ATTO PRIMO
Un vasto
piazzale presso la Porta di Parigi, ad Amiens. A
sinistra un’osteria con porticato e una scala estema che
conduce al primo piano. Animato passeggio,
all’imbrunire, di borghesi, popolani, sartine, soldati.
Edmondo, brillante studente, sta corteggiando con gli
amici un gruppo di ragazze e canzona amabilmente Des
Grieux che passa del tutto indifferente: non lo attrae
il fascino femminile o è segretamente innamorato di una
irraggiungibile beltà? Per troncare il motteggio Des
Grieux dedica un galante madrigale alle ragazze e si
allontana. Squill
a la cornetta del postiglione e arriva
la diligenza da Arras, intorno alla quale si affollano i
curiosi. Fra i viaggiatori, scendono il sergente Lescaut,
sua sorella Manon e il maturo Geronte de Ravoir,
tesoriere generale dello stato. Des Grieux, subito
attratto dalla bellezza di Manon, le si avvicina e le
chiede il nome, rivolgendosi con accenti di commossa
ammirazione, mentre Lescaut e Geronte salgono al primo
piano, dando disposizioni all’oste per la sistemazione
dei bagagli e per la cena. La fanciulla, conquistata
anch’essa dalle espressioni gentili di Des Grieux, gli
dice sommessa il nome e gli confessa la propria
infelicità per essere costretta, dalla volontà del
padre, a entrare in convento. Il giovane, con ardore,
l’invita a ribellarsi al triste destino e, mentre
Lescaut dalla locanda richiama la sorella, le dà
appuntamento più tardi, quando sarà scesa la notte.
Escono intanto dalla locanda Geronte e Lescaut che,
servile verso il ricco tesoriere, accetta il suo invito
a cena dopo avergli raccontato i progetti della famiglia
per Manon, cui dovrebbe arridere - insinua - un futuro
più felice. Capita l’antifona, mentre Lescaut si mette a
giocare a carte con un gruppo di studenti, Geronte
chiama in disparte l’oste e, offrendogli una borsa di
denaro, lo incarica di far venire entro un’ora, dietro
l’albergo, una carrozza con cavalli veloci per volare,
in compagnia di una fanciulla, verso Parigi. Edmondo,
che ha ascoltato il colloquio, avverte Des Grieux che
informa Manon,
venuta all’appuntamento per l’ultimo
saluto, della tresca ordita dal maturo ganimede. Così la
persuade facilmente a fuggire insieme a Parigi con la
carrozza ordinata da Geronte. Il colpo è presto fatto:
ed Edmondo, irridente, annuncia a Geronte la fuga dei
due innamorati. Lescaut cerca di confortare il vecchio
libertino, fuori di sé per la rabbia di essere stato
beffato, assicurandolo che ben presto Manon preferirà
lui, con le sue ricchezze, allo studente squattrinato.
ATTO
SECONDO
Un
elegantissimo salotto in casa di Geronte, a Parigi.
Come Lescaut aveva previsto, Manon ha abbandonato lo studente
povero e vive ora nel lusso più sfrenato col suo maturo
protettore. Ma nel cuore ha un rimpianto per i pochi
giorni felici trascorsi con l’amato Des Grieux, di cui
chiede notizie al fratello, venuto a trovarla. Lescaut
risponde che Des Grieux ignora dove ella si trovi e che
cerca di arricchirsi col gioco, anche barando, per
p
oterla riconquistare. Inizia intanto un interminabile
cerimoniale fra abilità di parrucchieri, cantanti che
intonano madrigali, musici, lezioni di ballo cui
partecipano Geronte, vecchi amici incipriati, abatini,
mentre si servono rinfreschi e cioccolata. Frattanto
Lescaut, per offrire un po’ di sollievo alla malinconia
della sorellina, esce a cercare Des Grieux.
Si è fatto tardi per l’ora del passeggio e Geronte, con
gli amici, lascia per poco Manon perché finisca di
abbigliarsi intanto che lui va ad ordinare la lettiga.
Improvvisamente entra Des Grieux: Manon gli corre
incontro in preda a grande emozione ma Des Grieux la
respinge, rimproverandole il crudele abbandono,
raccontandole i giorni disperati trascorsi nel ricordo
di lei. Manon, inginocchiandosi, gli chiede perdono e
ben presto avvince nuovamente il giovane con la sua
seduzione. Geronte, rientrando, sorprende gli amanti
abbracciati. All’ironia del vecchio ganimede per il suo
comportamento da sgualdrina, Manon risponde con scherno
prendendo lo specchio, piantandolo in faccia a Geronte e
indicando Des Grieux, come a proporre un impossibile
confronto. Geronte esce, minacciando la sua vendetta.
Rimasti soli, Manon giura nuovamente fedeltà a Des
Grieux, decisa a ritornare a vivere con lui, sia pure
con qualche accenno di rammarico per il lusso che è
costretta ad abbandonare. Giunge intanto
precipitosamente Lescaut, sollecitando i due amanti a
fuggire perché sta arrivando Geronte con le guardie.
Nella gran confusione che si crea per cercare un’uscita
sicura, Manon si attarda ad arraffare quanti più
gioielli è possibile, perdendo tempo prezioso. Arrivano
le guardie e, a un cenno di Geronte, arrestano Manon
come ladra e prostituta. Des G
rieux sguaina la spada per
difenderla ma viene disarmato prontamente da Lescaut: se
si fa arrestare, chi potrà mai salvare Manon?
ATTO TERZO
Piazzale
del porto a Le Havre: una nave all’ancora, la facciata
di una caserma, un portone chiuso davanti al quale
passeggia una sentinella.
La notte sta per finire. Lescaut confida a Des Grieux di avere corrotto una
guardia, che monterà fra poco, per liberare Manon,
destinata con altre prostitute a popolare le Americhe.
Dalla caserma esce il picchetto per il cambio della
scolta. Lescaut scambia un rapido cenno con la
sentinella complice, che s’allontana, poi picchia alle
sbarre di ferro di una finestra al pianterreno della
caserma: i vetri si aprono e
appare Manon. Des Grieux si
lancia verso l’amata e, nell’appassionato colloquio che
segue, la rassicura che non l’abbandonerà e che si sta
preparando la sua fuga: si tenga pronta alla porta del
cortile quando i soldati faranno uscire le
condannate.Mentre Manon si ritira dalla finestra, un
colpo di fucile e grida di "Allarmi" risuonano
all’interno. Accorre Lescaut annunciando che l’affare è
fallito e cerca di trascinare via Des Grieux. Si raduna
intanto davanti alla caserma una gran folla, mentre il
cielo schiarisce nell’alba. Esce un sergente con un
drappello di soldati che circonda le prigioniere, scende
dalla nave il comandante con una squadra di marinai, si
dà inizio all’appello. Man mano che sono chiamate, le
donne si dirigono verso la nave fra i sa
laci commenti
della folla. Ammirazione e commozione suscita invece la
bella Manon, la quale, angosciata, dà l’estremo addio a Des Grieux che le si è avvicinato cautamente, eludendo
la sorveglianza dei soldati. Quando viene scoperto e
scacciato, borghesi e popolani tentano di proteggerlo,
mentre il giovane strappa Manon dalle mani del sergente
e le fa scudo col proprio corpo. Il trambusto richiama
il comandante della nave, davanti al quale Des Grieux
erompe in una straziante implorazione, supplicandolo di
assumerlo come mozzo per poter seguire in America la
donna di cui
è follemente innamorato. Il capitano
acconsente fra l’entusiasmo generale.
ATTO QUARTO
Una landa
sterminata.
Manon e Des Grieux, costretti a fuggire da
New Orleans dove il giovane crede di aver ucciso in
duello un suo rivale, vagano in un orizzonte senza
confini, stremati per il lungo cammino, laceri,
affamati. Manon è esausta per la febbre per la sete:
prega Des Grieux di andare a cercare qualche soccorso e,
nella solitudine, rievoca dolorosamente il proprio
passato. Ritorna il giovane, disperato per non aver
trovato segno di vita, una qualsiasi possibilità di
aiuto. Manon sente avvicinarsi la morte, si stringe a
lui che la sorregge con passione infinita, gli chiede
perdono per tutto il male che gli ha procurato e invoca
gli ultimi baci. Poi si spegne. Pazzo di dolore, Des
Grieux cade svenuto sul corpo della donna adorata.
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Adolfo Hohenstein (1854-1928), figurini per i costumi di
Manon
Lescaut di Giacomo Puccini, in prima
rappresentazione assoluta al Teatro Regio di Torino il
1° febbraio 1893. Milano, Stampe Ricordi.