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Legenda illustrazioni
(dall'alto verso il basso):

Giuseppe Verdi (1853).

Litografia con il ritratto di Victor Hugo realizzata intorno al 1835.

Scuola di Jean e François Clouet, Triboulet. Disegno, 1530 c., Chantilly, Museo Condé.
Triboulet, buffone alla corte di re Francesco I di Francia, è il protagonista del dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo, fonte del libretto per Rigoletto di Giuseppe Verdi.

Jean Clouet, Ritratto equestre di Francesco I re di Francia. Firenze, Uffizi (1540 c.).
Il re protagonista del dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo, cui si ispira l’opera di Verdi, si identifica con quel sovrano.

Diego Velázquez, Don Diego de Acedo, "El Primo", buffone alla corte di Filippo IV di Spagna. Madrid, Prado.

STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2006-2007
RIGOLETTO - Argomento

Giuseppe Verdi (1853).ATTO PRIMO

Una sala del Palazzo Ducale, durante una festa. Il Duca di Mantova, giovane fatuo e libertino, passa di avventura in avventura, corteggiando le dame della sua corte, quali la contessa di Ceprano - sempre sorvegliata dal geloso marito - o inseguendo, sotto mentite spoglie, ragazze del popolo. Egli confida al cortigiano Matteo Borsa di essersi invaghito di un’ignota fanciulla che ogni domenica incontra in una chiesa. Frattanto un altro cortigiano, Marullo, reca la notizia che Rigoletto, il deforme buffone del Duca, ha un’amante, nascosta in una casa della città. Mentre la festa è nel suo pieno svolgimento, giunge il vecchio Conte di Monterone ad insultare il Duca che gli ha sedotto la giovane figlia: il Duca dà ordine di arrestare Monterone e Rigoletto si prende giuoco del vecchio, schernendolo atrocemente. Prima di essere afferrato dalle guardie, il Conte maledice sia il Duca sia il buffone che si è tanto vilmente burlato del dolore di un padre. Rigoletto resta colpito dalla maledizione.

Litografia con il ritratto di Victor Hugo realizzata intorno al 1835.Sulla strada di casa confinante con il Palazzo di Ceprano. La stessa sera, in una buia strada, il buffone ripensa alle parole di Monterone e trema, come presago di qualche sventura. Un brigante borgognone, Sparafucile, viene ad offrirgli la sua opera, qualora egli avesse bisogno di disfarsi di qualche nemico: Rigoletto lo congeda, ma domanda dove possa rintracciarlo, in caso di necessità. Ed ecco arrivare una fanciulla, Gilda, che si getta fra le braccia del buffone. Turbato da questi avvenimenti Rigoletto raccomanda alla figlia Gilda di non lasciarsi avvicinare da nessuno. Gilda, però, ha nascosto al padre che un giovane la segue da tempo, incontrandola ogni domenica al tempio. È infatti il Duca che, facendosi passare per un povero studente - Gualtiero Maldè - entra nel giardino non appena Rigoletto è uscito, e dichiara il suo amore a Gilda. Allontanatosi il giovane, dopo un appassionato colloquio con Gilda, la fanciulla si ritira, tutta felice, nelle sue stanze. Ma i cortigiani del Duca, convinti ch’essa sia l’amante di Rigoletto, hanno deciso di rapirla per vendicarsi di tutte le beffe crudeli del buffone. E sarà proprio Rigoletto, tornato sui suoi passi, che - credendo si tratti di rapire la contessa di Ceprano e all’uopo bendato dai cortigiani - reggerà la scala che permetterà ai ribaldi di penetrare nella sua casa e di rapire Gilda. Quando il buffone si accorgerà di essere stato beffato, sarà troppo tardi: imprecando alla maledizione di Monterone, Rigoletto cade a terra privo di sensi.

ATTO SECONDO

Scuola di Jean e François Clouet, Triboulet. Disegno, 1530 c., Chantilly, Museo Condé.Interno del Palazzo Ducale. Il Duca è fortemente agitato per la sorte dell’amata Gilda: tornato, infatti, nella casa della fanciulla, ha appreso ch’ella è stata rapita. Giungono i cortigiani a narrargli la burla che hanno ordito ai danni di Rigoletto; dalle parole dei dignitari, il Duca comprende che la donna rapita come amante del buffone è Gilda e, pieno di gioia, corre nella stanza dove i cortigiani l’hanno condotta. Rigoletto, intanto, si aggira per il palazzo, scrutando i volti e i gesti dei cortigiani per scoprire dove abbiano nascosto la sua figlia diletta. Naturalmente i cortigiani negano di aver rapito la fanciulla, ma l’arrivo del paggio della Duchessa, venuto a cercare il Duca per ordine della sposa di questi, fa comprendere al buffone dove il giovane signore si trovi e con chi. Disperato, si lancia contro i cortigiani reclamando la restituzione della figlia e supplicandoli di aiutarlo. Ad un tratto Gilda, sconvolta, esce dalle stanze del Duca e si getta piangendo fra le braccia del padre. Rimasta sola con lui, la fanciulla gli narra, piena di vergogna, l’accaduto: Rigoletto, fuori di sé per l’onta ed il dolore, giura di vendicarsi atrocemente. Il Conte di Monterone passa fra due guardie condotto alla prigione; Rigoletto gli grida che anch’egli sarà vendicato e, rivolto al ritratto del Duca, lancia contro di lui la sua maledizione; mentre Gilda - che nonostante tutto ama ancora l’uomo che l’ha ingannata e sedotta - tenta invano di calmarlo.

Jean Clouet, Ritratto equestre di Francesco I re di Francia. Firenze, Uffizi (1540 c.).ATTO TERZO

Una casa diroccata presso la sponda del Mincio. È la baracca dove abita Sparafucile con la sorella Maddalena. Rigoletto si è rivolto al sicario che, dietro compenso di venti scudi, ha promesso di sopprimere il Duca, attirato nella casa dalle grazie di Maddalena. Gilda, insieme col padre, spia dalla strada nell’interno della baracca e vede, con dolore, l’uomo che ella ama ancora, completamente dimentico di lei, fare una corte appassionata alla bella popolana. Rigoletto ordina alla figlia di indossare un abito maschile ch’egli ha preparato e di partire per Verona, dove la raggiungerà il giorno dopo. Allontanatasi Gilda, Rigoletto ricorda il patto a Sparafucile, consegnandogli metà del danaro. A mezzanotte tornerà per prendere il cadavere del Duca e gettarlo nel fiume. Ma Maddalena si è innamorata del giovane e supplica il fratello di non ucciderlo; il brigante, dopo breve esitazione, cede alle preghiere della sorella e decide di sopprimere al posto del Duca il primo Diego Velázquez, Don Diego de Acedo, "El Primo", buffone alla corte di Filippo IV di Spagna. Madrid, Prado.viandante che busserà alla locanda. Mentre il Duca si ritira per riposarsi nella stanza di Sparafucile, scoppia un violento temporale: Gilda, in abiti maschili, si avvicina alla casa ed ascoltando dietro la porta scopre i progetti della coppia. Pur di salvare la vita dell’uomo che ama, decide di sacrificarsi e bussa chiedendo asilo per la notte. A mezzanotte Rigoletto torna presso la casa e Sparafucile gli consegna un sacco, dove è chiuso il corpo dell’ucciso. Pregustando la gioia della vendetta, il buffone trascina il sacco verso il fiume, ma in quell’istante si ode in lontananza la voce del Duca che canta un’allegra canzone. Pieno di terrore, Rigoletto apre il sacco ed alla luce dei lampi appare il volto esangue di Gilda. Prima di spirare, la fanciulla chiede perdono al padre e lo supplica di perdonare il seduttore. Unita alla madre, ella pregherà per lui dal cielo. Quasi pazzo dal dolore e dal rimorso, Rigoletto cade svenuto sul cadavere della figlia.

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