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Storia   IL TEATRO   Trieste
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La Storia

Aperto ufficialmente dalla Ginevra di Scozia, capolavoro di Simone Giovanni Mayr (ben 20 le rappresentazioni dell’epico melodramma) il 21 aprile 1801, il Teatro di Trieste festeggia quest’anno, oltre al suo bicentenario, il centenario nel nome di Verdi.

Risale al 27 gennaio 1901 la delibera della Deputazione comunale che lo consacrava al nome del sommo compositore spentosi a Milano solo poche ore prima. Due giorni dopo il Consiglio approvava per acclamazione la proposta del podestà Scipione de’Sandrinelli.

La passione verdiana - associata anche alle vicende politiche risorgimentali - ha sempre scandito la vita della città, fino al ritorno di fiamma degli anni cinquanta e del difficile dopoguerra.


Giuseppina Strepponi

Alla figura di Verdi il teatro triestino è legato sia per la presenza di Giuseppina Strepponi, sia per la prima assoluta del Corsaro (1848), sia per lo Stiffelio (1850) che il Maestro curò e concertò personalmente, soggiornando a Trieste con il fido Francesco Maria Piave.

Il bicentenario teatro triestino ha visto passare sul suo palcoscenico i grandi interpreti rossiniani (dal Duprez alla Tadolini, dalla Grisi alle Marchisio), quelli belliniani e donizettiani da Moriani alla Pasta, quelli verdiani dalla Barbieri-Nini  alla Stolz, ha visto le operose presenze di musicisti come il Farinelli e i fratelli Ricci, e quelle di direttori gloriosi come Mahler, Strauss, Toscanini, De Sabata,  Marinuzzi. Allineando nel proprio albo d’oro tutta l’aristocrazia dell’interpretazione fino alle indimenticabili imprese di Karajan e della Callas.

Ma forse è peculiarità storica del Teatro Verdi l’aver consacrato al successo innumerevoli giovani artisti: l’essere stato cioè il teatro di grandi debutti o di leggendarie affermazioni, da Rossi Lemeni a Josè Cura, solo per indicare due “estremi” significativi nella seconda metà del novecento.

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