CALENDARIO FONDAZIONE INFORMAZIONI CONTATTI BIGLIETTERIA TICKET ON-LINE IL TEATRO AFFITTO SALE

Ritorna alla Home Page

UFFICIO STAMPA GLI ALLESTIMENTI ARCHIVIO STORICO IL TEATRO E LA SCUOLA BANDI E AUDIZIONI SOSTIENI IL TUO TEATRO
STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2007-2008
I PESCATORI DI PERLE - Il Comunicato Stampa

Il Comunicato Stampa de I Pescatori di Perle in PDFAl “VERDI” DI TRIESTE DAL 18 AL 30 MARZO
AL “GIOVANNI DA UDINE”  DI  UDINE IL 6 APRILE

I “I PESCATORI DI PERLE” di BIZET
DEDICATA  A GIUSEPPE DI STEFANO

C’è attesa e interesse per il prossimo titolo in cartellone al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste: I Pescatori di Perle di Georges Bizet. L’attesa è connessa  ai trent’anni che ci separano  dalla precedente  edizione dell’opera e cioè da quando nel  marzo 1978 andò in scena con la regia di Beppe De Tomasi, la direzione di Gianfranco Masini e  la partecipazione di Alfredo Kraus nel ruolo di Nadir. L’interesse è confermato anche dalla presenza prevista della critica  musicale di diverse testate e della Rai nazionale che riprenderà le fasi più importanti delle prove prima del debutto,  per la prossima messa in onda in una puntata della trasmissione televisiva “Prima della Prima” su Rai Tre.

L’opera I Pescatori di perle è dedicata al tenore Giuseppe Di Stefano, recentemente scomparso, a cui la Fondazione lirica triestina vuole rendere omaggio  anche con mostra allestita nella sala stampa al piano terra del Teatro curata dal Civico Museo Carlo Schmidl, in considerazione delle diverse presenze del grande artista sul palcoscenico del “Verdi” dove ha debuttato proprio in Pescatori di Perle per la prima volta nel gennaio 1947 a fianco di  Alda Noni  e che  ha cantato successivamente al Castello di San Giusto nel luglio 1953. Di Stefano al “Verdi”  di Trieste si è inoltre esibito, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in alcuni ruoli che sono stati tra i suoi grandi cavalli di battaglia: Werther, Des Grieux e Cavaradossi.

Frederic ChaslinI Pescatori di perle ( Les pêcheurs de perles) di Georges Bizet  è presentata  in lingua originale con sopratitoli, in un nuovo allestimento  realizzato dai laboratori della Fondazione triestina l’opera è affidata alla direzione musicale del M° Frederic Chaslin, apprezzato interprete del repertorio francese e al “Verdi” protagonista di uno dei più interessanti concerti della stagione sinfonica 2007 in cui si è esibito anche al pianoforte interpretando il duplice ruolo di direttore e solista  nel Concerto in sol magg. di Ravel.

Quest’opera di Bizet è stata ingiustamente trascurata rispetto a Carmen il suo capolavoro tanto che, dopo il successo iniziale della prima rappresentazione assoluta al Théâtre Lirique di Parigi tenutasi il 30 settembre 1863  e una prima serie di repliche, cadde rapidamente nell’oblio anche a causa dello scarso successo ottenuto tra i critici francesi. I Pescatori di perle  hanno invece una loro dignità artistica peculiare e riesumati dall’editore Sonzogno che riproposero l’opera anche al pubblico francese in occasione dell’Esposizione Internazionale, assursero ad una significativa fama anche grazie  all’interpretazione di  alcuni grandi interpreti del ruolo di Nadir in cui si sono cimentati tenori dalla eccezionale caratura vocale come Caruso, Gigli, De Lucia e Tagliavini..

Artefice della  nuova  messa in scena è il raffinato regista Fabio Sparvoli che assieme allo scenografo Giorgio Ricchelli, alla costumista Alessandra Torella, al coreografo Jacopo Nannicini, al lihght designer Vinicio Cheli e all’assistente alla regia Barbara Di Lieto, ha curato un’ambientazione nuova dell’opera, pur nel rispetto dell’atmosfera culturale francese improntata all’esotismo della prima metà dell’Ottocento che indusse Bizet  ad  ambientarla nell’isola di Ceylon.  L’Oriente infatti, su cui molto si fantasticava in quello scorcio di secolo soprattutto in Francia, fa da sfondo fascinoso ed avvolgente ad una storia d’amore che il regista definisce “ tutto  sommato banale, …dove il classico triangolo  amoroso acquista tinte inusitate“ in quanto non si capisce bene verso chi è rivolto il senso di gelosia di Zurga, il capo del pescatori, se verso Nadir, un pescatore, o verso Leila, la sacerdotessa. Il  tema della vergine sacra a cui l’amore terreno è vietato pena la morte, è un topos  comune: se non altro richiama alla mente Norma di Bellini e la Vestale di Spontini. Ma  il topos dell’amicizia virile, anch’esso così diffuso nell’Ottocento musicale e che in quest’opera di Bizet è rappresentato dall’affettività che lega Nadir a Zurga,  è decisamente più marcato, tanto da costituire un nodo drammatico più importante del legame amoroso tra Nadir e Leila.  La qual cosa peraltro giustifica ancor più l’ambientazione orientaleggiante che consente  di  esorcizzare un tema scabroso ambientandolo “altrove” come in Oriente appunto, mondo  inferiore e lontano dall’ “avanzato”  Occidente. 

Si tenga anche conto che l’opera  nasce in un particolare momento storico in cui in Francia  vige il Grand Opera e il repertorio italiano che ha tanto influenzato Bizet. Siamo vicini alla rivoluzione industriale, al 1889 anno della Esposizione Internazionale di Parigi  e all’avanzata di un nuovo mondo che spazzerà via  il secolo precedente, ormai agonizzante. La nuova civiltà industriale ne risparmierà solo poche tracce del pensiero e del vivere. La messa in scena di Sparvoli tende ad esaltare questa agonia in quanto lo spettacolo è pervaso da questo senso di disfacimento, di abbandono. “E’ in fondo un mondo che non crede più in se stesso  - sostiene Sparvoli -  e non  a caso un grande fuoco, segno di antiche ritualità ma allo stesso tempo di purificazione catartica, lo cancellerà per lanciare, nell’alba del nuovo secolo, l’uomo nuovo.

Annick MassisI Pescatori di perle è un’opera di grande impegno vocale a cui sono chiamati interpreti di classe a partire dal personaggio di Leila, la cui vocalità di soprano lirico esalta la qualità timbrica dell’interprete. E’ affidato ad Annick Massis, considerata uno dei più grandi soprani di coloratura, molto apprezzata anche per la sua versatilità e più volte impegnata in questo ruolo interpretato recentemente anche alla Fenice di Venezia.  Ritorna sul palcoscenico del Verdi dopo la recente ottima prova in Don Giovanni nel ruolo di  Donna Anna. Si alternerà con il soprano argentino Virginia Wagner, al suo debutto a Trieste ma già apprezzata interprete dei ruoli  di Fiordiligi, Pamina, Micaela, Musetta e Cio Cio San. Il ruolo di Nadir, tradizionalmente affidato a tenori leggeri a cui è soprattutto richiesta una grande padronanza tecnica dell’emissione vocale per la tessitura acuta della famosa romanza “Je crois entendre ancore”, sarà interpretato da Celso Albelo, originario delle Canarie e formatosi a Madrid, già interprete a Trieste del ruolo di Ernesto in Don Pasquale. In Italia, ha recentemente cantato a Verona e Bari in Sonnambula; a Torino in Falstaff ;  a Roma nella Figlia del reggimento e Guillaum Tell. Si alternerà con Marc Laho, recente  interprete del ruolo di Piquillo nella Périchole andata in scena nell’edizione 2007 del Festival Internazionale dell’Operetta. Di grande impegno anche  la vocalità di Zurga, baritono di frequente impegnato nel registro acuto. Il ruolo è affidato a Pierre-Yves Pruvot, recentemente applaudito interprete   del personaggio di Kyoto in Iris di Mascagni.  Infine, il ruolo di Nourabad sarà interpretato dal basso triestino Alessandro Svab. Completano il cast artistico l’Orchestra, il Coro istruito dal M° Lorenzo Fratini e il  Corpo di Ballo  del Teatro Verdi.

Lo spettacolo sarà in scena al “Verdi” il 18,19,20,26,28,29,30 marzo. Il 6 aprile 2008  sarà al Teatro Nuovo Giovanni da Udine di Udine.  A corollario dello spettacolo, il “Verdi” organizza, come consuetudine, l’incontro  aperto al pubblico per la prolusione all’opera del prof. Quirino Principe  che si terrà venerdì 14 marzo alle ore 18 nella Sala del Ridotto del Verdi  che ospiterà poi l’incontro con gli artisti della  compagnia di Pescatori di perle in programma lunedì 17 marzo alle ore 18.

Trieste  12  marzo 2008

Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" Trieste - P.Iva: 00050020320