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Argomento

Il Trovatore

Teatro Lirico
“Giuseppe Verdi”
Trieste
mercoledì 18 novembre
Serata di Gala
ore 20.30 A
venerdì 20 novembre
ore 20.30 B
sabato 21 novembre
ore 16 F
domenica 22 novembre
ore 16 D
martedì 24 novembre
ore 20.30 C
venerdì 27 novembre
ore 20.30 E
sabato 28 novembre
ore 17 S
 

Pordenone
Teatro Comunale
“Giuseppe Verdi”
mercoledì 9 dicembre
ore 20.15
giovedì 10 dicembre
ore 20.15

 

 

La vicenda si finge nella Spagna del xv secolo

 

Bozzetto di Alessandro Ciammarughi per le sceneATTO PRIMO.  IL DUELLO

Atrio  nel palazzo dell’Aliaferia

Ferrando, capitano della guardia del Conte di Luna, racconta ai suoi soldati quanto successo al castello piĂą di vent’anni prima: il loro signore, allora bambino, era stato stregato da una zingara  poi imprigionata e mandata al rogo per questo delitto. Una figlia della zingara aveva però rapito, per vendetta, il fratello infante del conte e sembrava  che lo avesse ucciso gettandolo sulla stessa pira.

Giardino del palazzo

La nobile giovane Leonora d' Aragona confida alla sua ancella Ines di non poter dimenticare il dolce canto  di uno sconosciuto trovatore, udito alla sua finestra.

Ora lo risente in lontananza ed esce dal castello per andare incontro al cantore. Ma si imbatte nel Conte di Luna, quasi scambiandolo nel buio  per il trovatore. Il Conte di Luna, che si stava recando da Leonora per dichiararle il suo amore, è furente di gelosia e intima al trovatore di svelarsi. Il giovane trovatore si chiama Manrico; il conte in lui riconosce un seguace del ribelle principe Urgel e lo sfida a duello.

 

 

Bozzetto di Alessandro Ciammarughi per le sceneATTO SECONDO. LA GITANA

Accampamento degli zingari.

Dopo il duello con il Conte di Luna, Manrico ripara in un accampamento di zingari sui monti della

Biscaglia. Qui la zingara Azucena, che egli ritiene sua madre, gli racconta del supplizio inflitto alla nonna dal padre del conte; nel racconto si commuove profondamente e quasi rivela che, nel dolore per la sorte della madre, ha confuso il bambino da gettare sulla catasta ardente. La zingara interrompe il racconto accorgendosi che involontariamente si sta tradendo. Manrico vuoi saperne di piĂą, ma Azucena non gli dĂ  ulteriori risposte significative. Intanto giunge la notizia che il Conte di Luna sta per conquistare la cittĂ  di Castellor e che Leonora, convinta di avere perso il suo trovatore,  ha deciso di prendere il voti. Manrico parte immediatamente alla difesa della cittĂ  e di Leonora.

Nei pressi della cittĂ  di Castellor

Il Conte di Luna si prepara a rapire Leonora. Ma all’arrivo dalla giovane sopraggiunge anche Manrico che impedisce al conte di portare a termine il suo piano. Grazie all’intervento di Ruiz e di altri seguaci di Urgel, Manrico e Leonora fuggono insieme.

 

Bozzetto di Alessandro Ciammarughi per le sceneATTO TERZO. IL FIGLIO DELLA ZINGARA

Accampamento del Conte Luna nei pressi della cittĂ  di Castellor

I soldati si accingono alla battaglia finale per la conquista della città e il conte è deciso a strappare Leonora all’odiato rivale.

Una zingara, arrestata mentre si aggirava intorno all’accampamento, viene  condotta innanzi al conte e Ferrando crede di riconosce il lei la ragazza che aveva rapito il fratello del conte. I sospetti sembrano confermarsi e il Conte infierisce sulla zingara condannandola al rogo quando la sente invocare il nome di Manrico.

Cappella nel palazzo della cittĂ 

Manrico dĂ  gli ultimi ordini per la prossima definitiva battaglia e si prepara alle nozze con Leonora. Ma Ruiz  lo avverte di quanto sta accadendo nell’accampamento nemico. Sconvolto il giovane  accorre subito in soccorso della madre.

 

Bozzetto di Alessandro Ciammarughi per le sceneATTO QUARTO. IL SUPPLIZIO

Palazzo dell’Aliferia e carceri

Il generoso tentativo di Manrico di salvare la madre fallisce. Egli viene rinchiuso con Azucena in una segreta e allo spuntare del nuovo giorno gli sarà mozzata la testa, per ordine del Conte di Luna. Leonora è decisa a salvare il suo amato e promette al conte che, se libererà i due prigionieri, si concederà a lui. Ma, per non mancare alla promessa con Manrico, decide di sacrificarsi e ingerisce un veleno.

Poi reca la notizia della prossima liberazione ma Manrico rifiuta la grazia, perchè ne ha capito il prezzo.

Nelle carceri intanto il veleno compie la sua tragica azione e Leonora muore, tra le braccia del trovatore.

Dimenticando la promessa fatta, il conte decide di giustiziare subito Manrico. Quando la sentenza è ormai eseguita Azucena gli rivela la terribile verità. Per errore, accecata dal dolore per la morte della madre, ella aveva messo sul rogo il proprio figlio: Manrico era il fratello

rapito del Conte di Luna. La vendetta di Azucena è finalmente compiuta.

   
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