21 MAGGIO 2008 ORE 20.30 AL “VERDI” DI TRIESTE
IL FASCINO DEL
VIOLINO CON UTO UGHI
Il M° Uto Ughi,
presenzierà mercoledì 21 maggio alle ore
11.30 alla cerimonia che la Fondazione lirica
triestina ha organizzato alla Sala Tripcovich per
l’intitolazione di questa sede al M° Raffaello de
Banfield, recentemente scomparso. Una breve
cerimonia con cui il Teatro Verdi e la città di
Trieste vogliono onorare colui che contribuì a
rendere possibile, nel periodo di chiusura per
improrogabili lavori di restauro dal 1992 al 1997,
il proseguio dell’attività lirica e sinfonica del
“Verdi”in una sede alternativa individuata nella
dismessa Stazione delle Autocorriere.
Il
celebre violinista sarà poi protagonista con
l’Orchestra del Teatro Verdi del concerto di
chiusura della Rassegna Sinfonica d’inverno per il
quale si è registrato già da tempo il tutto
esaurito. Il concerto, che si terrà al Teatro
Verdi alle ore 20.30, suggellerà il profondo
legame del M° Uto Ughi con Trieste.
Il programma dal
titolo “ il fascino del violino” vedrà
un’introduzione orchestrale con l’esecuzione di due
brani che impegneranno l’Orchestra del Teatro Verdi:
il Concerto per archi in Re magg.
di Giuseppe Tartini, e la Serenata
in Sol maggiore K.525 “Eine kleine Nachtmusik”
di Wolfgang Amadeus Mozart, quasi una
sinfonia in miniatura.
La seconda parte
vedrà il M° Uto Ughi nel duplice
ruolo di solista e direttore nell’esecuzione di due
Romanze in Sol maggiore op. 40
e in Fa maggiore op. 50 di Ludwig
van Beethoven e del Concerto in La
minore per violino e orchestra n. 22 di
Giovanni Battista Viotti.
Si tratta di brani di
grande valenza virtuosistica. Le due Romanze
di Beethoven appartengono al periodo
1798-1802 e sono considerate studi di cantabilità
strumentale in cui l’ideale dell’aria vocale
italiana è rivisto ed espresso alla luce della
sensibilità strumentale maturata a Vienna negli
ultimi anni del Settecento.
Farà seguito il
Concerto in La minore per violino e orchestra
n. 22 a cui è legata la fama del suo
compositore,
Giovanni Battista Viotti. La notorietà del
Concerto si deve alla riscoperta operata dal grande
violinista Joseph Joachim nella seconda metà
dell’Ottocento. Questa composizione, che mette in
luce le capacità virtuosistiche del violino solista,
si presenta in forma tripartita con un movimento
iniziale sobrio ed equilibrato cui fa seguito un
Adagio di impronta quasi mozartiana e un ultimo
tempo in cui in Viotti si fa strada una nuova
tendenza verso una scrittura di tipo romantico.
La serata sarà anche
l’occasione per “testare” una nuova camera acustica
messa a disposizione da “Suonovivo” nell’ambito di
un progetto di ricerca e miglioramento dell’acustica
delle sale teatrali, progetto in cui da tempo il
Teatro Verdi di Trieste è impegnato e su cui da
sempre, il M° Uto Ughi compie intensa opera di
sensibilizzazione nei teatri italiani.
Trieste, 15 maggio
2008