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STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2006-2007
LA SONNAMBULA - Comunicato Stampa



COMUNICATO STAMPA

Al “Verdi” di Trieste da martedì 27 febbraio

RITORNA LA SONNAMBULA CAPOLAVORO DEL BELCANTO
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Più di dodici anni separano l’ultima edizione della Sonnambula, capolavoro di Vincenzo Bellini, dalla nuova messa in scena che sarà al “Verdi” dal 27 febbraio al 10 marzo prossimo, e 173 anni sono trascorsi dalla prima rappresentazione a Trieste  dell’opera che data 1834.  

Rappresentata la prima volta nel 1831 al Teatro Carcano di Milano, La Sonnambula è un  melodramma su libretto di Felice Romani  tratto da un balletto-pantomima di Eugène Scribe; fu scritta da Vincenzo Bellini in due mesi e debuttò con la grande Giuditta Pasta nel ruolo di Amina e di Giovanni Battista Rubini in quello di Elvino. L’opera rappresentò,  ancor più nel corso dell’Ottocento, l’ emblema del  genere idillico-pastorale  volto a celebrare  il mito di un’umanità innocente , dai sentimenti puri ed incorrotti ed ebbe numerosi epigoni nell’oleografia del tempo.

L’allestimento che il pubblico vedrà in questi giorni è una nuova edizione prodotta dalla Fondazione Arena di Verona  nel 2007 che ha debuttato al Filarmonico  lo scorso gennaio nella messa in scena di Hugo De Ana, uno dei più qualificati registi teatrali  del panorama internazionale.

E proprio la regia di De Ana è  il primo elemento di grande interesse di questo spettacolo. L’ambientazione della vicenda evoca  i paesaggi della  pittura dell’Ottocento  tedesco e in esso si muovono i personaggi in “una serie di tavole viventi di rara suggestione” che agiscono   in equilibrio tra idillio arcadico e visioni romantiche. Infatti l’opera si colloca nel momento del passaggio dall’Arcadia al nascente Romanticismo: un bivio tra passato e futuro in cui l’Arcadia, appunto “ è il tempo del passato, della melanconia, il tempo dell’infanzia”- come sostiene lo stesso De Ana -. Amina che vive in quest’Arcadia ideale ha una malattia moderna…. “Perché il sonnambulismo, -sostiene De Ana-  è il prodotto di una nevrosi” e la nevrosi è una malattia moderna. Il  sonnambulismo,  assieme al tema  della follia, caratterizzerà  poi molte eroine  dell’opera del Romanticismo italiano.

I  personaggi che si muovono sulla scena, non sono pura esteriorità, ma sono caratterizzati psicologicamente  con grande forza espressiva nelle infinite sfumature che si sviluppano dalla passione fino alla razionalità in una vasta gamma di sentimenti sempre al di fuori di ogni convenzionalità. De Ana, tende ad accentuare questa caratteristica preromantica dell’opera anche sul piano visivo, rendendo non tanto il tenero idillio della favola campestre   ma, attraverso l’utilizzo  delle nuove tecnologie, in un felice gioco di proiezioni luminose, piuttosto  la cupezza, i notturni, le tenebrosità tipiche di certa pittura dell’Ottocento. E’quasi come se l’opera,  che Bellini ambientò  in un ideale villaggio svizzero e che concepì come purezza incontaminata, idealizzazione  della “semplicità dello stato di  natura”, sia  turbata da una incombente misteriosa  minaccia della Natura.

Il regista argentino che è anche l’autore delle scene, dei costumi e delle luci, è assistito dal regista collaboratore Fabio Sparvoli, da  Leda Lojodice  per le coreografie e da Juan Guillermo Nova per le scene ed i costumi.

L’unità e la omogeneità musicale caratteristiche dell’opera saranno rese dalla sensibilità interpretativa  del Maestro francese  Patrick Fournillier, affermato direttore di fama internazionale alla sua prima apparizione sul podio del Teatro Verdi. Sotto la sua bacchetta, assieme all’Orchestra, al Coro preparato dal M° Lorenzo Fratini ed al Corpo di ballo del Teatro Verdi, si muoverà un eccellente cast di interpreti. La  tenera vocalità del personaggio di Amina sarà espressa da Eva Mei, artista eclettica che, oltre a svolgere un’intensa attività concertistica,  vanta un repertorio vasto che  include importanti ruoli belcantistici. E’ al suo debutto sul palcoscenico del “Verdi”.  

Si alternerà con Eglise Gutierres, apprezzata interprete del ruolo di Gilda in apertura della  stagione lirica del “Verdi”. Antonino Siragusa, già  interprete del ruolo  del Conte di Almaviva nel Barbiere di Siviglia del 2004, si alternerà nel ruolo di Elvino con il tenore argentino Dario Schmunck. Il signore del villaggio, il conte Rodolfo, sarà interpretato dal  baritono Giovanni Furlanetto, artista di cui il pubblico triestino ricorda la bella interpretazione dello stesso  ruolo nel lontano 1994 o, ancora più in là nel tempo, quella di  Leporello in un Don Giovanni del 1990. A Furlanetto si alternerà il polacco Rafal Siwek che in Italia ha debuttato nel 2005 in Bohème all’Arena di Verona. Il ruolo di Teresa è affidato a Dionisia Di Vico, quello di Lisa all’argentina Ivanna Speranza. Alessio sarà il  baritono triestino Nicolò Ceriani e infine il notaio  saranno Dax Velenich in alternanza con Francesco Cortese.

Allestita a cura del Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl, nella sala stampa al piano terreno del Teatro Verdi, sarà visitabile la mostra di manifesti e documenti delle varie edizioni di Sonnambula che a Trieste percorrono due secoli: dal 1834, anno in cui debuttò con la direzione del M° Giuseppe Farinelli, fino all’ ultima edizione del 1994, la  ventiseiesima.

Sabato 25 febbraio alle ore 18 nella Sala del Ridotto del Teatro Verdi il professor Mario Beghelli, docente al Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna, terrà la  prolusione all’opera che sarà analizzata sia sul piano musicale che su quello delle sue fortune.

La Sonnambula sarà in scena al Teatro Verdi di Trieste il 27 febbraio, l’1, 3, 4, 6, 8, 10 marzo e poi sarà rappresentata a Udine, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine il 22 marzo.

 

Trieste, 23 febbraio 2007

 

Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" Trieste - P.Iva: 00050020320