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COMUNICATO STAMPA
Stagione
sinfonica 2006
Teatro
Lirico “Giuseppe Verdi”- Trieste
Turno A: venerdì 22 settembre ore 20.30
Turno B: domenica 24 settembre ore 18
Teatro
Comunale “Giuseppe Verdi”- Pordenone
Lunedì 25 dicembre ore 20.45
Il
M° Stefano Ranzani e il pianista Nicolai Lugansky alla sinfonica
del “Verdi”
Dopo il
grande successo riscosso dal primo concerto diretto dal M° Anton
Reck che ha inaugurato la stagione sinfonica, venerdì 22 con
replica domenica 24 settembre salirà sul podio del “Verdi” il M°
Stefano Ranzani che periodicamente ritorna a dirigere gli
organici artisti della Fondazione triestina.
Il
programma vedrà nella prima parte l’esecuzione del
Concerto n. 2 in Do minore per pianoforte e orchestra op.18
di Sergej Rachmaninov, di gran lunga la più popolare tra le
sue composizioni concertistiche. Eseguito incompleto per la
prima volta a Mosca il 2 dicembre 1900con lo stesso Rachmaninov
al pianoforte e completato definitivamente nel 1901, il concerto
è dedicato al dottor Dahl, famoso psicoterapeuta dell’epoca
che riuscì ad infondere la voglia di vivere e di comporre al
grande compositore liberandolo dallo stato depressivo causato
dal fiasco della sua Prima Sinfonia,.
Il frutto
di questa rinascita, che fu artistica ma anche umana, è appunto
il Concerto n. 2, un canto alla vita dunque,
caratterizzato da un prepotente fluire melodico che percorre
tutta la partitura e in cui è esaltato al massimo il ruolo e
la perizia tecnica richieste allo strumento solista sono al
limite delle possibilità esecutive.
Impegnato
al pianoforte sarà il russo Nikolaï Lugansky, vincitore di
numerosi concorsi internazionali e già famoso per le sue
esibizioni con le più rinomante orchestre del mondo e con
direttori di altissimo livello quali Kurt Masur, Yuri
Temirkanov, Riccardo Chailly e Valery Gergiev per citarne
solo alcuni.
Un altro
grande compositore russo, Piotr Ilic Cajkovskij, occuperà la
seconda parte del programma con l’esecuzione di una pagina
altrettanto popolare: la “Patetica”, Sinfonia n. 6 in si
minore op. 74, definita dall’autore “la migliore e la
più sincera” delle sue composizioni sinfoniche. Di fatto la
Sesta è una composizione diversa dalle precedenti
Sinfonie; oltre ad essere l’ultima, è anche quella che in
assoluto è più improntata ad una rassegnata malinconia e
segna l’addio di Cajkpvskij a ogni speranza nel futuro.
Trieste,
18 settembre 2006 |