
Teatro
Lirico
“Giuseppe Verdi”
Trieste
mercoledì 7 aprile
ore 19 A
venerdì 9 aprile
ore 19 E
sabato 10 aprile
ore 16 S
martedì 13 aprile
ore 19 B
mercoledì 14 aprile
ore 19 C
sabato 17 aprile
ore 15 F
domenica 18 aprile
ore 15 D |
“TANNHAUSER” DI WAGNER CON
LA DIREZIONE DEL M° NIKSA BAREZA
AL “VERDI” DI TRIESTE
Il sesto appuntamento
lirico in cartellone per l’anno 2009-10 del Teatro
Verdi di Trieste propone “Tannhäuser” und der
Sängerkrieg auf Wartburg, capolavoro di Richard
Wagner che sarĂ in scena dal 7 al 18
aprile nell’allestimento del Teatro Wielki
di Posznan. Assente da oltre 44 anni dalla
programmazione artistica della Fondazione lirica
triestina, l’opera ritorna a grande richiesta del suo
pubblico, storicamente cultore appassionato del grande
compositore tedesco. A Trieste, al “Comunale” l’opera
completa aveva debuttato il 16 novembre 1878, 6 anni
dopo la prima italiana di Bologna, ma giĂ il 3 febbraio
del 1863 era stato eseguito a Trieste in un concerto il
coro dei pellegrini.
“Tannhäuser”,
frutto dei suoi anni giovanili, è tra le creature
artistiche più amate da Wagner. In quest’opera si
riscontrano tutti i temi che ne giustificano
l’appellativo di “grande opera romantica” ad essa
riservato: le origini della storia nazionale germanica
e le sue contaminazioni con il mito, il dualismo
dell’amor cortese contrapposto all’amor sensuale, la
redenzione attraverso l’amore e anche una nuova
architettura della composizione musicale. Primo “atto
di autoÂcoscienza artistica e culturale” come afferma il
musicologo Franco Serpa, ma proprio per
questo“accompagnato necessariamente da riflessioÂne,
calore creativo, incertezze”, “Tannhäuser” fu un
lavoro su cui Wagner tornò più volte nel corso della
sua vita: molteplici gli interventi e i ritocchi
di cui due in particolare sono vere e proprie diverse
versioni dello stesso soggetto: la versione di
Dresda (1845) che sarĂ in scena a Trieste nei prossimi
giorni, e quella di Parigi (1861). “Tannhäuser” fu
concepito negli anni dell’esilio parigino di Wagner,
anni in cui il compositore provò vari e
contrastanti sentimenti: dalla nostalgia per la
lontananza dalla sua patria al disgusto per le
mode e la mondanitĂ cosmopolita contrapposta alla
schietta purezza della cultura tedesca. Questi motivi,
insieme a quello dell’esperienza del ritorno, per un
animo così deluso ed amareggiato per le umiliazioni
subite in quel periodo, sono il nucleo di un ideale
estetico ed esistenziale da cui nacquero la musica e
soprattutto la forma poetica di Tannhäuser e che in
Wagner non sono assolutamente disgiungibili.
In “Tannhäuser”
Wagner seppe fondere in un tutto armonico due diverse
leggende. Una è la leggenda del poeta corteÂse,
trovatore del XIII secolo, che fu al seguito di Federico
II, che non prendeva quasi nulla sul serio tanto che il
carnale realismo di alcune sue canzoni, dopo la morte,
concorse a tramandare di lui l’immagine di un peccatore
senza speranza. Nacque così e si diffuse nel tardo
meÂdioevo tedesco una storia fantastica, nella quale si
narrava che Tannhäuser, trascinato dalla lussuria, era
entrato nella montagna di Venere (il Venusberg) ed era
diventato compagno d’amore della dea pagana; ma poi si
era pentito e si era dato a1 culto della Vergine Maria.
A questa leggenda si è unita quella di Wartburg,
l’antico castello dei Langravi, dove a1 principio del
secolo XIII avevano gareggiato i maggiori poeti del
medioevo germanico. Anche i1 Wartburgkrieg, la gara o
sfida poetica nella Wartburg, è metĂ storia e metĂ
leggenda che Wagner conobbe e riprese, inserendovi anche
personaggi di sua invenzione, dalla raccolta di saghe
germaniche dei fratelli Grimm e da E.T.A. Đťoffmann.
L’altra leggenda invece, quella di Venere e Tannhauser,
è ripresa dal compositore tedesco da un racconto di
Tieck, da una lirica di Heine e da una fiaba dei
fratelli Grimm. “Nel suo dramma Wagner congiunse al mito
eroico dell’amore perfetto l’immagine idealizzata della
poesia medievale tedesca e della sua spiritualitĂ , e
all’esaltazione dell’eros l’esaltazione dell’arte, così
completando una vicenda con l’altra” risultandone un
nuovo mito ottocentesco, un simbolo dell’amore assoluto,
combattuto tra sentimenti estremi, con la
trasfigurazione del dissidio nell’artista, ostacolato e
respinto dall’ipocrisia sociale e religiosa” (Serpa).
Così la storia di Tannhäuser si fissa nel dramma
romantico del poeta che oppone un ideale di perfezione
esistenziale alla falsitĂ delle regole di convivenza
comune. Per tutto ciò il Tannhäuser è uno dei drammi più
poetici e insieme piĂą classici che Wagner abbia creato.
Anche dal punto di vista della struttura, Tannhäuser è
innovativo: per la prima volta un’opera di Wagner non
suddivide l’opera in numeri chiusi ma in una
successione di scene composite anche se non si può
ancora parlare di unitarietĂ di struttura che
caratterizza invece le opere della maturitĂ wagneriana.
Tannhäuser
è rappresentata nella messa in scena ideata dal
regista tedesco Achim Thorwald che, dopo una
lunga esperienza come direttore di produzione del Teatro
di Friburgo, di Monaco, di Wiesbaden, è attualmente
direttore generale dell’Opera di Stato di Karlsruhe.
Alla realizzazione di questo spettacolo, che si basa su
un fortunato allestimento d’impianto tradizionale
giocato sulle simbologie della poetica wagneriana
collaborano l’assistente alla regia Christian Floeren
(scene), Ute FrĂĽhling (costumi), Gerd Meier
(luci) e Tuccio Rigano (coreografie).
La compagnia di canto
presenta nei ruoli protagonisti lo
statunitense Scott Mac Allister che, in
alternanza con Hendrik Vonk vestirĂ il ruolo di
TannhaĂĽser; Nancy Weissbach in alternanza con
Miranda Keys, quello di Elisabeth. Nella
compagnia artistica figurano anche Michael Eder
(Hermann), Heiko Trinsinger e Falko Hönisch
(Wolfram von Eschenbach)), Michael Heim (Walter
von der Vogelweide), Martin Kronthaler (Biterolf),
William Henry (Heinrich der Schreiber),
Christian Tschelebiew (Reinmarvon Zweter), Andrea
Baker e Patrizia Orciani (Venere), Camilla
Illegorg (un giovane pastore).
Completano la compagine
artistica Orchestra, Coro (istruito dal M°
Lorenzo Fratini), Corpo di ballo del Teatro Verdi
e la Civica Orchestra di Fiati “Giuseppe Verdi” – CittĂ
di Trieste. Dirige il M° croato Niksa Bareza
che ritorna al “Verdi” a pochi mesi dalla sua presenza
nella giuria del I° Concorso per direttori d’orchestra
dedicato dal Teatro Vetdi al M° Victor De Sabata. E
proprio al “Verdi” Baresa ha avuto il suo debutto
italiano nel 1988 alla direzione di una serie di
concerti sinfonici e poi, nel 1997, in “Vedova allegra”.
Artista di livello internazionale, per restare in campo
capo wagneriano, in Germania dal 2001° oggi ha diretto
sette volte l’intera Tetralogia.
Al “Verdi” di Trieste
Tannhäuser
sarĂ in scena il 7, 9, 10, 11, 13, 14, 17 e 18
aprile 2010 preceduto martedì 6 aprile alle ore
17.30 dalla prolusione all’opera curata dal
professor Franco Serpa,che è stato per
quasi trenta anni docente di Letteratura latina
nell’Università di Trieste ed è autore di saggi e libri
sulle musica e sulle poetiche musicali nel romanticismo
e nel decadentismo austro-tedeschi e sull’arte
drammatico-musicale del Novecento (in particolare su
opere di Strauss, Schönberg, Berg, Henze).
Informazioni e vendita:
Biglietteria del Teatro Verdi: 040/6722298-299
Trieste, 1 aprile 2010
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