ATTO PRIMO
Venusberg - Il monte di Venere
Il poeta Tannhäuser, sedotto da
Venere, si trova nel regno della dea: il Venusberg o
Monte di Venere, circondato da satiri, baccanti e coppie
di amanti. Le sirene cantano e invitano a perdersi
nell’oblio dell’amore. Tannhäuser e Venere sono
abbracciati. All’improvviso il giovane poeta si sente
sazio e, come in un sogno, gli sembra di udire un suono
di campane che desta in lui la nostalgia per la vita
terrena con il suo scorrere dei giorni e delle stagioni.
Accompagnato dalla sua arpa, intona un canto
appassionato alla dea, che si conclude con una richiesta
di libertĂ . Venere tenta ancora di sedurlo ma egli
dichiara di voler cercare la salvezza nel nome della
Vergine Maria. Questa parola rompe l’incantesimo: Venere
scompare e Tannhäuser si ritrova in una vallata verde e
deliziosa allo sbocciare della primavera.
Vallata nei pressi del castello della
Wartburg
Un giovane pastore intona un’odealla
bella stagione.
Passano alcuni pellegrini in
processione diretti a Roma, dove intendono chiedere
l’assoluzione dai propri peccati: il poeta, colmo di
rimorsi, dichiara la propia volontĂ di unirsi a loro.
Ma sopraggiunge Hermann, il langravio
di Turingia, accompagnato dai poeti Wolfram, Walther,
Biterolf, Reimar e Heinrich. Questi riconoscono
Tannhäuser, un tempo loro rivale nelle gare poetiche; lo
accolgono calorosamente dopo la sua lunga assenza. Ma
Tannhäuser non ha il coraggio di rivelare loro dove sia
stato veramente e rifiuta l’invito degli amici ad una
tenzone poetica al castello della Wartburg.
Poi invece accetta quando viene a
sapere che Elisabeth, nipote del langravio, è afflitta
per la sua assenza.
ATTO SECONDO
Il castello della Wartburg
Elisabeth apprende felice del ritorno
di Tannhäuser e incontrandolo è commossa. Il poeta le
dichiara che per la nostalgia di rivederla è tornato, ma
non le rivela dove sia stato.
Wolfram, che assiste all’incontro fra
i due giovani ed è segretamente innamorato di Elisabeth,
capisce che per il suo amore non c’è speranza.
I cavalieri, le dame e tutti i nobili
si apprestano ad assistere alla gara poetica che ha per
tema l’Amore.
Anche Elisabeth si mostra in pubblico
con meraviglia del langravio.
Comincia Wolfram, che canta l’amore
nella sua essenza piĂą pura e casta. Tutti approvano il
suo canto e le sue argomentazioni ma Tannhäuser gli
risponde esaltando invece un amore passionale e del
tutto carnale. Gli altri cantori controbattono esaltando
l’amor cortese, ma Tannhäuser replica a ciascuno in un
eccitamento crescente che finisce in un’ode a Venere e
nel racconto della sua vera storia. Tutti i presenti
sono sconcertati; le dame, eccetto Elisabeth, lasciano
la sala disgustate ed i cavalieri sfoderano le spade
contro il poeta. Elisabeth lo protegge e invita al
perdono cristiano. Tannhäuser si rende conto di essere
caduto ancora in errore e si pente. Il langravio
acconsente a lasciarlo partire per Roma con un gruppo di
pellegrini per implorare il perdono dal Papa.
Atto terzo
Vallata della Wartburg in autunno.
Elisabeth, accompagnata da Wolfram, è
in preghiera davanti all’immagine della Madonna e invano
chiede notizie ai pellegrini di ritorno da Roma.
Tannhäuser non c’è ed ella offre la sua vita in
espiazione dei peccati del poeta.
Wolfram le offre il suo amore fedele
e affida alla stella del Vespero l’ultimo saluto alla
sua amata.
Tornando tristemente alla Wartburg,
incontra un pellegrino lacero e confuso: è Tannhäuser
che, non avendo ottenuto il perdono, ormai sfiduciato,
cerca solo il ritorno al Venusberg. Wolfram lo ferma
pronunciando il nome di Elisabeth proprio mentre dalla
Wartburg scende un corteo funebre.
Per un attimo riappare Venere ma
Tannhäuser, sconvolto alla vista del corpo senza vita di
Elisabeth, spira accanto a lei rendendo grazie e
pregando per lei.
L’aurora rischiara l’oscurità e i
giovani pellegrini entrano annunciando che il bastone di
Tannhäuser è miracolosamente fiorito, segno del perdono
di Dio.