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STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2006-2007
LA VOIX HUMAINE - SUOR ANGELICA - Argomento

Jean Cocteau, disegno per La voix humaine di Francis Poulenc.LA VOIX HUMAINE

Due amanti che decidono di lasciarsi per sempre, parlano per l’ultima volta al telefono. È il colloquio dell’addio.
Dei due, si sente solo la voce; lui, all’altro capo del filo, resta sempre invisibile agli spettatori, evocato solo dai silenzi che intervallano le frasi di lei, ora intensamente tenere, ora ricche di passione, altre volte violente e concitate.
Il dialogo talvolta si interrompe; ma nessuno dei due amanti ha il coraggio o la forza di troncare questa ultima, disperata conversazione che passa dalla finta indifferenza all’implorazione, dalla cupa disperazione del dubbio al dramma.
Alla fine, la donna, esausta, si abbatte sul letto, scongiurando l’amante di riattaccare l’apparecchio, e di troncare l’ultimo colloquio. Il dramma termina con la protagonista avvinghiata al ricevitore, l’ultima cosa che la lega al suo amore.


SUOR ANGELICA

Suor Angelica - Bozzetto per il costume di Pier Paolo Bisleri, disegnato da Chiara Barichello.Interno di un Monastero. È il tramonto: le suore sono in chiesa e cantano. Due converse e poi Suor Angelica, giungono in ritardo. Terminata la preghiera, le suore escono, sfilando daLa Badessavanti alla Badessa che le benedice e, in circolo intorno alla Suora Zelatrice ascoltano compunte e contrite consigli e lievi rimproveri. Si sparpagliano, poi, in giardino e nel chiostro per la loro breve ricreazione. Suor Angelica cura le piante e i fiori, mentre Suor Genoveffa richiama l’attenzione delle compagne sull’ultimo raggio di sole che viene ad indorare l’acqua della fontana. Le suore salutano con gioia il ripetersi del fenomeno che si manifesta solo tre sere all’anno nel mese di giugno e Suor Genoveffa propone di portare un secchio di quest’acqua dorata sulla tomba di una consorella, morta di recente. Suor Angelica ricorda che i morti non hanno più desideri; la Zelatrice aggiunge che neanche le suore ne dovrebbero avere. Ma qualche desiderio innocente non è peccato; Suor Genoveffa confessa di desiderare un agnellino, mentre Suor Dolcina gradirebbe qualche ghiottoneria. Suor Angelica, interrogata, risponde di non avere alcun desiderio; le consorelle, invece, sanno che essa si strugge di aver notizie della famiglia. Era nobile e ricca; si dice che sia stata rinchiusa in convento per punizione e da sette anni non ha più saputo nulla dei suoi. La Suora Infermiera viene a chiedere soccorso a Suor Angelica per una compagna che è stata punta dalle api; Suor Angelica, esperta di erbe medicinali, corre subito a cercare quanto La Cercatricepuò servire al caso. Tornano intanto, le due Suore Cercatrici col ciuco carico e consegnano le elemosine alla Suora Dispensiera, annunziando che davanti al Convento si è fermata una sontuosa carrozza. Suor Angelica è visibilmente turbata e, quando suona la campana del parlatorio, le suore pregano che la visita sia per lei. Infatti essa viene chiamata e la Badessa, invitandola a controllarsi, le comunica che è venuta a trovarla la Zia Principessa. La vecchia signora, solenne e inflessibile, invita la nipote a firmare un atto di donazione a favore della sorella minore che andrà sposa ad un gentiluomo disposto a passar sopra al disordine della famiglia. Superando il risentimento per la crudele severità della zia, Suor Angelica osa chiedere notizie di suo figlio, del bambino che ha appena visto e che le fu strappato quando venne mandata in convento a espiare la sua colpa. Con angoscia essa apprende che il piccino è morto e, rimasta sola, invoca disperatamente di morire presto anche lei per poter riunirsi al bimbo che non ha mai conosciuto la mamma. Quando le Suore rientrano dal cimitero in convento si unisce a loro, apparentemente calma. Più tardi esce dalla cella, coglie in giardino alcune erbe velenose, ne prepara un decotto e lo beve dopo aver dato un commosso addio alle compagne. Ma, appena compiuto il tragico gesto, è presa da terrore: invoca la Vergine di salvarla dalla dannazione, la scongiura di non separarla per sempre da suo figlio e di mandarle un segno del suo perdono. In un nembo di luce la Madonna appare conducendo il bambino verso Suor Angelica che muore tendendogli le braccia.

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