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FONDAZIONE
TEATRO LIRICO "GIUSEPPE VERDI" TRIESTE
UFFICIO
STAMPA E RELAZIONI ESTERNE
Comunicato
stampa
TRIESTE: AL
VERDI VA IN SCENA "FAUST"
Un
intervallo di 17 anni separa l'ultima rappresentazione di "Faust"
a Trieste dalla nuova produzione che sarà presentata al pubblico
triestino a partire da sabato 14 maggio prossimo e che è stata realizzata
in coproduzione tra la Royal Opera House-Covent Garden di Londra, l'Opéra
di MonteCarlo, l'Opéra de Lille e la Fondazione lirica triestina.
Considerato ancora oggi il Grand-opéra più popolare per spessore
melodico e intensità lirica, il capolavoro di Charles Gounod andrà in
scena nell'allestimento creato dal regista David McVicar e a Trieste
curato da Lee Blakeley, suo assistente dal 2000 con il quale ha realizzato
fra l'altro, Bohème alla Glyndebourne Opera, Zauberfloete alla Royal
Opera House, Les Contes d'Hoffmann ad Antwepr e Manon alla Huston Grand
Opera.
Hanno contribuito alla produzione e completano un team molto affiatato
Charles Edwards per le scene, Brigitte Reifenstuel per i costumi, Michael
Keegan-Dolan per le coreografie e Paule Constable per il disegno luci.
David McVicar, insieme allo scozzese Medcalf e all'inglese Curran, è il
rappresentante di una nuova "nouvelle vague" registica che
rifiuta l'attualizzazione come principio assoluto e la conseguente ricerca
di una contemporaneità del messaggio teatrale e che invita lo spettatore
a "storicizzare" gli eventi, comprendendoli ma anche prendendone
le distanze.
McVicar ambienta infatti l'opera in tempi contemporanei alla sua stessa
genesi.L'impianto scenico utilizzato per l'allestimento ci riporta alla
Parigi industriale post napoleonica del Secondo Ottocento e all'avvento
della Comune del 1872 dopo la sconfitta francese a Sedan nel conflitto
franco-prussiano. Il regista ci pone di fronte ad un ritratto impietoso
della borghesia dell'epoca. Sarà poi lo spettatore a decidere quanto la
nostra società possa ancora rivedersi in quel quadro storico.
Frutto di questa impostazione è uno spettacolo originale dalle forti e
talvolta crude emozioni, tuttavia positivamente recensito dalla critica
internazionale nei suoi debutti alla Royal Opera House di Londra, a
MonteCarlo e a Lille. Dalle recensioni, come ad esempio la rivista
"L'Opera", emerge il concetto che le "provocazioni"
dell'allestimento di McVicar "hanno il merito di seguire lo sviluppo
dell'opera rispettandone, pur con idee originali e nuove, il tracciato
drammatico". (Alessandro Mormile, marzo 2005).

In scena da un lato si distinguono un palco di proscenio e il sipario
dell'Opéra di Parigi, dall'altro l'organo a canne di una cattedrale
gotica quasi a enfatizzare il conflitto che Charles Gounod visse anche
nella vita reale, tra il forte richiamo della dottrina religiosa e
l'altrettanto forte richiamo alla vita terrena ed ai suoi piaceri. Faust,
come volle l'autore, è uno spaccato sul malcostume della società
borghese e la messa a nudo della caduta dei valori morali nella società
borghese postnapoleonica , ragioni alle quali l'opera deve il suo grande
successo fin dal suo debutto. L'allestimento di McVicar rimarca la lotta
tra Bene e Male evidenziando in particolare l' ipocrisia di certo
malinteso spirito religioso che percorre tutto lo svolgimento dell'opera
fino alla vittoria del Bene con la redenzione finale impersonata da
Marguerite.
Artefice musicale dello spettacolo e al suo debutto sul podio del
"Teatro Verdi" triestino è il Maestro Jean Claude Casadesus,
fondatore dell'Orchestra Nazionale di Lille e particolarmente interessato
all'educazione musicale dei giovani: insegna infatti alla Manhattan School
of Music e dirige l'Orchestre Francais des Jeunes. Prima direttore stabile
all'Opera di Parigi, poi all'Opéra Comique, la sua attività in campo
operistico si realizza in tutti i più importanti teatri del mondo, come
pure le sue registrazioni discografiche. In particolare, Casadesus ha
diretto con successo questa produzione di Faust all'Opera di Montecarlo e
a Lille e si è fatto apprezzare dalla critica per il raffinato colore
della sua lettura, la capacità di cogliere le sfumature e i ritmi più
consoni ad ogni scena "mostrandosi ottimo narratore musicale… in
particolare nel sensuale lirismo notturno degli abbandoni
amorosi"(Alessandro Mormile,L'Opera, marzo 2005).
Nei ruoli principali si alterneranno due compagnie di canto. La
personalità contraddittoria di Faust, complice di Mephistopheles e dei
suoi inganni, ma anche capace di sentimenti sinceri e di slanci
appassionati, è affidata alla vocalità di un giovane statunitense James
Valenti, a cui si alterna il tenore sloveno Branko Robinsak che in questa
stagione al "Verdi" ha sostenuto il ruolo di Giosta Berling nei
"Cavalieri di Ekebù". Mephistopheles, è interpretato dal basso
tedesco Andrea Papi in alternanza con l'americano Chester Patton. La
caratterizzazione di Margherite è affidata all'interpretazione di Carmela
Remigio, soprano dalla carriera consolidata, a cui si alternerà
l'argentina Virginia Tola, al suo debutto sulle scene del
"Verdi".
Il francese Marc Barrard, baritono, interpreta il ruolo di Valentin,i
mezzosoprani Cinzia De Mola e Daniela Pini sostengono rispettivamente
quello di Marthe e quello di Siebel; infine il basso Manrico Signorini
vestirà i panni di Wagner. Completano il cast l'Orchestra e il Coro del
"Verdi", quest'ultimo preparato dal M° Lorenzo Fratini e un
Corpo di ballo composto dai ballerini del Teatro Verdi e da altri
danzatori e mimi scritturati per questa produzione, tra cui Esther Balfe,
ballerina solista e assistente alla coreografia.
Lo spettacolo si replica il 15, 17,18,20,21 e 24 maggio.
Venerdì 13 maggio alle ore 18 nella Sala del Ridotto del
"Verdi" sui terrà la prolusione all'opera condotta dal critico
musicale Aldo Nicastro, tra l'altro coordinatore dal 1992 fino alla
conclusione delle pubblicazioni, della rivista musicale "Pianotime".
A margine delle rappresentazioni di "Faust" sarà inoltre
allestita una mostra curata dal Museo Teatrale "Carlo Schmidl"
che esporrà la documentazione delle diverse rappresentazioni di "Faust"
succedutesi al Teatro Verdi nel corso degli anni a partire dalla prima
edizione che data 1864.
Nella mostra, saranno anche esposte, a cura del Teatro Verdi, fotografie
che documentano le varie fasi di lavorazione di fondali e di altri
elementi scenografici: un'esposizione cioè del lavoro "in
progress" realizzato nei laboratori della Fondazione lirica triestina
che sono stati inviati a Londra per il debutto di questa edizione di
"Faust" avvenuto alla Royal Opera House- Covent Garden e
successivamente ripreso a MonteCarlo e a Lille.
Trieste,
10 Maggio 2005 |