|
Festival
dell'Operetta |
|

|
Comunicato
stampa
36° FESTIVAL INTERNAZIONALE
DELL’OPERETTA DI TRIESTE
Trieste: 30 giugno- 11 agosto 2005 |
|
Organizzato
per il 36° anno consecutivo dalla
Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi", il Festival Internazionale dell’Operetta 2005
anche quest’estate intende rispecchiare
nella programmazione artistica
il passato e il presente del Teatro musicale leggero.
Da una parte dunque ampio spazio sarà riservato
all’aurea tradizione viennese rappresentata dalle operette di
Johann Strauss, Franz Lehár e Carl Millöcker; dall'altra, grande
attenzione sarà dedicata al
più moderno genere del musical
che continua a tradurre e ad aggiornare sul palcoscenico la
lezione di Broadway e la magia musicale dello schermo. Lungo
l'itinerario del Festival, che si articolerà in un mese e mezzo
di attività, Il
Pipistrello lascerà
così la scena a
Nunsense e a Grease;
La vedova allegra
cederà il posto alla rivisitazione in musical del mito asburgico
di Elisabeth
per chiudere,
dopo la
frizzante parentesi del concerto “Dal
musical al film” , con un’operetta in forma
semiscenica di rara
rappresentazione in Italia, Gasparone
di Carl Millöcker. |
|
|
La rassegna,
che coinvolgerà gli organici artistici stabili della Fondazione
Lirica triestina dell’Orchestra, del Coro istruito dal M°
Lorenzo Fratini e del Corpo di ballo, si apre il 30
giugno al Teatro Verdi con la ripresa di una delle produzioni
del Festival più ammirate nel corso degli anni: Il
Pipistrello (Die Fledermaus) di Johann Strauss junior che
sarà presentato nella messa in scena ideata da Gino Landi e
ripresa da Maurizia Camilli. Capolavoro assoluto, considerato
unanimemente come
modello indiscusso del genere musicale dell’operetta viennese,
il valore storico del Pipistrello è stato avallato
dal consenso di compositori quali Wagner, Brahms, Hanslik, Ravel e
da direttori musicali
del calibro di Furtwängler, Kleiber, Toscanini, Karajan. |
|
Fu rappresentato per
la prima volta al Theater an der Wien nel 1874 convincendo subito
il pubblico con la forza della sua ilarità e la ricchezza dell’
inventiva musicale del
suo autore che pervade tutta
la partitura: dall’esuberante valzer centrale che si preannuncia
già nella splendida ouverture iniziale fino alla
frenetica stretta finale in cui si
smascherano i vari personaggi come in un sottile gioco di apparenze
e realtà. Il
Pipistrello è lo
specchio dei suoi tempi: la festosa epopea del travestimento e
della mascherata rispecchiano lo scetticismo e l’oblio dei
valori che insidiavano una Vienna imperiale ormai sulla strada
della inarrestabile decadenza. La
crisi di identità
dell’impero asburgico si sarebbe realizzata con la fine di
un’epoca-mito entro breve tempo. |

|
|
Il
capolavoro di Strauss si
ripresenta al Festival triestino in
un’edizione di grande prestigio già apprezzata nel 2003 dal
pubblico dell’operetta e quest’anno diretta
dal M° austriaco Michael Tomaschek, attuale maestro sostituto
alla Volksoper di Vienna e direttore del coro al Bregenzer
Festspiele che per la prima volta
dirige sul podio del Festival. Ricca la compagnia di canto in cui
spicca la Rosalinde di Antonia Brown accanto,Einsenstein, suo
marito, che sarà interpretato
da Massimiliano Tonsini, raffinato interprete
di Paganini nella scorsa edizione del Festival.
Accanto alla coppia principale, Gabriella
Bosco interpreterà il Principe Orlowsky, Paola Cigna
sarà Adele, la cameriera; Danilo Formaggia Alfred,
Nicolò Ceriani il dottor Falke. Completano il cast Stefano
Consolini nel ruolo di Frank,
Riccardo Peroni in quello del carceriere
Frosch, Andrea Binetti nei panni dell’avvocato Blind insieme
all’Orchestra, il Coro preparato dal M° Lorenzo Fratini e il
Corpo di Ballo del Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.
La
messa in scena di Pipistrello che si
rappresenta nella versione ritmica di Gino Negri, è tutta giocata
sulla vivacità coreografica e sull’incalzare dell’azione
scenica tipica della sensibilità di un grande regista televisivo
come Gino Landi che da più di trent’anni firma gli spettacoli
d’operetta di maggior successo del Festival triestino.
Il
Pipistrello si rappresenta al Teatro Lirico
“Giuseppe Verdi” il 30 giugno e il 2,3,5,7,9
luglio. |
|
|
La
Sala Tripcovich, rivelatasi sede
congeniale alla
rappresentazione degli spettacoli
di musical per la sua ottima visibilità da
tutti gli ordini di posto, ospiterà per la prima volta a Trieste,
il 13 e il 14 luglio “Nunsense” di Dan Goggin,
l’ esilarante ”musical delle suore” in una
produzione della
Compagnia della Rancia realizzata
in collaborazione con la Compagnia del Gentile nella
traduzione ed adattamento di Fabrizio Angelini e Gianfranco
Vergoni. |
|
Protagoniste
del musical sono
cinque suore interpretate da Lisa
Angelillo, Serafina Frassica, Paola Lavini, Elisa Santarossa e
Francesca Cinanni che interpretano ognuna con
i propri pregi e umane
debolezze, altrettante personalità perfettamente calate nella
vita di oggi e ben informate sui più recenti
avvenimenti di cronaca, anche televisivi. Esempio ne è
la loro rivalità di “artiste per un giorno” in cui la
forte vena ironica e ludica non sminuiscono l’altrettanto forte
valenza spirituale delle protagoniste. La direzione musicale è di
Giovanni Monti , la regia e le coreografie di Fabrizio Angelini in
collaborazione con Gianfranco Vergoni; le scene di Gabriele
Moreschi e il disegno luci di Marco Catalucci. |

|
|
Questo
musical è il secondo nella storia off-Broadway per
permanenza continuativa sulla scena (8 anni) ed è stato
rappresentato in tutto il mondo in 26 lingue.
Angelini,
che vide questo spettacolo a New York nel 1992, lo propone per la
sua carica travolgente d’energia e simpatia, ingredienti
principali di Nunsense che
ha preceduto ed anticipato fenomeni come “Sister Act” e “Un
ciclone in convento”. |
|
|
Nuovamente
alla Sala Tripcovich e ancora a cura della Compagnia della Rancia
in collaborazione con Musical Italia, il 15,16 e 17
luglio sarà ripresentato “Grease”, un
altro spettacolo da record vicino
al traguardo delle 1000 repliche
che ovunque nei teatri di tutt’Italia ha
sempre registrato il tutto esaurito. |
|
Dal
suo debutto in Italia nel 1971 con Lorella Cuccarini nel ruolo di
Sandy a oggi, lo spettacolo si è rinnovato nel cast mantenendo
però inalterati quegli ingredienti
che ne hanno determinato il grande successo come la
musica, uno scatenato
rock ‘n’ roll, e alcuni simboli
intramontabili della generazione
degli anni Cinquanta, quali
le atmosfere americane dei fast-food, dei capelli con la
brillantina, del ciuffo alla Elvis
ecc.. |
|

|
Protagonisti
dello spettacolo sono Michele Canfora
nel ruolo di Danny e Alberta Izzo nel ruolo di Sandy .
Intorno a loro un
nutrito gruppo di artisti e ballerini tra cui Floriana
Minici nel ruolo di Rizzo, Francesco Guidi in quello di Kenickie e
tanti altri ancora, che andranno
ad affollare il palcoscenico con le
storie e i sogni dei
T-Birds e delle Pink Ladies in un crescendo di ritmo e colore fino
al travolgente
finale. |
|
Lo
spettacolo che si rappresenta
nella traduzione di Michele Renzullo e di Silvio
Testi che ha curato anche la supervisione musicale,
andrà in scena con la
regia di Saverio Marconi , coadiuvato da Aldo De Lorenzo
per le scene, Zaira de Vincentiis per i costumi, Franco Miseria
per le coreografie e Giuseppe Vessicchio per
la direzione musicale. |
|
|
Fiore
all’occhiello e al centro della programmazione di
questa 36° edizione del Festival è La vedova allegra
capolavoro di Franz Lehar messo in scena per
celebrare i 100 anni dalla prima rappresentazione viennese
al Theater an der
Wien nel 1905 cui fece seguito, nel 1907 la prima rappresentazione
italiana al Teatro Filodrammatico di Trieste. In seguito, dall’agosto
1950, con la prima edizione all’aperto del Festival al Castello
di San Giusto inaugurata appunto dall’operetta di Franz Lehár e
diretta dal M° Cesare Gallino con Marka Magiary, la Vedova allegra
diviene un “cult” della rassegna musicale dell’Operetta
organizzata dal Teatro Verdi. Numerose le edizioni che seguirono,
precisamente 12 di cui
sono da ricordare in particolare quella del 1956 con Marta Eggert
e Jan Kepura, del 1980 con Elena Zilio nel ruolo di Hanna Glawari
fino alle più recenti nel 1990 -con la direzione di Daniel Oren-,
nel 1997 e infine nel 2001
con la direzione di Wolfgang Bozic, Alessandro Safina nel ruolo
del conte Danilo e Maria
Pia Ionata in alternanza con Antoria Brown in quello della Glawari.
Il 19 luglio sul
palcoscenico del Teatro Verdi sotto la guida del M° Daniel Oren,
a cui si alternerà – in due recite la direzione il M° Daniel
Pacitti, direttore artistico di recente nomina al Teatro Verdi di
Trieste - si
rinnoverà il fascino
e la magia di quel ritmo pressante delle scene che si susseguono
in un turbine dominato dallo spirito della danza, motore primo del
meccanismo drammaturgico della Vedova
allegra. |
|
L’intreccio
sentimentale si basa su una serie di equivoci che coinvolgono
tutti i personaggi con scambi di coppie, di promesse, di sospetti
e di rivelazioni che
si sbrogliano alla fine con il matrimonio dei due protagonisti la
bella Hanna Glawari, impersonata dal soprano Fiorenza Cedolins e
in alcune recite da Amarilli Nizza e il Conte Danilo, un aitante
principe diplomatico interpretato da Miro Dworsky e, in
alternanza, da Armando Ariostini. |

|
|
Ambientata
a Parigi, città del mito della mondanità
del “Chez Maxim” simbolo delle giornate libertine di Danilo,
La Vedova allegra annovera alcune pagine di
valzer tra le più belle, quali
Tace il labbro, le Sirene della danza,
la nobilissima Romanza della Vilja , la scanzonata
Vo’ da Maxim e, nel finale, la famosissima marcetta E’
scabroso le donne studiar. Daniela Mazzucato nel ruolo di
Valencienne e Vittorio Grigolo nel ruolo di Camillo de Rossillon sono l’altra
coppia che muove la ruota della vicenda dell’operetta più
rappresentata al mondo. Nel
ruolo comico di Negus ritorna un grande artista per anni protagonista di
questo genere musicale: Elio
Pandolfi. Nella messa in scena creata da Gino Landi e ripresa da Giulio
Ciabatti , si muovono anche altri artisti
e attori: Arnaldo Rinaldi e Marcello Lippi
interpreti del ruolo del Barone Mirko Zeta, Armando
Gabba, Max Renè
Cosotti, Nicolò Ceriani, Mario Bertolino, Marzia Postogna, Mina Blum,
Angelo Nardinocchi e Mariella Terragni insieme all’Orchestra, il Coro
istruito dal M° Lorenzo Fratini e il Corpo di ballo del Teatro Lirico
“Giuseppe Verdi”. La Vedova Allegra, si
replica il 21,23,26,27 e 29 luglio.
|
|
|
Promosso
dalla Provincia di Trieste nell’ambito della rassegna
“MiramarEstate” e del Festival dell’Operetta, proposto nella
splendida e suggestiva cornice del Parco di Miramar domenica
31 luglio ritorna Elisabeth,
il musical, di Michael Kunze e Sylvester Levay sulla
storia dell’Imperatrice d’Austria. Lo spettacolo è una
coproduzione Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” e Vereinigte
Bühnen Wien ( Teatri Riuniti di Vienna).
Il grande successo registrato da questo musical
in tutto il mondo che attesta con quanto impegno la città di
Vienna, oggi punto di riferimento internazionale per gli scrittori
di musical, promuove questo genere musicale come forma artistica che ha
raggiunto un livello qualitativo internazionale certamente
degno di affiancarsi ai
generi musicali più tradizionali dell’opera
e dell’operetta. |
|

|
Elisabeth
sarà ripresentato a Trieste in forma semiscenica ed è una
rivisitazione moderna, anticonvenzionale e anche a tratti dissacrante,
del mito di “Sissi”, l’imperatrice d’Austria morta a Ginevra per
mano di un anarchico italiano, Luigi Lucheni. Proprio Lucheni, terrà il
filo della narrazione in una sorta di visione retrospettiva della vita
di Elisabeth, mettendo in evidenza,
a sua discolpa con i posteri, il
rapporto “d’amore” dell’Imperatrice con la morte,
un’attrazione che percorse tutte le fasi della sua vita. |
|
Lo
spettacolo alterna i brani
musicali, di cui i più celebri saranno eseguiti in lingua originale con
sopratitoli in italiano, agli
interventi narrativi di Lucheni, in italiano. La regia è di Harrry
Kupfer che oltre ad avere al
suo attivo 190 produzioni operistiche in tutto il mondo, è stato
l’artefice a Vienna delle premierès
di Elisabeth e di Mozart.
Ideatore delle coreografie dello spettacolo è
Dennis Callahan, che è stato nel team di diversi shows alla
famosa Radio City Music Hall di New York. La direzione di
Elisabeth, in cui è impegnata l’Orchestra stabile del Teatro
Verdi di Trieste, sarà affidata al M° Caspar Richter, assistente di
Lorin Maazel alla Deutsche Oper di Berlino, direttore ospite dei
Berliner Philharmonic e della Radio Symphony Orchestra di Francoforte,
Stoccarda e Amburgo.
A Richter, attuale
direttore musicale dei
Teatri Riuniti di Vienna, si devono prime esecuzioni assolute come
“Mass” di Leonard
Bernstein e numerosi
musical , oltre alla
stessa Elisabeth,
tra cui Fantasma dell’Opera, Freuidiana,
Mozart, Chicago, la prima austriaca di Jekyll
& Hyde al Theater an der Wien, A
Chorus Line, I Miserabili e Wake
up al Raimund Theater. |
|
Il
ruolo di Elizabeth è affidato, anche quest’anno a Maya Hakvoort, star
molto amata dai suoi tantissimi fans nel mondo
e artista che per prima e più a lungo (oltre 630
rappresentazioni) ha vestito i panni della malinconica principessa. Ad
essa, nell’ultima recita si sostituirà l’artista Wietske von
Tongersen. Nel cast figurano tra gli altri Bruno Grassini (l’anarchico
Lucheni), Mate Kamaras (la morte), Robert Marx (Francesco Giuseppe),
Fritz Schmid (Arcidura Rodolfo), Lenneke Willemsen (arciduchessa Sofia)
e Kerstin Ibald (Ludovica Wolf).
Lo
spettacolo si rappresenta il
2, 3, 4, 5 e 6 agosto al Parco di Miramare.
|
|
|
Il
7 agosto ancora il Parco di Miramare ospiterà
una parentesi concertistica dal titolo Dal musical al film,
una raccolta di brani di autori quali Williams, Barber, Schifrin e
Webber. Protagonista l’Orchestra Filarmonica del Teatro Lirico
“Giuseppe Verdi” diretta, per l’occasione, dal M° Caspar Richter
a conclusione della sua direzione di Elisabeth. Nata nel
1998 La Filarmonica del Teatro Verdi di Trieste è composta in gran
parte dagli stessi professori d’orchestra del teatro triestino e
intende rafforzare la presenza ed il nome del Teatro Verdi anche nel
territorio contermine con l’obiettivo di coinvolgere nella propria
attività giovani talenti musicali della Regione Friuli Venezia Giulia
con programmi che spaziano dalla musica antica a quella contemporanea. |

|
|
|
La
36° edizione del Festival dell’Operetta si chiuderà al Parco di
Miramare il 10 e 11 agosto con le rappresentazioni
dell’operetta “Gasparone” di
Carl Millöker nella traduzione ritmica italiana di Nicolò Ceriani
che ha curato anche i dialoghi e l’adattamento scenico. E’ la
prima esecuzione semiscenica italiana in tempi moderni e si realizza
in collaborazione con l’Associazione Internazionale dell’Operetta
Friuli Venezia Giulia e con la rassegna MiramarEstate promossa dalla
Provincia di Trieste. |
|
Molto
eseguita in Austria e Germania, dove sono state prodotte numerose
edizioni discografiche, video e cinematografiche, Gasparone
è una delle più eleganti e
raffinate operette viennesi per il brillante intreccio e per
l’altissima qualità delle musiche dell’autore, uno dei più
sensibili interpreti dello spirito viennese dopo Strauss. Il successo
che ne accolse la prima esecuzione fu dettato dal suo esotismo anche se
la Sicilia proposta per l’ambientazione
di Gasparone riflette
un’immagine letteraria e stereotipata più che la realtà. Nel
Gasparone, il bandito -ma in realtà un nobile che combatte la
corruzione locale-, farà
trionfare la giustizia e
l’amore per la bella Carlotta sui
ritmi delle marce,
delle tarantelle e, soprattutto dei valzer come il Valzer della
felicità che è una
delle pagine più note dell’operetta. |
|

|
La
storia comico-sentimentale del bandito Gasparone impersonato
dal baritono Nicolò Ceriani e della Contessina Carlotta, il soprano
Antonella Rondinone conta anche sulla presenza degli artisti Giuseppe
Pizzicato, Andrea Binetti, Sandra Vascotto
e dell’attore-mino
Giulio Cancelli. Nel ruolo del narratore ritorna Elio Pandolfi.
L’esecuzione orchestrale sarà della Camerata Strumentale
Italiana è diretta dal M° Fabrizio Ficiur. |
|
|
Accanto
agli spettacoli del Festival dell’Operetta il Parco di Miramare
ospiterà la rassegna Miramarestate
organizzata dalla Provincia di Trieste e a cui collabora anche
il Teatro Verdi arricchendo l’offerta dell’estate triestina con una
serie di eventi di grande attrazione culturale e turistica.
Trieste,
14 giugno 2005
|
|
|
|