
Teatro
Lirico
“Giuseppe Verdi”
Trieste
venerdì 30 aprile
ore 20.30 A
domenica 2 maggio
ore 16 F
martedì 4 maggio
ore 20.30 C
mercoledì 5 maggio
ore 20.30 B
giovedì 6 maggio
ore 20.30 E
sabato 8 maggio
ore 17 S
domenica 9 maggio
ore 16 D
Teatro Comunale
“Giuseppe Verdi”
Pordenone
venerdì 28 maggio
ore 20.15
Teatro
Nuovo
“Giovanni da Udine”
Udine
venerdì 4 giugno
ore 20 |
ATTO
PRIMO
Su una
collina presso Nagasaki sta la casa giapponese che
Pinkerton, luogotenente della Marina americana, ha
comperato allo scopo di farne un delizioso quanto
precario nido nuziale. Egli infatti si sposerà quel
giorno stesso all'uso giapponese: cioè
novecentonovantanove anni, salva la facoltà di
divorziare ogni mese. La sposa, una "geisha"
quindicenne, è stata procurata da Goro, "gran perla di
sensale": ed è costata soltanto cento yen. Si chiama
Cio-Cio-San, ovvero, in lingua inglese, Butterfly. Ella
sta per giungere col parentado e con le amiche per il
contratto nuziale. Goro, dopo aver presentato a
Pinkerton la loquace Suzuki, cameriera di Butterfly, il
cuoco e il servitore, esce per andare incontro alla
sposa. Pinkerton confessa all'amico Sharpless, console
americano, che egli è stato ammaliato dalle ingenue
grazie di Butterfly, ma non si perita di levare il
calice ed auspicare il giorno in cui si sposerà sul
serio, con un'americana. Accompagnata dalle amiche,
giunge Butterfly. Ella narra la sua storia. Nata da
ricca famiglia, per rovesci di fortuna ha dovuto
rassegnarsi alla vita della "geisha". Ora è felicissima
di sposare Pinkerton.
E tanto
lo ama che ha ripudiato perfino i suoi dèi. Il giorno
innanzi, è salita alla Missione per adottare la
religione del suo adorato: e ciò di nascosto dai
parenti, che ella è disposta a rinnegare e che ora
sopraggiungono insieme al commissario imperiale e
all'ufficiale del registro. Dopo i convenevoli e i
rinfreschi, si stipula il contratto nuziale. I due sposi
sono quasi riusciti a liberarsi dai parenti e dagli
ospiti tutti, quand'ecco sulla scena irrompe furibondo
lo zio di Butterfly, il Bonzo terribile, che ha saputo
della conversione religiosa di lei e istiga i parenti a
rinnegare l'apostata. Il pianto di Butterfly viene
subito placato dalle soavi parole di Pinkerton. Aiutata
da Suzuki, la sposa felice si apparta per fare la
toeletta notturna. Poi rimane sola con lui. Pinkerton la
stringe voluttuosamente a sé e prorompe in un grido di
passione: "Mia Butterfly! Come t'han bene nomata tenue
farfalla". A queste parole Butterfly si rattrista poiché
ben sa che, oltremare, le farfalle son trafitte da uno
spillo e infitte su una tavola. "Sì, in tutto questo un
po' di vero c'è. E tu lo sai perché - Perché non fugga…
Io t'ho ghermita! Ti serro palpitante! Sei mia!". "Per
la vita", risponde, come in un'eco, la tenera creatura,
che ora è tutta estasiata al cospetto della notte
stellata. Pinkerton la bacia ed entrambi entrano nella
stanza nuziale.
ATTO
SECONDO
Dinanzi
all'immagine di Budda, Suzuki prega perché Butterfly non
pianga più. Da tre anni la piccola creatura aspetta il
ritorno di Pinkerton, partito con la mendace promessa di
tornare "quando fa la nidiata il pettirosso". Ma ella
spera ancora. Un bel dì, sull'estremo confine del mare,
apparirà la nave desiata: e la nave entrerà nel porto.
L'atteso s'avvierà per la collina e giungerà presso la
casa, e chiamerà la sua mogliettina con i nomi che le
dava al suo venire. Accompagnato dal servilissimo Goro,
sopraggiuge Sharpless. Egli è venuto a preparare
Butterfly, con ogni cautela, ad un colpo terribile.
Prima di leggere la sconsolante lettera di Pinkerton,
Butterfly vuol sapere quando in America il pettirosso
rifà la nidiata. "Qui - ella dice - l'ha rifatta ben tre
volte, ma può darsi che di là usi nidiar meno spesso…".
Goro scoppia a ridere. Butterfly, che non s'era avveduta
della presenza dell'osceno sensale, rinfaccia a costui
tutte le male arti che egli adopera per trovarle or
questo or quel marito. Uno dei pretendenti è il ricco
Yamadori. Per quante promesse questi faccia di fedeltà e
di principeschi retaggi, Butterfly non vuol saperne di
lui.
D'altronde ella è persuasa di essere sposata da
Pinkerton secondo la legge americana. Perciò nulla da
fare. Rimasto solo con l'illusa, Sharpless riesce a
leggere la lettera con la quale Pinkerton fa comprendere
di dover lasciare per sempre Butterfly. Allora costei
corre nella stanza attigua e rientra trionfalmente
mostrando a Sharpless il suo bambino che oggi ha un
nome, Dolore: ma si chiamerà Gioia quando il babbo sarà
tornato. Sharpless promette che informerà Pinkerton di
tutto ed esce. Un colpo di cannone annunzia l'entrata di
una nave nel porto. È la cannoniera americana "Abramo
Lincoln". Il cuore di Butterfly sussulta di gioia:
"Tutti han mentito - ella grida - sol io lo sapevo! Io
che l'amo!". Ed ecco che la sua fede ed il suo amore
trionfano contro il sorriso, scettico, degli altri. Ora
ella vuole che la casa sia un giardino di fiori. Vuole
farsi bella e Suzuki l'aiuta ad indossare l'"obi" della
prima notte d'amore. Poi, per spiare l'arrivo
dell'amato, fa tre forellini nello "shosi"; uno alto per
sé, uno più basso per Suzuki, ed il terzo ancora più
basso per il bimbo, che, intanto, è stato anch'egli
avvolto in vesti ampie e leggere. La notte è scesa.
Suzuki e il bambino si sono addormentati. Butterfly
rimane immobile, rigida come una statua, nell'attesa.
ATTO
TERZO
La
notte angosciosa è finalmente trascorsa. È l'alba: e
Butterfly non ha fatto che spiare al di fuori. Ora le
preghiere di Suzuki riescono a convincerla di andare a
prendere un po' di riposo. E l'illusa, sicura che
l'amato verrà col pieno sole, rientra con il bimbo in
braccio nella sua stanza. La nave, annunciata la sera
innanzi dal colpo di cannone, è proprio quella che porta
Pinkerton. Senonché Pinkerton è giunto a Nagasaki con
Kate, la sua legittima consorte. Ora egli è salito alla
casa. Lo accompagna Sharpless. Entrambi sperano che
Suzuki possa preparare Butterfly al colpo atroce.
Anche
Kate, che attendeva fuori, si raccomanda a Suzuki perché
Butterfly possa apprendere la verità senza troppo
soffrirne. Ma ecco irrompere nella stanza Butterfly. Ella
invano cerca Pinkerton, ma, questi, non reggendo allo
strazio, è fuggito via, col cuore gonfio di rimorso.
Allorché Butterfly vede Kate, comprende subito ogni
cosa. Kate, chiedendole perdono, si mostra amorosamente
disposta ad avere cura del bimbo ed a provvedere al suo
avvenire. Butterfly, ricusando ogni venale aiuto per se
stessa, assicura che darà il bimbo soltanto al suo
adorato, se questi fra mezz'ora lo verrà a richiedere.
Butterfly ordina a Suzuki di chiudere le imposte e di
andare a far compagnia al bimbo. Rimasta sola, prende da
uno stipo il coltello col quale suo padre s'uccise. Con
l'arma terribile ella sta per trafiggersi la gola. Ma
all'improvviso entra il bimbo suo. Dopo avergli rivolto
uno straziante addio, lo mette su di una stuoia, e gli
benda gli occhi. Poi si trafigge a morte. La tenue
farfalla si trascina fin presso il bambino per
abbracciarlo un'ultima volta. Nell'istante stesso
Pinkerton e Sharpless si precipitano nella stanza,
accorrendo presso Butterfly, che, con un gesto, indica
il bambino e muore. Pinkerton s'inginocchia, mentre
Sharpless prende il bambino e lo bacia singhiozzando. |