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Sala de Banfield
Tripcovich
Sabato 6 marzo
2010 - Ore 20.30
Il Novecento di Strauss,
Ligeti e Kancheli
nel programma del
concerto diretto dal M° Mario Brunello
Gli appuntamenti della
Stagione Concertistica invernale proseguono alla Sala de
Banfield Tripcovich sabato 6 marzo alle ore 20.30
con il concerto del M° Mario Brunello che guiderĂ
l’Orchestra del Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di
Trieste in un programma molto stimolante e originale in
cui figurano Richard Strauss, Gyorgy Ligeti
e Giya Kankeli.
Il programma, diviso in
due parti, si aprirĂ con le Metamorfosi di
Richard Strauss. Opera dell’ultimo Strauss, ormai
ultraottantenne, le Metamorfosi, Studio per 23
archi solisti, fu scritta nel 1945. Questa opera
inaugura l’“ultima maniera” del compositore che con la
formazione insolita richiesta per questo brano,,
rinuncia alla grande orchestra, scegliendo l’intima
compostezza dell’organico ridotto in grado di produrre
anch’esso grande espressività timbrica e fonica.
coniuga al tempo stesso
una grande espressivitĂ con una rappresentata da questo
organico ridotto. L’opera consta di una ininterrotta
rielaborazione di due frammenti tematici di cui il
secondo è tratto dalla Marcia funebre
dell’”Eroica” di Beethoven dando origine a un dialogo a
piĂą voci tra i 23 archi che realizza una delle
composizioni formalmente piĂą ricercate di Strauss.
La seconda parte del
programma sarĂ introdotta dal Lontano di
Gyorgy Ligeti, una breve composizione del 1967 di
soli 11 minuti in cui l’autore rumeno esprime un
percorso compositivo iniziato in precedenti lavori come
il Lacrimosa del Requiem e il Mottetto
Lux aeterna e che consiste nello sviluppo
del concetto di immobilità , “coltre sonora”, come la
definisce lo stesso Ligeti, per esprimere una musica che
“ sembra venire dall’infinito ( da lontano, appunto) e
nell’infinito perdersi, udibile epifania di una
sostanza immutabile ed eterna”( Sergio Sablich).
Il concerto si chiude con
il registro metafisico delle Morning prayers
per orchestra da camera e nastro magnetico di
Giya Kancheli, compositore che Mario Brunello
propone spesso nei suoi concerti che vogliono
raccontare il “classico” e il “contemporaneo” con
semplicitĂ e senza pregiudizi pseudo colti.
Questo appuntamento sarĂ
l’occasione per apprezzare il M° Brunello in una veste
diversa da quella di violoncello solista, quella del
direttore, ruolo che altrettanto bene si addice ad una
personalità musicale così “complessa e impetuosa” come
la sua, sempre piĂą protesa alla sperimentazione di
nuove forme d’arte e progetti interattivi tra musica,
immagini e parole.
Biglietteria del Teatro
Verdi e da un’ora prima del concerto, biglietteria della
Sala de Banfield Tripcovich.
Trieste, 1 marzo 2020
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