 

György Ligeti (1923-2006)

Lontano per grande orchestra

 

Giya Kancheli (1935)

Morning prayers

per orchestra da camera e nastro magnetico

 

Sala de Banfield Tripcovich

Sabato 6 marzo 2010 - Ore 20.30

 

Il Novecento di Strauss, Ligeti e Kancheli 

nel  programma del concerto diretto dal M° Mario Brunello

 

Gli appuntamenti della Stagione Concertistica invernale proseguono alla Sala de Banfield Tripcovich sabato 6 marzo alle ore 20.30 con il concerto del M° Mario Brunello che guiderà l’Orchestra del Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste in un programma molto stimolante e originale in cui figurano Richard Strauss, Gyorgy Ligeti e Giya Kankeli.

 

Il programma, diviso in due parti, si aprirĂ  con  le Metamorfosi di Richard Strauss. Opera dell’ultimo Strauss, ormai ultraottantenne, le Metamorfosi, Studio per 23 archi solisti, fu scritta nel 1945. Questa opera inaugura  l’“ultima maniera” del compositore che con la formazione insolita richiesta per questo brano,, rinuncia alla grande orchestra, scegliendo l’intima compostezza dell’organico ridotto in grado di produrre anch’esso grande espressivitĂ  timbrica e fonica.

coniuga al tempo stesso una grande espressivitĂ  con una rappresentata da questo organico ridotto. L’opera consta di una ininterrotta rielaborazione di due frammenti  tematici di cui il secondo è tratto dalla Marcia funebre dell’”Eroica” di Beethoven dando origine a un dialogo a piĂą voci tra i 23 archi che  realizza una delle composizioni formalmente piĂą ricercate di Strauss.

 

La seconda parte del programma sarĂ  introdotta dal Lontano di Gyorgy Ligeti, una breve composizione del 1967  di soli 11 minuti in cui l’autore rumeno esprime  un percorso compositivo iniziato in precedenti lavori come il Lacrimosa  del Requiem e il Mottetto Lux aeterna e che consiste  nello sviluppo del concetto di immobilitĂ , “coltre sonora”, come la definisce lo stesso Ligeti, per esprimere una musica che “ sembra venire dall’infinito ( da lontano, appunto)  e nell’infinito perdersi,  udibile epifania di una sostanza immutabile ed eterna”( Sergio Sablich).

Il concerto si chiude con il registro metafisico delle Morning prayers per orchestra da camera e nastro magnetico di Giya Kancheli, compositore che Mario Brunello propone spesso nei suoi concerti  che vogliono  raccontare il “classico” e il “contemporaneo” con semplicitĂ  e senza pregiudizi pseudo colti.

 

Questo appuntamento sarĂ  l’occasione per  apprezzare il M° Brunello in una veste diversa da quella di violoncello solista, quella del direttore,  ruolo che altrettanto bene si addice  ad una personalitĂ  musicale così “complessa e impetuosa” come la sua, sempre piĂą protesa alla sperimentazione di  nuove forme d’arte e progetti  interattivi tra musica, immagini e parole.

 

Biglietteria del Teatro Verdi e da un’ora prima del concerto, biglietteria della Sala de Banfield Tripcovich.  

 

Trieste, 1 marzo 2020

 


 

LE FOTO DEL CONCERTO

 

FOTO FABIO PARENZAN - TRIESTE

 
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