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STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2006-2007
MANON LESCAUT - Argomento

ATTO PRIMO

Un vasto piazzale presso la Porta di Parigi, ad Amiens. A sinistra un’osteria con porticato e una scala estema che conduce al primo piano. Animato passeggio, all’imbrunire, di borghesi, popolani, sartine, soldati.
Edmondo, brillante studente, sta corteggiando con gli amici un gruppo di ragazze e canzona amabilmente Des Grieux che passa del tutto indifferente: non lo attrae il fascino femminile o è segretamente innamorato di una irraggiungibile beltà? Per troncare il motteggio Des Grieux dedica un galante madrigale alle ragazze e si allontana. Squilla la cornetta del postiglione e arriva la diligenza da Arras, intorno alla quale si affollano i curiosi. Fra i viaggiatori, scendono il sergente Lescaut, sua sorella Manon e il maturo Geronte de Ravoir, tesoriere generale dello stato. Des Grieux, subito attratto dalla bellezza di Manon, le si avvicina e le chiede il nome, rivolgendosi con accenti di commossa ammirazione, mentre Lescaut e Geronte salgono al primo piano, dando disposizioni all’oste per la sistemazione dei bagagli e per la cena. La fanciulla, conquistata anch’essa dalle espressioni gentili di Des Grieux, gli dice sommessa il nome e gli confessa la propria infelicità per essere costretta, dalla volontà del padre, a entrare in convento. Il giovane, con ardore, l’invita a ribellarsi al triste destino e, mentre Lescaut dalla locanda richiama la sorella, le dà appuntamento più tardi, quando sarà scesa la notte.
Escono intanto dalla locanda Geronte e Lescaut che, servile verso il ricco tesoriere, accetta il suo invito a cena dopo avergli raccontato i progetti della famiglia per Manon, cui dovrebbe arridere - insinua - un futuro più felice. Capita l’antifona, mentre Lescaut si mette a giocare a carte con un gruppo di studenti, Geronte chiama in disparte l’oste e, offrendogli una borsa di denaro, lo incarica di far venire entro un’ora, dietro l’albergo, una carrozza con cavalli veloci per volare, in compagnia di una fanciulla, verso Parigi. Edmondo, che ha ascoltato il colloquio, avverte Des Grieux che informa Manon, venuta all’appuntamento per l’ultimo saluto, della tresca ordita dal maturo ganimede. Così la persuade facilmente a fuggire insieme a Parigi con la carrozza ordinata da Geronte. Il colpo è presto fatto: ed Edmondo, irridente, annuncia a Geronte la fuga dei due innamorati. Lescaut cerca di confortare il vecchio libertino, fuori di sé per la rabbia di essere stato beffato, assicurandolo che ben presto Manon preferirà lui, con le sue ricchezze, allo studente squattrinato.

ATTO SECONDO

Un elegantissimo salotto in casa di Geronte, a Parigi.
Come Lescaut aveva previsto, Manon ha abbandonato lo studente povero e vive ora nel lusso più sfrenato col suo maturo protettore. Ma nel cuore ha un rimpianto per i pochi giorni felici trascorsi con l’amato Des Grieux, di cui chiede notizie al fratello, venuto a trovarla. Lescaut risponde che Des Grieux ignora dove ella si trovi e che cerca di arricchirsi col gioco, anche barando, per poterla riconquistare. Inizia intanto un interminabile  cerimoniale fra abilità di parrucchieri, cantanti che intonano madrigali, musici, lezioni di ballo cui partecipano Geronte, vecchi amici incipriati, abatini, mentre si servono rinfreschi e cioccolata. Frattanto Lescaut, per offrire un po’ di sollievo alla malinconia della sorellina, esce a cercare Des Grieux.
Si è fatto tardi per l’ora del passeggio e Geronte, con gli amici, lascia per poco Manon perché finisca di abbigliarsi intanto che lui va ad ordinare la lettiga.
Improvvisamente entra Des Grieux: Manon gli corre incontro in preda a grande emozione ma Des Grieux la respinge, rimproverandole il crudele abbandono, raccontandole i giorni disperati trascorsi nel ricordo di lei. Manon, inginocchiandosi, gli chiede perdono e ben presto avvince nuovamente il giovane con la sua seduzione. Geronte, rientrando, sorprende gli amanti abbracciati. All’ironia del vecchio ganimede per il suo comportamento da sgualdrina, Manon risponde con scherno prendendo lo specchio, piantandolo in faccia a Geronte e indicando Des Grieux, come a proporre un impossibile confronto. Geronte esce, minacciando la sua vendetta. Rimasti soli, Manon giura nuovamente fedeltà a Des Grieux, decisa a ritornare a vivere con lui, sia pure con qualche accenno di rammarico per il lusso che è costretta ad abbandonare. Giunge intanto precipitosamente Lescaut, sollecitando i due amanti a fuggire perché sta arrivando Geronte con le guardie. Nella gran confusione che si crea per cercare un’uscita sicura, Manon si attarda ad arraffare quanti più gioielli è possibile, perdendo tempo prezioso. Arrivano le guardie e, a un cenno di Geronte, arrestano Manon come ladra e prostituta. Des Grieux sguaina la spada per difenderla ma viene disarmato prontamente da Lescaut: se si fa arrestare, chi potrà mai salvare Manon?

ATTO TERZO

Piazzale del porto a Le Havre: una nave all’ancora, la facciata di una caserma, un portone chiuso davanti al quale passeggia una sentinella.
La notte sta per finire. Lescaut confida a Des Grieux di avere corrotto una guardia, che monterà fra poco, per liberare Manon, destinata con altre prostitute a popolare le Americhe. Dalla caserma esce il picchetto per il cambio della scolta. Lescaut scambia un rapido cenno con la sentinella complice, che s’allontana, poi picchia alle sbarre di ferro di una finestra al pianterreno della caserma: i vetri si aprono e appare Manon. Des Grieux si lancia verso l’amata e, nell’appassionato colloquio che segue, la rassicura che non l’abbandonerà e che si sta preparando la sua fuga: si tenga pronta alla porta del cortile quando i soldati faranno uscire le condannate.Mentre Manon si ritira dalla finestra, un colpo di fucile e grida di "Allarmi" risuonano all’interno. Accorre Lescaut annunciando che l’affare è fallito e cerca di trascinare via Des Grieux. Si raduna intanto davanti alla caserma una gran folla, mentre il cielo schiarisce nell’alba. Esce un sergente con un drappello di soldati che circonda le prigioniere, scende dalla nave il comandante con una squadra di marinai, si dà inizio all’appello. Man mano che sono chiamate, le donne si dirigono verso la nave fra i salaci commenti della folla. Ammirazione e commozione suscita invece la bella Manon, la quale, angosciata, dà l’estremo addio a Des Grieux che le si è avvicinato cautamente, eludendo la sorveglianza dei soldati. Quando viene scoperto e scacciato, borghesi e popolani tentano di proteggerlo, mentre il giovane strappa Manon dalle mani del sergente e le fa scudo col proprio corpo. Il trambusto richiama  il comandante della nave, davanti al quale Des Grieux erompe in una straziante implorazione, supplicandolo di assumerlo come mozzo per poter seguire in America la donna di cui è follemente innamorato. Il capitano acconsente fra l’entusiasmo generale.

ATTO QUARTO

Una landa sterminata.
Manon e Des Grieux, costretti a fuggire da New Orleans dove il giovane crede di aver ucciso in duello un suo rivale, vagano in un orizzonte senza confini, stremati per il lungo cammino, laceri, affamati. Manon è esausta per la febbre per la sete: prega Des Grieux di andare a cercare qualche soccorso e, nella solitudine, rievoca dolorosamente il proprio passato. Ritorna il giovane, disperato per non aver trovato segno di vita, una qualsiasi possibilità di aiuto. Manon sente avvicinarsi la morte, si stringe a lui che la sorregge con passione infinita, gli chiede perdono per tutto il male che gli ha procurato e invoca gli ultimi baci. Poi si spegne. Pazzo di dolore, Des Grieux cade svenuto sul corpo della donna adorata.

Tutte le immagini di questa pagina:
Adolfo Hohenstein (1854-1928), figurini per i costumi di
Manon Lescaut di Giacomo Puccini, in prima rappresentazione assoluta al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1893. Milano, Stampe Ricordi.

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