CALENDARIO FONDAZIONE INFORMAZIONI CONTATTI BIGLIETTERIA TICKET ON-LINE IL TEATRO AFFITTO SALE

Ritorna alla Home Page

UFFICIO STAMPA GLI ALLESTIMENTI ARCHIVIO STORICO IL TEATRO E LA SCUOLA BANDI E AUDIZIONI SOSTIENI IL TUO TEATRO
Il passato
Il presente
Il futuro
I LABORATORI - La tradizione di Mario Rossi

Nei primi anni del ‘900 la scenografia era situata nella soffitta del teatro, come peraltro d’uso in tutti i teatri lirici dell’epoca.
L’ampiezza, pari all’incirca a quella della platea, la luminosità diffusa dagli abbaini ed il pavimento in tavolato di legno si prestavano bene a questa destinazione d’uso.
La gestione era di tipo familiare, i Rossi infatti avevano l’incarico di eseguire le scenografie per conto del teatro ed avevano una totale autonomia gestionale. Fino a non molti anni fa era presente una targa all’esterno del teatro con il nome dei Rossi.
Le scene, generalmente dipinte, erano realizzate su carta speciale, proveniente dalla Boemia. Solo più tardi si iniziò ad usare la tela che i Rossi si recavano a comprare personalmente presso un cotonificio di Gorizia.
Le “fortezzature” esterne ai fondali erano realizzate usando vecchie lenzuola ed asciugamani, unica soluzione, visti i tempi di guerra.
Di queste scene alcuni elementi sono presenti al Museo Teatrale “Carlo Schmid”.
Mario Rossi mentre dipinge un fondaleL’ultimo dei Rossi ad occuparsi di scenografia fu Mario, che per questa passione aveva abbandonato l’orchestra dove suonava il violino.
Egli diresse il laboratorio, prima sotto la sovrintendenza Sbisà, poi ancora fino all’epoca del mitico segretario generale Fulvio Gilleri.
L’unico dipendente in quel periodo era l’artista triestino Claudio Fuchs, pagato direttamente dai Rossi. Successivamente questi diventò Caposervizio dei laboratori.
Nel frattempo il numero dei dipendenti aumentò, vista la complessità degli allestimenti, fino ad arrivare negli anni ’70 a quattro scenografi : Fuchs, Calligaris, Perez e Grison, tutti ex allievi dell’ Istituto d’Arte triestino, che avevano fatto la “gavetta” nella ditta Sormani di Milano. Dal 2001 la direzione degli allestimenti scenici è curata da Pier Paolo Bisleri.
La tradizione di usare l’Istituto d’Arte locale come vivaio di futuri scenografi realizzatori è rimasta viva fino ad oggi.
E triestini sono alcuni tra i migliori realizzatori o direttori di scenografie private in Italia, come Silvano De Foregher al Regio di Torino, Lauro Crisman alla Fenice di Venezia, Claudio Toncinich alla Rubechini di Firenze, Luciano Visintin ancora a Firenze e Sergio Tavagna alla TRS di Oderzo.
Ad assistere gli scenografi un gruppo di sei “macinatori” (ora attrezzisti di scenografia), così chiamati perché alcuni decenni orsono le terre colorate erano prodotte in blocchi solidi che dovevano esser macinati per creare le tempere. Spesso gli scenografi facevano le loro prime esperienze in questo settore.
La falegnameria in quegli anni era situata lontana dal teatro in alcuni locali di via Udine.

Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" Trieste - P.Iva: 00050020320