ATTO PRIMO
Piazza del villaggio.
Il paese è in festa per le nozze di Amina,
figlia adottiva di Teresa la mugnaia, col ricco
possidente Elvino. Solo Lisa, proprietaria della
locanda, non partecipa all’allegria generale:
sperava infatti di essere lei la fortunata sposa di
Elvino e risponde scortesemente ai complimenti di
Alessio. Gli abitanti del villaggio affollano la
piazza e accolgono gioiosamente Amina che entra con
Teresa.
La fanciulla ringrazia commossa per le
manifestazioni d’affetto e il Notaio giunge
precedendo di poco Elvino. Davanti ai testimoni e al
Notaio, Elvino dà a Amina l’anello che apparteneva a
sua madre e le offre un mazzetto di fiori; invita
poi tutti i presenti al rinfresco che avrà luogo la
mattina seguente nel suo podere dopo la cerimonia
religiosa. Si sente uno scalpitar di cavalli e
l’attenzione dei presenti è attratta dall’arrivo di
un forestiero. È il Conte Rodolfo, figlio del
defunto signore del villaggio, che ritorna in patria
dopo molti anni di assenza e non è riconosciuto da
nessuno. Egli decide di pernottare in paese per non
intraprendere di notte la salita che conduce al
castello e Lisa gli offre alloggio nella sua
locanda. Il Conte è commosso nel rivedere i luoghi
dove ha trascorso l’infanzia, tutto gli sembra
bello, la grazia di Amina lo incanta ed egli le
rivolge garbati complimenti.
Intanto è calata la notte e tutti si dimostrano
impazienti di rientrare in casa, al forestiero che
chiede il perché di tanta fretta spiegano che il
villaggio è visitato da un fantasma.
Il Conte ritiene questa una sciocca superstizione e
segue Lisa nell’alberghetto mentre tutti si
allontanano.
Amina trattiene Elvino che si dimostra un poco
geloso delle attenzioni del forestiero per la
fidanzata. Ma la fanciulla presto lo rassicura e i
due si separano affettuosamente.
Una camera nella locanda.
Lisa viene a chiedere se il Conte è contento del
suo appartamento: il Sindaco ha rivelato l’identità
del viaggiatore e Lisa è molto lusingata di
ospitarlo. Anche Rodolfo non è malcontento di
essersi fermato e si permette qualche confidenza con
la bella locandiera, che non lo respinge. Un rumore
spaventa Lisa che si rifugia nella stanza accanto
lasciando cadere un fazzoletto. Dalla finestra entra
Amina in camicia da notte bianca: essa è sonnambula,
parla dormendo e crede di trovarsi con Elvino.
Rodolfo non sa se svegliarla o no, dapprima è
tentato di approfittare della circostanza, poi è
toccato dal perfetto candore della fanciulla e, per
non comprometterla, esce dalla finestra.
Amina si sdraia su un divano e continua a dormire.
Lisa che ha visto entrare Amina, corre ad avvertire
Elvino.
Intanto il Sindaco, Alessio e un gruppo di contadini
venuti a complimentare il Conte, trovano con
sorpresa Amina addormentata nella stanza di lui e
anche Elvino, che accorre incredulo accompagnato da
Lisa, è convinto dell’infedeltà della fanciulla.
Essa si sveglia al rumore, sbalordita e investita
dalle accuse di tutti.
Protestando la propria innocenza, si rifugia
piangente fra le braccia di Teresa, che le mette
sulle spalle il fazzoletto perso da Lisa e la
conduce via.
ATTO SECONDO
Bosco vicino al villaggio.
Un gruppo di contadini si dirige al Castello per
chiedere al Conte di convincere Elvino
dell’innocenza di Amina, se questo è il caso, o,
comunque, di compiere il suo dovere verso la
fanciulla. Anche Teresa vuol condurre Amina dal
Conte perché egli la giustifichi, ma vedendo
giungere Elvino le due donne si fermano e Amina
affronta Elvino cercando invano di persuaderlo della
sua innocenza. Elvino non si calma ed è ancora più
indignato quando i contadini ritornano dal castello
annunziando che il Conte sta venendo di persona a
rassicurarlo. Si rifiuta di vederlo e si allontana
disperato.
La piazza del villaggio.
Alessio protesta a Lisa il suo sincero affetto,
consigliandole di non fidarsi di Elvino che ha
deciso di sposarla solo per dispetto.
Ma Lisa è tutta felice di aver riconquistato Elvino
e tratta Alessio con disprezzo mentre riceve
soddisfatta i rallegramenti dei paesani. Elvino,
convinto dell’infedeltà di Amina, è disposto a
celebrare subito le nozze con Lisa ma è trattenuto
da Rodolfo che racconta come Amina sia entrata nella
sua stanza dormendo, senza rendersene conto.
Né Elvino, né gli altri credono a questa
spiegazione. Dal mulino esce Teresa pregando i
presenti di far silenzio perché, dopo tanto
piangere, la povera Amina ha finalmente preso sonno.
Vedendo Elvino e Lisa diretti in chiesa, essa mostra
a tutti il fazzoletto perso da Lisa in camera del
Conte. Lisa rimane confusa; il Conte non vuol
commentare l’accaduto, ma conferma a Elvino che
Amina è innocente. E questa volta gli increduli sono
costretti a prestargli fede: da una finestra del
mulino esce Amina e cammina sul tetto. Tutti restano
col fiato sospeso temendo di vederla cadere, ma
lentamente la fanciulla scende e arriva nel
mezzo della piazza. Essa parla a Elvino in sogno, si
inginocchia pregando il Cielo di renderlo felice con
la sua sposa e bacia piangendo il mazzolino di fiori
che egli le aveva regalato.
Commosso e convinto, Elvino le si avvicina e le
rimette al dito l’anello.
Svegliandosi Amina si trova fra Teresa e Elvino che
la abbracciano. Tutti si rallegrano e festeggiano
gli sposi.