Dall’8 al 20 maggio
al “Verdi”di Trieste
ROBERTO DEVEREUX di Donizetti
per il penultimo appuntamento con la stagione lirica del
“Verdi” di Trieste
dirige il M° Bruno Campanella
Presentata nella celebre e storica messa in scena del
Teatro dell’Opera di Roma, così come fu ideata dallo
scomparso Alberto Fassini negli anni Ottanta e
disegnata dallo scenografo David Walker, l’opera
Roberto Devereux di Gaetano Donizetti, è
presentata a Trieste dall’8 al 20 maggio prossimo
ripresa dal regista Francesco Bellotto, direttore
del Centro di Studi Donizettiani di Bergamo.
Al
“Verdi” questo capolavoro donizettiano ritorna per la
prima volta dopo le rappresentazioni ottocentesche
nell’allora Teatro “Grande” del 1838 e 1841; mentre la
ripresa dell’opera in tempi recenti data 1964 con
l’interpretazione nel ruolo di Elisabetta di Leyla
Gencer e in seguito di Montserrat Caballé nei più
grandi teatri europei.
Roberto Devereux fa parte del trittico
donizettiano dedicato alle regine assieme a “Anna
Bolena” ed a “Maria Stuarda” ma, pur
riproponendo gli intrighi e le oscure suggestioni delle
altre due opere della trilogia, rappresenta
un’evoluzione di queste in senso drammatico, per
l’approfondimento del personaggio di Elisabetta la cui
gelosia e smania di vendetta sono presentate in chiave
più intimistica e disperata, rispetto agli altri due
personaggi femminili.
L’ambientazione del regista Francesco Bellotto,
come da progetto di David Walker,
suggerisce con sipari progressivi l’idea claustrofobica
della vicenda del libretto di Salvatore Cammarano, che
svolge il dramma in ambienti interni. Il disegno luci è
realizzato da Claudio Schmid, mentre i costumi di
Cristina Aceti riprendono l’iconografia storica
della corte di Elisabetta Tudor.
Strettamente
legata alle tragiche vicende umane del compositore che,
nel giro di un anno, resta disperatamente solo dopo aver
perso padre, madre, un figlio neonato e la moglie
Virginia, l’opera ruota intorno a tre oggetti, i tre
nodi proposti dagli autori: un anello, segno del legame
tra Elisabetta e Roberto; una sciarpa, segno del legame
coniugale tra Sara e Nottingham e una corona, simbolo
del legame tra una Regina e il suo Stato.
L’abbondanza di elementi di scena e di arredamento
risulterebbero superflui al regista, tale è la forza e
suggestione di partitura e libretto tanto che Bellotto
è portato quasi a nascondere il suo lavoro salvo la
presenza in scena di tre abiti della sovrana che, con i
loro colori, diventano tre simboli “svuotati” ed emblema
degli stati d’animo e del percorso di vita di
Elisabetta.
I quattro i protagonisti dell’opera, ad ognuno dei quali
Donizetti affida almeno un momento di grande intensità
patetica, sono dotati di pari dignità teatrale:
Elisabetta, Sara, Nottingham e Roberto Devereux sono
nobili d’animo e di sentimenti; tutti e quattro però,
in maniera tragicamente umana, tradiscono ignobilmente i
loro doveri. E tutto l’intreccio del dramma procede
verso un finale tragico.Perdono tutti: muoiono Roberto,
Sara e Nottingham e alla regina Elisabetta spetta forse
un destino ancora più amaro: deve “lasciare dietro sé
tutta se stessa: dismette i panni di donna rinunciando
ad amare, spoglia l’abito di tutore della legge
contraddicendo le proprie sentenze, e infine si sveste
anche della corona, abdicando”…
Per questa edizione di grande appeal di
Roberto Devereux, sul podio del “Verdi” sale il M°
Bruno
Campanella considerato a livello internazionale uno
dei più prestigiosi interpreti del repertorio operistico
italiano e in particolare, da profondo conoscitore dello
stile belcantistico, eccellente interprete delle opere
di Rossini, Bellini e Donizetti. Il M° Campanella
ritorna a Trieste dopo diciott’anni per guidare un cast
in cui spiccano prestigiosi artisti. La figura di
Elisabetta, nella nuova luce in cui la pone Donizetti,
basata su una ricerca espressiva a cui corrisponde
un’impervia vocalità, virtuosistica e dolente allo
stesso tempo, sarà impersonata da due soprani in
alternanza nel corso delle recite: Nelly Mericioiu
artista rumena dalla prestigiosa carriera
internazionale e Darina Takova, affermata
interprete di un vasto repertorio che spazia dal
barocco a Mozart, da Rossini a Donizetti, a Puccini e
Verdi. Interpreti del ruolo protagonista di Roberto
Devereux, sono in alternanza Roberto Aronica che
ritorna, gradito ospite per il pubblico del “Verdi”,
dopo il successo dell’inaugurazione della stagione in
“Ernani” e Roberto De Biasio, tenore di origini
siciliane interprete dei più importanti ruoli tenorili
romantici.
Laura Polverelli
e Francesca Provvisionato si alterneranno nel
corso delle recite nel ruolo mezzosopranile di Sara e i
baritoni Roberto Servile e Paolo Rumetz in
quello del Conte di Nottingham. Nel cast anche
Saverio Bambi (Lord Cecil), Slavko Sekulic
(Sir Gualtiero Raleigh/ un famigliare di Nottingham) e
Seon Young Pak ( un paggio).
Completano la compagnia artistica l’Orchestra e il Coro
del Teatro Verdi preparato dal M° Lorenzo Fratini.
Nei giorni immediatamente precedenti e alla “prima”
saranno realizzate le riprese dello spettacolo che
assieme ad interviste e backstage costituiranno il
contenuto di una puntata -interamente dedicata al
“Verdi” di Trieste - del programma intitolato“Il Paese
del belcanto” di prossima uscita sui canali tv di Rai
International.
Lo spettacolo sarà in scena a Trieste l’8, 13, 14,
15, 17, 18, 20 maggio 2008 e poi il 30 maggio
2008 al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone. E’
preceduto dalla prolusione all’opera che si terrà
martedì 6 maggio alle ore 18 nella Sala del Ridotto
del “Verdi” e vedrà la conversazione della musicologa e
critico musicale Franca Cella che nella sua
carriera ha dedicato molto impegno proprio a Gaetano
Donizetti. Venerdì 16 maggio alle ore 18 nella
stessa sede si terrà l’incontro con gli artisti della
compagnia di Roberto Devereux.
Trieste, 2 maggio 2008