MARKUS STOCKHAUSEN TRIO
“JAZZ MEETING SYMPHONY”
IN
COLLABORAZIONE CON “CASA
DELLA MUSICA”
Markus
Stockhausen tromba
Angelo Comisso
pianoforte
Christian Thomè
batteria
Paolo
Longo direttore
L’INEDITA
FORMAZIONE DEL TRIO STOCKHAUSEN CON L’ORCHESTRA
SINFONICA RAPPRESENTA UNA PRIMA ASSOLUTA PER
L’ITALIA
In chiusura di
Stagione il pubblico del Teatro Verdi potrà
assistere a due concerti “crossover” dedicati al
rapporto tra musica jazz e classica.
Protagonista del primo appuntamento, in programma
mercoledì 31 ottobre alle ore 20.30,
è il
Trio
Stockhausen.
Il trombettista Markus Stockhausen, figlio
del grande Karl Heinz, si presenta in trio con
Angelo Comisso (pianoforte) e Christian Thomé
(batteria). Da questa felice combinazione nasce un
Trio dalle “sonorità liriche ed immaginose” in cui
il dialogo tra pianoforte e tromba è supportato
dalle percussioni di Christian Thomé. La formazione,
in cui ogni elemento è allo steso tempo solista e
accompagnatore (come nella migliore tradizione del
trio jazzistico da Bill Evans in poi), si esibirà in
un programma dal titolo
Jazz Meeting Symphony
su musiche degli stessi interpreti Markus
Stockhausen e Angelo Comisso, eseguite con il
coinvolgimento dell’Orchestra del Teatro Verdi,
diretta da Paolo Longo. In particolare,
nella prima parte il Trio eseguirà
Improvvisazioni e Sonnenaufgang, due
brani composti da Markus Stockhausen, mentre nella
seconda parte del concerto si esibirà insieme
all’Orchestra del Teatro Verdi con l’esecuzione dei
brani Albatros per Trio Jazz e Orchestra su
musiche di Angelo Comisso e Choral e
Sehnsucht, ancora per Trio e Orchestra composte
da Stockhausen.
L’inedita
formazione del trio Stockhausen con l’orchestra
sinfonica rappresenta una prima assoluta per
l’Italia. Il concerto è organizzato con la
collaborazione della “Casa della Musica”
.
Markus
Stockhausen, Angelo Comisso e Christian Thomé, hanno
scelto una libertà priva d’etichette e di
“autorizzazioni”. Essi sono degli apolidi della
musica. Hanno metabolizzato le loro esperienze (la
musica classica, il jazz, l’avanguardia) e sono
giunti ad un “esperanto” espressivo.
Nel loro modo di
suonare si leggono, con trasparente semplicità,
sincere convinzioni: la fiducia nel potere
comunicativo del linguaggio tonale, la voglia di
rimanere ancorati alla riconoscibilità della forma,
la pratica festosa dell’improvvisazione concepita
come caduta di inibizioni emotive e come ricerca
vitale del dialogo.
L’occasione
creativa attinge alle risonanze interiori: i pezzi
si nutrono di emozioni e stati d’animo; più
spigolosa appare l’immaginazione tematica di
Stockhausen (maggiormente cromatica, nel solco d’una
tradizione tedesca), più calorosa e mediterranea
l’enfasi melodica di Comisso.
Su tutto regna il
suono. C’è in ogni pezzo il piacere dell’udibilità,
dell’architettura sonora, del paesaggio ben
profilato. La tromba di Stockhausen, per ampiezza
dinamica, continuità fluida dell’emissione e
convinzione nel canto, ci regala un benessere
esistenziale che evoca meditativi mondi orientali,
in perfetto equilibrio sull’abisso. La singola nota
è vissuta da Stockhausen nella pienezza, per così
dire, organica del suono. E il semplice intervallo
oppure un breve inciso diventano carichi di
energia.
In Comisso è
sorprendente la capacità di pennellare sfondi e
figure in primo piano, movimenti d’ombra e di luce.