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STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2007-2008
IRIS - Il Comunicato Stampa

Il Comunicato Stampa di Iris in PDFIl M° Nello Santi sul podio del “Verdi”
dirige “IRIS” di Mascagni

Nell’allestimento  realizzato dalla Fondazione triestina in coproduzione con il Teatro Goldoni di Livorno e il Petruzzelli di Bari,  andrà in scena martedì 12 febbraio prossimo “IRIS”, l’opera  di Pietro Mascagni che il Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”ha inserito nel cartellone lirico dopo un’assenza di più di trent’anni. L’opera è musicata sullo splendido libretto di Luigi Illica, e ambientata in un Giappone da favola e da sogno, così come era  nella moda dell’epoca, affascinata dall’esotismo. Ma dall’Estremo Oriente Mascagni traeva “suggestioni di colori, suoni e parole”,  a differenza di Puccini che poco più tardi  di quello stesso Giappone coglieva invece  suoni, spunti e temi autentici ed originali e studiati con cura.   
 
“IRIS” narra la storia di una fanciulla che viene rapita da Kyoto, tenutario di un bordello, e da Osaka, uomo ricco, capriccioso e gaudente. Esposta nella casa di piacere, in un quartiere a luci rosse di Tokyo IRIS viene riconosciuta dal padre che, ignaro del suo rapimento, la svergogna e maledice. La fanciulla per il dolore si suicida gettandosi in una discarica. Nella morte viene baciata dal Sole che trasforma il suo corpo nel fiore omonimo. Questo l’intreccio  cupo, ambiguo e  soffocante che, nella messa in scena di Federico Tiezzi viene sintetizzato ed equiparato ad un fumetto Manga, privilegiando così lo spirito simbolista che pervade tutta l’opera  e liberandola dal più superficiale decorativismo liberty  tipico dell’epoca. La ricerca di Tiezzi, che per questa messa in scena  ha avuto il plauso e la stima degli eredi della Famiglia Mascagni, va ad approfondire la psicologia dei personaggi  allo scopo di evidenziare la modernità  del dramma completamente sottratto alla lettura puramente favolistica.
 
Lo spettacolo, ripartito in tre atti,  è ambientato nel primo atto in campagna, con la protagonista che vive in un mondo di favola: d’impianto tradizionale, si ispira al teatro Kabuki; il secondo è ambientato nella contemporaneità, in una città moderna; il terzo è pienamente espressionista,  buio e pieno di simboli e si conclude con il Sole  che spazza via le tenebre e con la rinascita dopo la morte, emblemizzata dalla trasfigurazione di Iris  nel fiore che porta il suo stesso nome.  
 
Affiancato da un team molto affiatato formato dallo scenografo Pier Paolo Bisleri, dalla costumista Giovanna Buzzi, dal coreografo Virgilio Sieni, dal light designer Iuraj Saleri e dall’ assistente Francesco Torrigiani,  Federico Tiezzi  ha scelto un’impostazione registica che impegna i cantanti  ad un maggiore coinvolgimento teso  a dare espressione a  personaggi fortemente delineati oltre che molto preparati vocalmente. Nel cast spiccano nel ruolo di Iris,  i nomi di   Adriana Marfisi, artista già affermata internazionalmente e al suo debutto sul palcoscenico del “Verdi”, e  Sun Xiu Wei  apprezzata soprattutto per le sue interpretazioni pucciniane;il coreano Sung Kyu Park e in alternanza, il tenore calabrese Francesco Anile interpreti del ruolo di Osaka; i baritoni Pierre-Yves Pruvot e Gezim Mjshketa, entrambi al loro debutto a Trieste per il ruolo del sensale Kyoto.   Il ruolo del  padre cieco è affidato al polacco Gregor Rozycki anche lui per la prima volta  al “Verdi”e a Manrico Signorini che  ha già  rivestito questo ruolo nella rappresentazione livornese dello spettacolo. Completano il cast  Seon Young Pak (una geisha), Gianluca Bocchino (il cenciaiuolo) e Giuliano Pelizon e Dax Velenich (il merciaiuolo e un cenciaiuolo).
 
A questi artisti della compagnia di canto è delegato l’impegno di misurarsi con una partitura  giocata su continui passaggi  dai toni centrali agli acuti, ricca di invenzioni musicali (incluso un coro a bocca chiusa  precedente a quello pucciniano)  decisamente  arduo ma facilitato dalla guida  esperta della bacchetta del M° Nello Santi, considerato uno dei direttori più prestigiosi in tutto il mondo. Particolarmente attento nel concertare il palcoscenico e la compagine orchestrale. Il M° Nello Santi è per la prima volta sul podio triestino, “rubato” agli impegni internazionali per questa esibizione che rientra nella sua speciale capacità interpretativa e conoscenza del repertorio verista  che con il repertorio verdiano, l’ha reso  celebre e onorato in tutto il mondo,  ambasciatore del melodramma italiano a livello internazionale.
 
Oltre all’Orchestra e al Corpo di Ballo del Teatro Verdi, grande impegno è richiesto nello spettacolo al Coro - preparato anche questa volta dal M° Lorenzo Fratini - a partire dal famoso “Inno del Sole”che apre e chiude l’opera.
 
Come di consueto, a latere degli spettacoli che si svolgeranno il 12, 13, 14,16,17,19 e 20 febbraio,
sarà allestita a cura dal  Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” nella sala stampa al pianoterra del Teatro,  la mostra sulle precedenti edizioni di IRIS al “Verdi”. Cinque infatti sono state le messe in scena dell’opera a partire dall’edizione del 1901 con protagonista Fausta Labia. Altre edizioni hanno fatto seguito nel 1906, 1925, 1947 (con la direzione del M° Antonino Votto) e infine  nel 1977 (con la direzione del M° Maurizio Arena e la partecipazione di Leo Nucci nel ruolo di Kyoto). 
 
Trieste, 8 febbraio 2007

Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" Trieste - P.Iva: 00050020320