ATTIVITA' 2010-2011 Lirica e Balletto 2009-2010 Concertistica 2009-2010 Operetta 2010 Sinfonica 2009
STAGIONE LIRICA Norme di Vendita Prezzi di Botteghino Prezzi di Abbonamento Comunicato Baby Opera Prolusioni
TANNHÄUSER Comunicato Opera Argomento Allestimento Interpreti Precedenti Manif. Collaterali Foto di Scena

Comunicato Stampa

Tannhäuser

Teatro Lirico
“Giuseppe Verdi”
Trieste

mercoledì 7 aprile
ore 19 A
venerdì 9 aprile
ore 19 E
sabato 10 aprile
ore 16 S
martedì 13 aprile
ore 19 B
mercoledì 14 aprile
ore 19 C
sabato 17 aprile
ore 15 F
domenica 18 aprile
ore 15 D

 

“TANNHAUSER” DI WAGNER CON LA DIREZIONE DEL M° NIKSA BAREZA

AL “VERDI” DI TRIESTE

 

Il sesto appuntamento lirico in cartellone per l’anno  2009-10 del Teatro Verdi di Trieste propone “Tannhäuser” und der Sängerkrieg auf Wartburg, capolavoro di Richard Wagner che sarĂ  in scena dal 7 al 18 aprile nell’allestimento del  Teatro Wielki di Posznan. Assente da oltre  44 anni dalla programmazione artistica della Fondazione lirica triestina, l’opera ritorna a grande richiesta del suo pubblico, storicamente cultore appassionato del grande compositore tedesco. A Trieste, al “Comunale” l’opera completa aveva debuttato il 16 novembre 1878,  6 anni dopo la prima italiana di Bologna, ma giĂ  il 3 febbraio del 1863 era stato eseguito a Trieste in un concerto il coro dei pellegrini.

 

Foto dell’allestimento del Teatro Wielki di Poznan´. (foto di Krzysztof Citak)“Tannhäuser”, frutto dei suoi anni giovanili, è tra le creature artistiche piĂą amate da Wagner. In quest’opera si riscontrano tutti i temi che ne giustificano l’appellativo di “grande opera romantica” ad essa  riservato: le origini della storia nazionale germanica e le sue contaminazioni con il mito, il dualismo dell’amor cortese contrapposto all’amor sensuale, la redenzione attraverso l’amore e anche una  nuova architettura della composizione musicale. Primo “atto  di auto­coscienza artistica e culturale” come afferma il musicologo Franco Serpa, ma proprio per questo“accompagnato necessariamente da riflessio­ne, calore creativo, incertezze”,  â€śTannhäuser” fu un lavoro  su cui Wagner tornò piĂą volte nel corso della sua vita: molteplici  gli interventi e i  ritocchi di cui  due in particolare sono vere e proprie diverse versioni dello stesso soggetto:  la versione di Dresda (1845) che sarĂ  in scena a Trieste nei prossimi giorni,  e quella di Parigi (1861). “Tannhäuser”  fu concepito negli anni dell’esilio parigino di Wagner, anni in cui il compositore  provò vari e contrastanti sentimenti: dalla nostalgia per la lontananza  dalla sua patria al  disgusto per le mode e la mondanitĂ  cosmopolita contrapposta alla schietta purezza della cultura tedesca.  Questi motivi, insieme a quello dell’esperienza del ritorno, per un animo così deluso ed amareggiato per le umiliazioni subite in quel periodo, sono  il nucleo di un ideale estetico ed esistenziale  da cui nacquero la musica e soprattutto la forma poetica di Tannhäuser e che in Wagner non sono assolutamente disgiungibili.

In “Tannhäuser” Wagner seppe fondere in un tutto armonico due diverse leggende. Una è la leggenda del poeta corte­se, trovatore del XIII secolo, che fu al seguito di Federico II, che non prendeva quasi nulla sul serio tanto che il carnale realismo di alcune sue canzoni, dopo la morte, concorse a tramandare di lui l’immagine di un peccatore senza speranza. Nacque così e si diffuse nel tardo me­dioevo tedesco una storia fantastica, nella quale si narrava che Tannhäuser, trascinato dalla lussuria, era entrato nella montagna di Venere (il Venusberg) ed era diventato compagno d’amore della dea pagana; ma poi si era pentito e si era dato a1 culto della Vergine Maria. A questa leggenda si è unita  quella di Wartburg, l’antico castello dei Langravi, dove a1 principio del secolo XIII avevano gareggiato i maggiori poeti del medioevo germanico. Anche i1 Wartburgkrieg, la gara o sfida poetica  nella Wartburg, è metĂ  storia e metĂ  leggenda che Wagner conobbe e riprese, inserendovi anche personaggi di sua invenzione, dalla raccolta di saghe germaniche dei fratelli  Grimm e da E.T.A. Đťoffmann. L’altra leggenda invece, quella di Venere e Tannhauser, è ripresa  dal compositore tedesco da un racconto di Tieck, da una lirica di Heine e da una fiaba dei fratelli Grimm. “Nel suo dramma Wagner congiunse al mito eroico dell’amore perfetto l’immagine idealizzata della poesia medievale tedesca e della sua spiritualitĂ , e all’esaltazione dell’eros l’esaltazione dell’arte, così completando una vicenda con l’altra” risultandone un nuovo mito ottocentesco, un simbolo dell’amore assoluto, combattuto tra sentimenti estremi, con la trasfigurazione del dissidio nell’artista, ostacolato e respinto dall’ipocrisia sociale e religiosa” (Serpa). Così la storia di Tannhäuser si fissa nel dramma romantico del poeta che oppone un ideale di perfezione esistenziale alla falsitĂ  delle regole di convivenza comune. Per tutto ciò il Tannhäuser è uno dei drammi piĂą poetici e insieme piĂą classici che Wagner abbia creato. Anche dal punto di vista della struttura, Tannhäuser è innovativo: per la prima volta un’opera di Wagner non suddivide l’opera in  numeri chiusi ma in una successione di scene composite anche se non si può ancora parlare di  unitarietĂ  di struttura che caratterizza invece le opere della maturitĂ  wagneriana.  

 

Foto dell’allestimento del Teatro Wielki di Poznan´. (foto di Krzysztof Citak)Tannhäuser è   rappresentata   nella messa in scena ideata dal  regista  tedesco Achim Thorwald che, dopo  una lunga esperienza come direttore di produzione del Teatro di Friburgo, di Monaco, di Wiesbaden, è attualmente direttore generale dell’Opera di Stato di Karlsruhe. Alla realizzazione di questo spettacolo, che si basa su un fortunato allestimento d’impianto tradizionale  giocato sulle simbologie della poetica wagneriana collaborano l’assistente alla regia Christian Floeren (scene), Ute FrĂĽhling (costumi), Gerd Meier (luci) e Tuccio Rigano (coreografie).

La compagnia di canto presenta nei ruoli protagonisti lo statunitense Scott Mac Allister che, in alternanza con Hendrik Vonk vestirĂ  il ruolo di TannhaĂĽser; Nancy Weissbach in alternanza con Miranda Keys,  quello di Elisabeth. Nella compagnia artistica figurano anche Michael Eder (Hermann), Heiko Trinsinger e Falko Hönisch (Wolfram von Eschenbach)), Michael Heim (Walter von der Vogelweide), Martin Kronthaler (Biterolf), William Henry (Heinrich der Schreiber), Christian Tschelebiew (Reinmarvon Zweter), Andrea Baker e Patrizia Orciani (Venere), Camilla Illegorg (un giovane pastore).

Completano la compagine artistica Orchestra, Coro (istruito dal M° Lorenzo Fratini), Corpo di ballo del Teatro Verdi e la Civica Orchestra di Fiati “Giuseppe Verdi” – CittĂ  di Trieste. Dirige il M° croato Niksa Bareza  che ritorna al “Verdi”  a pochi mesi dalla sua presenza nella giuria del I° Concorso per direttori d’orchestra dedicato dal Teatro Vetdi al M° Victor De Sabata. E proprio al “Verdi”  Baresa ha avuto il suo debutto italiano nel 1988 alla direzione di una serie di concerti sinfonici e poi, nel 1997, in “Vedova allegra”. Artista di livello internazionale, per  restare in campo capo wagneriano, in Germania dal 2001° oggi  ha diretto sette volte l’intera Tetralogia.

 

Al “Verdi” di Trieste Tannhäuser sarĂ  in scena il 7,  9, 10, 11, 13, 14, 17 e 18 aprile 2010 preceduto martedì 6 aprile alle ore 17.30 dalla prolusione all’opera curata dal professor Franco Serpa,che è stato per quasi trenta anni docente di Letteratura latina nell’UniversitĂ  di Trieste ed è autore di saggi e libri sulle musica e sulle poetiche musicali nel romanticismo e nel decadentismo austro-tedeschi e sull’arte drammatico-musicale del Novecento (in particolare su opere di Strauss, Schönberg, Berg, Henze).

Informazioni e vendita: Biglietteria del Teatro Verdi: 040/6722298-299

Trieste, 1 aprile 2010

   
Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" Trieste - P.Iva: 00050020320