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ALDO BRESSANUTTI

Pittore e incisore di notevole fantasia, abile evocatore di atmosfere, manifesta intensamente il proprio mondo poetico attraverso visioni ambientali, gravate dalla solitudine, che recano però l’impronta dell’uomo e ne fanno con prepotenza avvertire la presenza. Le vecchie case, gli interni spogli, le soffitte della povera gente sono i suoi ambienti privilegiati.
Nell’ultimo decennio ha esposto i suoi lavori in varie città italiane ed estere (Roma, Milano, Genova, Berlino, Toronto, Melbourne, Tenerife, Dusseldorf, Londra, Berna ed altre) conseguendo notevole successo. Le sue opere figurano presso Musei, collezioni di Enti e Associazioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.

(Da: “La Trieste di Aldo Bressanutti” – 1992)

“Aldo Bressanutti dipinge con antica minuzia e fantastica rielaborazione gli interni delle case, dove quotidianamente si forgia quel quid irripetibile di sapori, di odori, di gioia e di lacrime che ne rappresentano l’atmosfera e il vissuto. Delle case egli ama raffigurare anche gli esterni, raccolti in vicoli antichi affastellati di memorie, dipinti con un’instancabile attenzione al particolare, degna dei più noti vedutisti del passato. Le sottili e non appariscenti tensioni surrealiste di Bressanutti travalicano – come sempre in tale scelta stilistica – il reale per iper-rappresentarlo, andando a fondo e leggendo nell’animo degli oggetti, delle atmosfere, delle case spesso cadenti e un po’ sventrate del nostro passato. Per reinterpretarli infine secondo una luce e una tensione più nuova. Nel pittore concittadino la preziosa vena surrealista si riallaccia a un trascorso e fondamentale interesse per tale linguaggio artistico. L’esperienza autobiografica di un’infanzia povera, vissuta nel “mis mas”, o commistione, degli umili oggetti di uso quotidiano, influenza poi il pennello di Bressanutti orientandolo piuttosto verso una rappresentazione, ripetuta con ritmo infaticabile e molteplici soluzioni, di una sorta di archetipi, esplicitati anch’essi attraverso innumerevoli varianti. Tali elementi vengono rappresentati dall’artista con un sistema che ricorda il gioco delle scatole cinesi: il particolare di un’opera diventa per esempio a sua volta protagonista di un altro quadro, dopo essere stato accuratamente analizzato mediante lo schizzo, il disengo a matita o a penna e l’acquaforte.

Marianna Accerboni

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