|
Senza
entrare in una discussione filosofica ne la lettura freudiana che
deformerebbe il genio di Metastasio si è andato verso la metafora
teatrale che permette un’analisi dei personaggi, dei rapporti,
delle situazioni legate alla società del Settecento. Un scelta
tra il naturale e il sociale la lasciamo ai personaggi ben
delineati da Metastasio e Haydn che l’ha accompagnato
attentamente nel
disegnare la naturalezza della selvaggia Silvia e la cultura alta
di Costanza, la disperazione pre-romantica di Gernando contrastata
dalla prodezza di Enrico.
In
uno spazio stilizzato viene
messo in moto tutto il meccanismo del teatro di corte di quell’epoca
con le onde del mare fatte di carta peste e manovrate dai
macchinisti in vista e i giochi di luci ottenute dai movimenti
degli specchi.
Mantenendo
la verità storica della prima esecuzione dell’azione teatrale
di Haydn \Metastasio nel teatrino delle marionette di Esterhazy si
propone un progetto semplice e lineare. Le scene dello spettacolo
preparato da Haydn sono state divorate dall’incendio del teatro
grande del Duca e ,come nel nostro caso, ci si accontentava
di un palco ridotto e più modesto cercando di recuperare
il fasto dei decors perduti. Cosi
ci limitiamo ad alcuni elementi stilizzati ma di grande
effetto che permettono di raccontare la storia (alquanto
complicata) in un modo teatrale e semplice allo stesso tempo. La
corte assisterà alla rappresentazione facendo il contrasto con le
vicissitudini degli sventurati protagonisti sull’isola. La
corte splendente “bianca e oro” attorno al quartetto di
cantanti che pian piano perdono la propria identità culturale e ,
ad eccezione di Enrico, si abbandonano alla natura.
Una
pedana bianca candida. Una pedana che può essere un palcoscenico
della corte di Esterhazy oppure una metafora dell’isola persa in
un oceano.
Un
esperimento della corte per osservare, godersi, applaudire la
gente abbandonata alla natura e ai loro istinti. La Costanza
nonostante i 13 anni passati sull’isola non demorde e mantiene
le maniere e le convenienze cortigiane e solo nel momento della
disperazione finale si lascerà ad un gesto basso cioe quello di
tentare di togliersi
la vita. La bambina,Silvia, diventa invece un elemento
perturbante: i sogni della libertà
che può dare il contatto vicino con la natura. Il
togliersi la parrucca e la crinolina in pubblico e correre libere.
Le dame della corte la guarderanno con invidia. E le nostre dame
sedute in platea ? |