ATTO PRIMO
N. 1 Preludio, Coro e Romanza
All’afflitto è dolce il pianto
Nella sala terrena del palazzo di Westminster le
dame della corte di Elisabetta I commentano la tristezza
della duchessa Sara di Nottingham, la quale seduta in
disparte legge un libro e piange disperatamente. Nella
vicenda di Rosamunda, amante di Enrico II Plantageneto,
la duchessa rivive la propria condizione di consorte
infelice.
N. 2 Scena e Cavatina
L’amor suo mi fe’ beata
Arriva la regina che, dopo aver salutato Sara e le
damigelle, si strugge nel ricordo della sua storia
d’amore per Roberto Devereux, conte di Essex. Il suo
antico amante sta tornando a Londra perché chiamato in
giudizio: è accusato di tradimento per aver trattato una
tregua con i cattolici irlandesi, nemici del regno.
Elisabetta è impaziente, spera di riannodare il legame,
pronta a difendere Roberto contro le gelosie di sir
Gualtiero Raleigh e le trame politiche di lord Cecil. Le
dichiarazioni d’amore di Elisabetta vengono
contrappuntate da reazioni mute e disperate di Sara: la
duchessa ama segretamente Roberto, nonostante sia
sposata con Nottingham.
N. 3 Gran Scena e Duetto
Un tenero core
Roberto entra in scena ed Elisabetta allontana la
corte. Tra le dame, Sara evita gli sguardi risentiti del
conte. Finalmente la regina ha modo di chiedere ragione
a Roberto della sua condotta in Irlanda. Il giovane
Essex giustifica la propria clemenza con il nemico,
ormai vinto e costretto all’impotenza. Roberto è offeso
per l’ingiusta accusa, che una volta provata lo avrebbe
condotto al patibolo. Elisabetta crede alle parole di
Devereux, ma gli ricorda che nessuno ha il potere di
condannarlo a morte: dopo la schiacciante vittoria su
Cadice, il conte ha avuto in dono dalla regina un anello
con le insegne regali. Tale gemma è un salvacondotto che
consente a Roberto di aver salve vita e libertà in
qualsiasi condizione. Ma Elisabetta non vuole sapere se Essex sia fedele alla corona; in realtà le interessa
conoscere la fedeltà sentimentale del conte nei suoi
confronti. Devereux, che in realtà è innamorato di Sara,
dissimula maldestramente i propri affetti, tanto da
provocare la reazione sdegnata della sovrana, che si
allontana minacciando di vendicarsi.
N. 4 Scena e Cavatina
Forse in quel cor sensibile
II duca di Nottingham viene ad accogliere il suo
fido amico d’un tempo, ma Roberto «respinto da ignoto
potere» rifugge l’abbraccio. Il nobile duca interpreta
il gesto di Roberto pensando ad un esito negativo
dell’incontro fra Essex e la regina. Ma l’inquietudine
di Devereux ha ben altre cause: quando Nottingham si
confida raccontando la tristezza e la muta disperazione
della sua consorte, Roberto riprende a sperare
nell’amore di Sara. Il duca viene chiamato a
sovrintendere al giudizio dei lord.
N. 5 Scena e Duetto
Il vero intesi?
Mentre Nottingham difende strenuamente le sorti
dell’amico, Roberto non trova di meglio che insinuarsi,
nottetempo, negli appartamenti di Sara. Vuole sapere
dalla sua ex amante perché abbia deciso di sposarsi dopo
la sua partenza da Londra, ma soprattutto vuol
conoscerne i sentimenti. La duchessa, turbata, racconta
di come Elisabetta l’abbia costretta alle nozze con
Nottingham. Nozze infelici, tuttavia: al termine del
loro chiarimento Sara rivela la sua non estinta passione
per Essex. Ma anche Sara è gelosa, conoscendo la storia
d’amore fra Roberto ed Elisabetta. Il conte consegna a
Sara l’anello donatogli dalla regina, per dimostrarle
che tale gemma non ha per lui alcun valore affettivo.
Sara ricambia il dono con una sciarpa da lei stessa
ricamata durante le veglie di disperazione. I due,
riappacificati, si salutano affettuosamente, facendo
voto di rinuncia ad un amore divenuto ormai impossibile.
ATTO SECONDO
N. 6 Introduzione
L’ore trascorrono
II coro dei cortigiani attende la sentenza, già
pronosticando la rovina di Essex.
N. 7 Scena e Duettino
Non venni mai sì mesto
Cecil comunica alla regina che la corte dei lord ha
emesso un verdetto di colpevolezza. Gualtiero chiede di
parlare in privato alla sovrana. Aspettando Roberto per
portarlo a palazzo, lo ha sorpreso per strada.
Perquisito, viene trovato in possesso di una sciarpa,
prova irrefutabile della sua presenza ad un convegno
amoroso. La regina è furente, e quando Nottingham viene
ad implorarla perché non promulghi la condanna, risponde
con un fiero diniego.
N. 8 Terzetto
Ecco l’indegno
Roberto viene condotto al cospetto della regina per
la sentenza. Elisabetta lo copre d’insulti, ed esibisce
la prova della sua mendacia: la sciarpa ricamata. Il
colpo di scena è doppio: Essex capisce di essere
spacciato, mentre Nottingham, riconoscendo la sciarpa di
Sara, comprende che la segreta amante di Devereux altri
non è che sua moglie. A Nottingham si svelano d’un sol
colpo l’infedeltà della consorte e il tradimento
dell’amico. Nottingham però non rivela ad Elisabetta
d’aver capito tutto. La regina vuole vendicarsi e così
chiede a Roberto di conoscere il nome della sua amante
in cambio della salvezza. Al rifiuto di Roberto,
Elisabetta firma la condanna.
ATTO TERZO
N. 9 Scena e Duetto
Non sai che un nume vindice
All’oscuro di tutto, Sara attende il ritorno di
Nottingham nei suoi appartamenti. Giunge invece un
soldato, compagno d’armi di Roberto, con una lettera del
conte. Dal carcere Essex chiede di poter riavere
l’anello, estrema possibilità di salvezza. Sara, pur
sapendo di suscitare l’ira e lo scandalo della corte, si
avvia in gran fretta verso Westminster per consegnare la
gemma direttamente alla regina. Ma Nottingham la
sorprende con la lettera in mano e, preso da furiosa
gelosia, fa rinchiudere la moglie nella stanza per
consentire al boia di eseguire la condanna.
N. 10 Scena ed Aria
Io ti dirò fra gli ultimi singhiozzi
Roberto attende trepidante l’arrivo del
salvacondotto, ma invece giungono le guardie che lo
conducono al patibolo. Il conte intona il suo struggente
addio alla vita, nella speranza di poter scagionare con
l’aiuto di Dio e degli angeli la sua amata Sara.
N. 11 Scena ed Aria finale
Vivi ingrato a lei d’accanto
Elisabetta, spentasi l’ira, è già pentita d’aver
emesso la condanna. Attende l’arrivo dell’anello per
sospendere la sentenza e salvare la vita di Roberto. Il
suo unico terrore è che Essex possa preferire la morte
piuttosto che mettere in pericolo la sua amante. Sara
però è riuscita a liberarsi, accorre trafelata e così,
consegnando l’anello, rivela di essere la segreta dama
amata da Essex. Dopo un istante di sconcerto, Elisabetta
ordina che Roberto sia immediatamente liberato. Un colpo
di cannone annuncia però l’avvenuta esecuzione.
Elisabetta si scaglia contro Sara per aver tardato, ma
irrompe Nottingham, che rivela fieramente di essere lui
la causa del ritardo, per desiderio di vendetta. Si
prepara così un finale tragico per tutti e tre i
protagonisti superstiti: Sara e Nottingham vengono
immediatamente portati ai ceppi, mentre Elisabetta
rinuncia al regno, sopraffatta dalla disperazione.