
Teatro
Lirico
“Giuseppe Verdi”
Trieste
venerdì 22 gennaio
ore 20.30 A
sabato 23 gennaio
ore 17 S
domenica 24 gennaio
ore 16 D
martedì 26 gennaio
ore 20.30 C
mercoledì 27 gennaio
ore 20.30 B
venerdì 29 gennaio
ore 20.30 E
sabato 30 gennaio
ore 16 F |
ATTO PRIMO
Inghilterra 1587. Palazzo di
Westminster
La corte reale accoglie con gran giubilo
la regina Elisabetta I. Ella è ancora incerta se
accogliere la proposta di matrimonio del re di Francia
poiché in cuor suo è segretamente innamorata di Roberto
conte di Leicester. Il conte Giorgio Talbot tenta di
interessare benevolmente la regina verso Maria Stuarda,
regina cattolica di Scozia prigioniera nel castello di
Fotheringhay.
Ma si insinua Lord Gugliemo Cecil,
primo ministro e tesoriere di Elisabetta, contrario a
ogni grazia verso Maria, a suo parere pericolosa per la
stabilitĂ del trono inglese.
Elisabetta ha convocato anche
Leicester e al suo arrivo tenta di carpire, senza
successo, i sentimenti del conte.
Rimasto solo, Leicester si apparta
con Talbot. Nel colloquio si rivela il trasporto amoroso
che Leicester prova verso Maria; Talbot, da ciò
rassicurato, gli consegna una lettera di richiesta di
aiuto da parte della regina scozzese.
Al suo ritorno Elisabetta si rende
conto dell’imbarazzo di Leicester: severa, gli impone
delle spiegazioni e comprende che l’uomo tenta di
aiutare la sua rivale; comunque asseconda la richiesta
di fermarsi, nel corso della caccia, presso il castello
di Fotheringay.
ATTO SECONDO
Castello di Fotheringhay
Maria è in compagnia della fedele
nutrice Anna.
Nel parco del castello la natura le
ricorda la felice giovinezza in Francia. Giunge
Leicester, che convince la titubante Maria a incontrare
la regina d’Inghilterra, convinto che ella provi una
certa pietĂ per la triste situazione di Maria.
Le due donne si incontrano: in realtĂ
i loro sentimenti sono di odio reciproco.
Elisabetta è furente per le premure
di Leicester verso Maria; spietata, le ricorda le
infedeltĂ e la sospetta morte del marito Enrico.
Leicester, Talbot e Anna tentano
invano di calmare Maria, che infine, non riuscendo piĂą a
trattenersi, rinfaccia a Elisabetta la nascita
adulterina (figlia di Anna Bolena, seconda moglie di
Enrico VIII). Le sue parole dure e offensive cancellano
ogni possibilitĂ di riconciliazione.
ATTO TERZO
Appartamenti della regina Elisabetta.
Nel cuore di Elisabetta sorgono dei dubbi. Cecil
preme per la condanna a morte mentre Leicester tenta di
trovare qualche spiraglio. Ma queste iniziative irritano
Elisabetta, che infine firma la condanna.
A Fotheringhay, Maria, mentre ricorda
le offese ricevute e teme per Leicester, riceve Cecil
che giunge con la condanna regale. Con fermezza Maria
respinge l’ordine, che lei ritiene illegittimo, e
fieramente rifiuta il conforto di un sacerdote
protestante.
 Poi, rimasta sola, confida a Talbot i
suoi ultimi pensieri e i rimorsi per i delitti in cui
era rimasta coinvolta.
Maria, serena, è pronta ad affrontare
la morte. La nutrice Anna, Talbot e Leicester, commossi,
salutano per l’ultima volta la regina che, pronta al
supplizio, implora perdono per tutti i suoi nemici. |