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Lo Schiaccianoci - IL COMUNICATO STAMPA

 

Al “Verdi” di Trieste dal 17 dicembre
LO  SCHIACCIANOCI  CON  IL  LATVIAN  NATIONAL  OPERA BALLET

Il secondo appuntamento della stagione lirica del Teatro Verdi di Trieste è dedicato agli amanti della danza: a partire da sabato 17 dicembre la Compagnia di danza russa del Latvian National Opera Ballet mette in scena Lo Schiaccianoci nella versione  coreografica di Vasilij Vainonen ripresa da Aivars Leimanis. Il balletto sarà  rappresentato con la musica di Petr Ilic Cajkovskij  eseguita dal vivo dall’Orchestra del Teatro Verdi diretta dal M° lettone  Martins Ozolins.

La favola, il cui vero nome è Lo schiaccianoci e il Re dei topi, fa parte della raccolta I Fratelli di San Serapione di ETA Hoffmann e  fu pubblicata nel 1819, settant’anni prima della nascita del balletto; anche se il balletto di Veìsevolojekij e Petipa si rifà ad un’altra versione più semplice firmata da Alexandre Dumas, i suoi personaggi sono quelli ideati da Hoffmann.

Lo Schiaccianoci, per la sua ambientazione, è da sempre considerato lo spettacolo natalizio per eccellenza. Ma, al di là  dell’apparenza consolatoria e natalizia è un dramma a doppia lettura per bambini e per adulti, condotto sulle note musicali di Cajkovskij.

Indipendentemente dalla lettura che del racconto ne è stata fatta nelle diverse interpretazioni di danza, lo Schiaccianoci è da sempre considerato un best-seller, come sostiene Mario Pasi, “sia che vi si privilegi l’aspetto favolistico - che in realtà non di favola si tratta ma di racconto morale “travestito da fiaba”-, sia che si legga come una storia vera - e  in questo caso ci aiuta la psicanalisi – in cui Maria esce dal tunnel dell’infanzia e della paura,  esce dal dominio dei genitori e affronta con animo fatato la vita”. 

Dalla prima rappresentazione di San Pietroburgo numerosissime, e diverse tra di loro, sono state le varie versioni dello Schiaccianoci, rappresentate sui palcoscenici di tutto il mondo, in particolare russi, fino a quella che da tutti è stata considerata la più affascinante e coinvolgente che ebbe per protagonista  Rudolf Nurejev con il recupero di tutti i temi hoffmanniani del gioco psicologico e della trasformazione del sogno in realtà.

Anche la versione del balletto in scena al Teatro Verdi è una interpretazione particolare e decisamente “innovativa”della  favola dello Schiaccianoci: essa è dedotta dalla coreografia di Vasilij Vainonen ma rivisitata dalla fantasia dei suoi ideatori, il coreografo e regista lettone Aivars Leimanis, che è anche il direttore artistico della Compagnia del Latvian National Opera Ballet, e lo scenografo e costumista Alexandre Vassiliev.

Infatti, pur ricalcando la tradizione, con la leggendaria Danza dei Fiocchi di neve e del Valzer di Clara e dello Schiaccianoci, il regista Leimanis ha voluto semplificare le danze e il linguaggio gestuale per renderlo più  fruibile anche da parte del pubblico più giovane.

La vicenda è  collocata nel tardo XIX° secolo durante  le festività natalizie ed è ambientata nelle strade di Riga, la città anseatica. “La mia intenzione – sostiene il regista Aivars Leimanis - era di riprodurre l’atmosfera delle vecchie strade di Riga e gli interni Art Nouveau. Per questo motivo ho scelto di utilizzare colori pastello e di presentare un contrasto drastico: all’esterno è inverno, all’interno i fiori sbocciano  come in una serra, un giardino d’inverno.”

Il Latvian National Opera Ballet è per la prima volta impegnato sul palcoscenico del Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”,  ma si tratta di una formazione tra le più importanti dell’ex Unione Sovietica, nata a Riga nel 1919 insieme all’Opera Sovietica di Lettonia come punto di riferimento per il futuro sviluppo dell’opera nazionale lettone e della locale tradizione di danza.

Sotto la guida di diversi direttori artistici e maestri del balletto classico russo, la Compagnia crebbe qualitativamente negli anni fino a dimostrarsi in grado di rappresentare sia il balletto classico e più tradizionale che le più moderne ricerche coreografiche.  Si deve a  Oswald Lamanis, divenuto direttore del balletto nel 1935, l’allestimento di  nuove produzioni e  la messa in scena dei primi balletti lettoni: “La vittoria dell’amore” di Janis Medino e “Autunno” e “L’usignolo e la rosa” di Janis Kalnins. A Lamanis successero poi vari coreografi come la Tangljeva-Birznietse, che dal 1945 al 1965  fu l’artefice del salto di qualità della Compagnia, Vitima, Strode, Blinov e Lembergs  i quali contribuirono tutti all’affermazione internazionale del Latvian National Opera Ballet. Oggi il suo repertorio include produzioni classiche come Il Lago dei cigni, La bella addormentata nel bosco, Giselle, Don Chisciotte  accanto ad altri balletti quali l’Oro degli Inca di O. Barskov, Chopiniana su  musiche di Chopin, Lo spettro della rosa di C.M. Weber, Yellow Tango su musiche di A. Piazzolla e Il Danubio su musiche di J. Strauss.  Attualmente, il Latvian National Opera Ballet è composto da 65 ballerini ed è diretto da Aivars Leimanis  artefice della  regia e coreografia di questa produzione. 

Nel corso delle rappresentazioni dello Schiaccianoci al “Verdi” di Trieste, nel ruolo di Maria si alterneranno due ballerine soliste, Julia Gurviča, cui sono andati numerosi riconoscimenti internazionali e Baiba Kokina  che fa parte della Compagnia dal 2002. Nel ruolo del Principe/Schiaccianoci danzeranno Aliaksei Avechkin, che nella Compagnia dal 1998 è interprete dei principali ruoli protagonistici di repertorio, Sergei Nejkshin, Pavels Vasilčenko e Zigmars Kirilko,  artisti dalla tecnica impeccabile e di brillante presenza scenica e  tutti giovani membri della Compagnia lettone.

L’Orchestra del Teatro Verdi sarà diretta dal  giovane M°  Martinš Ozolinš laureato alla Latvian Academy Music in direzione di coro e d’orchestra e vincitore di numerosi concorsi internazionali.  

Lo Schiaccianoci è in scena al Teatro Verdi il 17, 18,  20, 22, 23, 24, 27, 28 dicembre; quest’ultima recita è fuori abbonamento. Al pubblico delle scuole, la Fondazione triestina ha riservato la matinèe di mercoledì 21 dicembre, per la quale si regista già il tutto esaurito.

Trieste, 14 dicembre 2005
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