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Argomento

Tannhäuser

Teatro Lirico
“Giuseppe Verdi”
Trieste

mercoledì 7 aprile
ore 19 A
venerdì 9 aprile
ore 19 E
sabato 10 aprile
ore 16 S
martedì 13 aprile
ore 19 B
mercoledì 14 aprile
ore 19 C
sabato 17 aprile
ore 15 F
domenica 18 aprile
ore 15 D

 

ATTO PRIMO

Venusberg - Il monte di Venere

Il poeta Tannhäuser, sedotto da Venere, si trova nel regno della dea: il Venusberg o Monte di Venere, circondato da satiri, baccanti e coppie di amanti. Le sirene cantano e invitano a perdersi nell’oblio dell’amore. Tannhäuser e Venere sono abbracciati. All’improvviso il giovane poeta si sente sazio e, come in un sogno, gli sembra di udire un suono di campane che desta in lui la nostalgia per la vita terrena con il suo scorrere dei giorni e delle stagioni. Accompagnato dalla sua arpa, intona un canto appassionato alla dea, che si conclude con una richiesta di libertà. Venere tenta ancora di sedurlo ma egli dichiara di voler cercare la salvezza nel nome della Vergine Maria. Questa parola rompe l’incantesimo: Venere scompare e Tannhäuser si ritrova in una vallata verde e deliziosa allo sbocciare della primavera.

 

Vallata nei pressi del castello della Wartburg

Un giovane pastore intona un’odealla bella stagione.

Passano alcuni pellegrini in processione diretti a Roma, dove intendono chiedere l’assoluzione dai propri peccati: il poeta, colmo di rimorsi, dichiara la propia volontà di unirsi a loro.

Ma sopraggiunge Hermann, il langravio di Turingia, accompagnato dai poeti Wolfram, Walther, Biterolf, Reimar e Heinrich. Questi riconoscono Tannhäuser, un tempo loro rivale nelle gare poetiche; lo accolgono calorosamente dopo la sua lunga assenza. Ma Tannhäuser non ha il coraggio di rivelare loro dove sia stato veramente e rifiuta l’invito degli amici ad una tenzone poetica al castello della Wartburg.

Poi invece accetta quando viene a sapere che Elisabeth, nipote del langravio, è afflitta per la sua assenza.

 

ATTO SECONDO

Il castello della Wartburg

Il castello della Wartburg ad EisenachElisabeth apprende felice del ritorno di Tannhäuser e incontrandolo è commossa. Il poeta le dichiara che per la nostalgia di rivederla è tornato, ma non le rivela dove sia stato.

Wolfram, che assiste all’incontro fra i due giovani ed è segretamente innamorato di Elisabeth, capisce che per il suo amore non c’è speranza.

I cavalieri, le dame e tutti i nobili si apprestano ad assistere alla gara poetica che ha per tema l’Amore.

Anche Elisabeth si mostra in pubblico con meraviglia del langravio.

L’affresco di Moritz von Schwind, "Der Sängerkrieg", del 1854 ca., nel castello della Wartburg ad EisenachComincia Wolfram, che canta l’amore nella sua essenza più pura e casta. Tutti approvano il suo canto e le sue argomentazioni ma Tannhäuser gli risponde esaltando invece un amore passionale e del tutto carnale. Gli altri cantori controbattono esaltando l’amor cortese, ma Tannhäuser replica a ciascuno in un eccitamento crescente che finisce in un’ode a Venere e nel racconto della sua vera storia. Tutti i presenti sono sconcertati; le dame, eccetto Elisabeth, lasciano la sala disgustate ed i cavalieri sfoderano le spade contro il poeta. Elisabeth lo protegge e invita al perdono cristiano. Tannhäuser si rende conto di essere caduto ancora in errore e si pente. Il langravio acconsente a lasciarlo partire per Roma con un gruppo di pellegrini per implorare il perdono dal Papa.

 

Atto terzo

Vallata della Wartburg in autunno.

Elisabeth, accompagnata da Wolfram, è in preghiera davanti all’immagine della Madonna e invano chiede notizie ai pellegrini di ritorno da Roma. Tannhäuser non c’è ed ella offre la sua vita in espiazione dei peccati del poeta.

Wolfram le offre il suo amore fedele e affida alla stella del Vespero l’ultimo saluto alla sua amata.

Tornando tristemente alla Wartburg, incontra un pellegrino lacero e confuso: è Tannhäuser che, non avendo ottenuto il perdono, ormai sfiduciato, cerca solo il ritorno al Venusberg. Wolfram lo ferma pronunciando il nome di Elisabeth proprio mentre dalla Wartburg scende un corteo funebre.

Per un attimo riappare Venere ma Tannhäuser, sconvolto alla vista del corpo senza vita di Elisabeth, spira accanto a lei rendendo grazie e pregando per lei.

L’aurora rischiara l’oscurità e i giovani pellegrini entrano annunciando che il bastone di Tannhäuser è miracolosamente fiorito, segno del perdono di Dio.

   
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