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STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2007-2008
IL TURCO IN ITALIA - Il Comunicato Stampa

Il Comunicato Stampa del Turco in Italia in PDFIl 2008 al ”Verdi” si apre con
 Rossini e il “Turco in Italia”

Dopo il grande successo dei primi tre titoli del cartellone 2007-2008, venerdì 11 gennaio andrà in scena al Teatro Verdi di Trieste Il Turco in Italia, dramma buffo in due atti su libretto di Felice Romani e musica di Gioachino Rossini. Assente dalla programmazione artistica della Fondazione triestina dal 1995, la messa in scena di questo capolavoro è molto attesa sia per la qualità e il livello artistico dello spettacolo sia perché, pur essendo costantemente presente nella programmazione dei più prestigiosi teatri europei, mancava al Teatro Verdi dal 1995.

Rappresentata per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala nel 1814, l’opera non ebbe un immediato successo, al confronto con gli altri tre capolavori del Rossini autore “buffo” e cioè L’Italiana in AlgeriIl barbiere di Siviglia e la Cenerentola. Si dovette attendere gli anni Cinquanta del Novecento per vedere il Turco in Italia valorizzato, entrare cioè nei repertori dei più importanti teatri italiani, grazie anche al fondamentale apprezzamento e opera di divulgazione effettuata dal M° Gianandrea Gavazzeni, da Vittorio Gui e soprattutto grazie all’ interpretazione  di Maria  Callas del personaggio di Fiorilla, dapprima sulla scena e poi  in incisione discografica.

A monte dell’iniziale scarso apprezzamento del Turco in Italia al tempo del suo debutto, ci sono varie motivazioni tutte legate al fatto che a quei tempi apparve come un’opera che sfuggiva agli schemi convenzionali del teatro comico e profondamente innovativa sotto vari punti di vista. Nel Turco in Italia Rossini abbandona infatti la comicità assoluta e ossessiva  di Italiana in Algeri, per lasciare spazio ad una più raffinata commedia di costume, con soluzioni drammaturgiche inedite e una nuova armonia tra libretto e musica che rendono questo lavoro una delle  opere buffe più eleganti e nuove del mondo musicale che chiude il clichè della “turcheria”, delle peripezie e del grottesco.

Inoltre, l’idea di portare in scena  la geniale e moderna invenzione del personaggio/poeta Prosdocimo, deus-ex-machina della vicenda, che cerca nella vita reale  i personaggi per un suo lavoro teatrale, è una straordinaria novità - da alcuni critici accostata a soluzioni di  drammaturgia pirandelliana ante litteram- che al pubblico di allora poteva risultare incomprensibile ma che consente di osservare, commentare, orientare la trama in divenire sulla scena in un gioco di cinismo e di relazioni spinto fino al paradosso della finzione e della astrazione: una sorta di metateatralità assolutamente moderna per quei tempi.

La messa in scena  è di Antonio Calenda, direttore del Rossetti, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 1995 e regista dall’intensa attività: ha firmato più di cento spettacoli prediligendo il teatro di prosa, ma offrendo prove prestigiose anche nella lirica, nel cinema e nel settore radiotelevisivo.  Calenda tiene particolarmente conto di questa metateatralità attraverso il personaggio di Prosdocimo che  si muove “sempre al di qua” del palcoscenico dove si muovono invece gli altri protagonisti dell’opera. Così Prosdocimo si crea “uno spazio concreto e mentale – afferma il regista – “in cui potrà inventare nuovi disegni per la vicenda e stupirsi quando i personaggi, mossi da vita autonoma, manderanno avanti da soli la macchina drammaturgica: uno spazio che gli permetterà di partecipare agli eventi, come pure di distaccarsene, prendendo le distanze ad esempio dalla parossistica ricerca di felicità e di senso che tutti sembrano destinati a non carpire mai.”

L’ambientazione è curata dallo scenografo Nicola Rubertelli, attuale direttore degli allestimenti scenici del San Carlo di Napoli, particolarmente legato da lunghi  anni di collaborazione ai registi Calenda e De Simone, e si  basa su dei dipinti prospettici che evocano la pittura paesaggistica napoletana del Sette e Ottocento e che si pongono come “ contrappunto iconografico alla smania esistenziale che pervade l’opera”. I  costumi sono di  Maurizio Millenotti che, “pur ponendosi quali distaccate citazioni di un  mondo vuoto e forse, solo apparentemente sereno”,  aiutano ad  evocare il fantastico mondo dei turchi, così come nell’immaginario europeo del Sette e Ottocento poteva derivare dall’ idealizzazione degli usi, costumi, ornamenti  che la storiografia  e la critica hanno successivamente denominato “orientalismo” o “turcherie”. Nel team che ha curato l’allestimento sono da citare anche il coreografo Aurelio Gatti e il light designer Daniele Naldi. In scena, con la direzione del M° milanese Antonello Allemandi da tempo e con successo sui più prestigiosi podi internazionali, sarà impegnato un giovane cast in cui figurano nel ruolo di Fiorilla i soprani Alessandra Marianelli che ha debuttato in questo ruolo quest’estate al Rossini Opera Festival e Silvia Dalla Benetta che ha debuttato  sul palcoscenico del Festival dell’Operetta quest’estate nel Paese dei campanelli; i bassi Nicola Olivieri per la prima volta interprete del ruolo del principe turco Selim, e Roberto Tagliavini; i baritoni  Paolo Bordogna e Nicolò Ceriani in quello di Geronio, marito di Fiorilla; i tenori  Kenneth Tarver, dalla vocalità di tenore leggero di agilità tipica del timbro rossiniano, al suo debutto sul palcoscenico triestino, e Blagoj Nacoski interpreti di Don Narciso, cavalier servente di Fiorilla; i baritoni  José Fardilha e Bruno Taddia nel ruolo del poeta Prosdocimo; il soprano Giovanna Lanza interprete del ruolo di Zaida e i tenori Daniele Zanfardino e Gianluca Bocchino  in alternanza impegnati  in quello di Albazar.

Completano la compagine artistica oltre all’Orchestra, il Coro preparato dal Lorenzo Fratini e  il Corpo di Ballo del Teatro Verdi.

Lo spettacolo è in scena al Teatro Verdi di Trieste l’11,12,13,15,16,17,18 gennaio 2008 per poi trasferirsi poi in Regione a Pordenone il 23 gennaio al Teatro Comunale Giuseppe Verdi e a Udine il 29 gennaio al Giovanni da Udine.

A margine delle rappresentazioni del Turco in Italia, curata dal Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl, sarà visitabile la mostra di manifesti e altro materiale relativo a precedenti allestimenti dell’opera al Verdi di Trieste. Si potrà inoltre accedere alla prolusione all’opera curata dal critico teatrale del Corriere della sera, Enrico Girardi, programmata per mercoledì 9 gennaio alle ore 18 nella Sala del Ridotto e, nella stessa sede,  agli incontri del lunedì alle ore 18,  con chiacchiere e arie dal vivo  degli artisti della compagnia di Turco in Italia programmati per lunedì 14 gennaio,  cui partecipano  Alessandra Marianelli, Nicola Olivieri e Paolo Bordogna e lunedì 21 gennaio,  cui partecipano Silvia Dalla Benetta, Roberto Tagliavini e Nicolò Ceriani.

Tutte le manifestazioni che si svolgono al Ridotto del “Verdi” sono a ingresso libero.

Trieste, 8 gennaio  2008

Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" Trieste - P.Iva: 00050020320