Beethoven
e Schubert alla Sinfonica del “Verdi”:
dirige il M° Gert Albrecth; pianista Andrea
Lucchesini
Il quarto
concerto della Stagione al “Verdi” di Trieste il
5 e il 6 ottobre comprende due composizioni di
Ludwig van Beethoven. La prima,
Meeresstille und glückliche Fahrt op.112
per coro e orchestra fu scritta tra il 1814
e l’estate del 1815 con dedica a Goethe sull’onda
dell’entusiasmo che suscitò nel compositore
l’incontro con il grande poeta, incontro che accese
in lui la speranza di poter unire la sua musica ai
versi del “poeta immortale”. Beethoven infatti per
questa cantata utilizzò due liriche del sommo poeta,
“Calma di mare” e “Viaggio felice”. Il movimento
Allegro vivace, caratterizzato da un’effusione
di gioia, prefigura l’analoga soluzione del
Finale della Nona Sinfonia costruito su
una poderosa architettura sonora che conduce verso
la trionfale conclusione dell’Inno alla Gioia.
La seconda
composizione beethoveniana è il Concerto per
pianoforte in Sol maggiore op. 48 dedicato
a Rodolfo d’Austria e scritto tra il 1805 e la fine
del 1806. E’ il più bello e il più intenso di tutti
i Concerti di Beethoven. Non figura l’introduzione
orchestrale; il pianoforte solo apre il primo
movimento e innesta da subito un dialogo con
l’orchestra molto vivo e animato che scardina le
simmetrie del pensiero melodico tradizionale in un
continuo proliferare di idee pianistiche e
sinfoniche che fanno di questa composizione il
precedente più autorevole dei grandi contributi
offerti a questo genere dal Romanticismo. Solista al
pianoforte, Andrea Lucchesini, giovane
pianista vincitore del premio dell’Accademia
Chigiana e del Premio Abbiati. Ha recentemente
eseguito con grande successo nel Regno Unito
proprio i Concerti di Beethoven assieme alla
London Philharmonic e alla BBC Philharmonic.
Nella seconda
parte del programma sarà eseguita la Sinfonia
n.9 in Do maggiore D. 944 detta “la
Grande” di Franz Schubert. Ultima
sinfonia composta per intero da Schubert nel 1828,
la Nona ebbe una storia travagliata in
quanto Schubert non la potè vedere eseguita in
vita. Robert Schumann la riportò alla luce e la
propose a Vienna, ma senza successo; fu
Mendelssohn a dirigerla con successo a Lipsia. La
“divina lunghezza” di questa Sinfonia, come ebbe a
dire Schumann che parlò anche di raggiunta
“completa indipendenza di Beethoven”, caratterizza
già esteriormente “La Grande” come un’opera
di concezione e di proporzioni amplissime per
l’epoca. Sorprendentemente la ricchezza
dell’invenzione melodica cela in realtà una unità
strutturale ferrea secondo la quale di ogni proposta
tematica si può trovare traccia già all’inizio della
composizione. Nella introduzione vasta e solenne
infatti il tema esposto da due corni ricompare più
volte. Poi in tutto il proseguo della Sinfonia fino
al Finale dove converge l’intera ispirazione
melodica e in questo coronamento si fondono, come
disse Schumann, “ i germi di una eterna giovinezza”.
Dirige il M°
Gerd Albrecht, al suo debutto sul podio
triestino con l’Orchestra del “Verdi”. Attivo sia in
campo operistico che concertistico, Albrecht dedica
speciale attenzione al repertorio del romanticismo
tedesco e alla musica contemporanea di Henze,
Reimann, Ligeti, Kirchner.
Il concerto, che
vede nella prima parte la partecipazione del Coro
del “Verdi” preparato dal M° Lorenzo Fratini,
è eseguito il 4 ottobre a Pordenone, al Teatro
Verdi; il 5 ottobre con replica il 6 ottobre al
“Verdi” di Trieste.
Trieste, 1
ottobre 2007