
COMUNICATO STAMPA
Don
Giovanni di Mozart al “Verdi”di Trieste
Dopo il grande successo
della Sonnambula di Bellini, il Teatro Lirico
“Giuseppe Verdi” di Trieste mette in scena dal 31
marzo fino al 7 aprile un altro capolavoro, il
Don Giovanni di Mozart, eterno simbolo della
ricerca della felicità terrena e dell’eros che
porta il protagonista a violare tutte le leggi della
morale fino al finale quando, dinnanzi al
soprannaturale, rifiuta di rinnegare le sue gesta
libertine.
L’allestimento proposto è
stato realizzato in collaborazione con la Fondazione “I
Teatri” di Reggio Emilia e la Fondazione Arena di Verona
dove ha debuttato con grande successo nell’aprile 2006
e dove rientrava in una produzione della trilogia
DaPontiana accanto a Così fan tutte e Nozze
di Figaro. I tre titoli, in tre diverse serate,
approfondivano sotto diversi punti di vista l’indagine
della natura umana secondo la particolare ottica laica
della vita che avevano Mozart e Da Ponte.
L’allestimento è del
regista Daniele Abbado che ha realizzato un’
ambientazione dell’opera Anni Cinquanta, in uno spazio
neutro, quasi un “non spazio”, così egli lo definisce,
“anticonvenzionale e illusorio”, non realistico senza
alcuna possibilità di riferimento concreto e
caratterizzato da un impianto scenico, ideato da
Gianni Carluccio
- autore di scene, costumi
e luci -, e costituito da una pedana inclinata e
quadrangolare girevole su cui singoli oggetti
caratterizzano le diverse azioni dello spettacolo. Nello
staff responsabile della messa in scena sono da citare
anche Luca Scarzella, responsabile della regia video,
Boris Stetka, regista collaboratore, Alessandra Sini,
assistente alle coreografie, Giada Palloni, assistente
ai costumi e Angelo Linzalata, assistente alle scene e
alle luci.
L’obiettivo del regista è
focalizzare la concentrazione dello spettatore
sull’ambiguità, che in Don Giovanni è “intrinseca
al protagonista” e costituisce il nucleo centrale
dell’opera: “c’è simpatia per il personaggio – afferma
Abbado – e insieme c’è la coscienza della sua
autodistruttività; e poi nel finale, c’è il sollievo
che nasce dal senso di giustizia e dal suo rispetto”.
Don Giovanni è l’opera infatti in cui è introdotto
il tema della morte e del soprannaturale: nella
realizzazione scenica di Abbado, il mondo dei vivi e
quello dei trapassati è quasi contiguo, separato da un
muro e anche la natura è “raggelata”, così che sul muro
vi sono foglie secche, bloccate come le si potrebbero
immaginare dopo un’esplosione atomica. L’allestimento
volutamente prosciugato e nudo trova un contrappunto
attraverso le proiezioni video ideate da Luca Scarzella
che riflettono ora situazioni che si svolgono sulla
scena, ora immagini oniriche, ecc.
Sarà questa l’occasione
per confrontarsi con una lettura dell’opera nuova e
interessante dopo 17 anni dall’ultima edizione di Don
Giovanni rappresentata al “Verdi” di Trieste. Di
lusso la compagnia di canto in cui figura, nel ruolo di
Don Giovanni, il baritono Nicola Ulivieri che proprio
per le sue pregevoli interpretazioni mozartiane è stato
insignito nel 2006 del premio Abbiati della critica
italiana. Si alternerà con Jean Francois Lapointe di cui
al “Verdi” di Trieste è stata molto apprezzata
l’interpretazione di Hamlet , nell’opera di Thomas.
Donna Anna sarà il soprano francese Annick Massis a cui
si alternerà la slovacca Adriana Kohùtkova. Don Ottavio
sarà Rainer Trost affermato tenore mozartiano di origini
tedesche in alternanza con l’argentino Juan Francisco
Gatell Abre. Tatiana Serjan, apprezzata interprete del
ruolo di lady Machbet al “Verdi” tre anni fa, e Irina
Muratbekova, originaria del Kazakistan, interpreteranno
il ruolo di Donna Elvira. Leporello sarà il veneziano
Lorenzo Regazzo in alternanza con il portoghese Josè
Fardilha. Il Commendatore sarà sostenuto dai bassi
Mauro Corna e Dmitri Ageew; Masetto, sarà Giampiero
Ruggeri. Infine, Alessandra Marianelli interpreterà il
ruolo di Zerlina in alternanza con Ivanna Speranza,
recente Lisa in Sonnambula al “Verdi”.
L’ Orchestra, il Coro
preparato dal M° Lorenzo Fratini, il Corpo di Ballo del
Teatro Verdi, completano il cast artistico che è
affidato alla bacchetta del M° Tomas Netopil, giovane
direttore di origine morava, che sta conseguendo anche
in Italia numerosi successi sia in campo sinfonico che
operistico.
Materiali e manifesti
relativi all’opera Don Giovanni, - che al
“Verdi” di Trieste conta in totale otto allestimenti
dalla “prima” del 1843 alla più recente del 1990 -,
saranno presentati nella mostra curata nella sala stampa
dal Civico Museo teatrale Carlo Schmidl.
Venerdì 30 marzo alle
ore 18 nella sala del Ridotto del Teatro
Verdi si terrà il consueto appuntamento con la
prolusione all’opera affidata per l’occasione al
musicologo fiorentino Daniele Spini.
Dopo le recite al “Verdi”
di Trieste, che si terranno il 31marzo, 1,3,4,5,6,7
aprile, l’opera sarà rappresentata il 15 e il 17
aprile al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di
Pordenone.
Trieste, 29 marzo 2007