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Nabucco

Direttore: Christopher Franklin

L'opera

Musica di
Giuseppe Verdi

Dramma lirico in quattro parti
su libretto di Temistocle Solera
dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu e dal ballo Nabuccodonosor di Antonio Cortesi

Ed. musicali: E. F. Kalmus & Co., New York

 

Maestro Concertatore e Direttore Christopher Franklin

Regia Andrea Cigni
ripresa da Danilo Rubeca

Scene Emanuele Sinisi
Costumi Simona Morresi
Assistente ai costumi Veronica Pattuelli
Disegno luci Fiammetta Baldiserri
Maestro del Coro Francesca Tosi

 

Interpreti principali

Personaggi e interpreti

Nabucco
Giovanni Meoni (18, 20, 22, 26 / I)
Stefano Meo (19, 24 / I)

Abigaille
Amarilli Nizza (18, 20, 22, 26 / I)
Kristina Kolar (19, 24 / I)

Ismaele
Riccardo Rados (18, 20, 22, 26 / I)
Motoharu Takei (19, 24 / I)

Zaccaria
Nicola Ulivieri (18, 20, 22, 26 / I)
Gianluca Breda (19, 24 / I)

Fenena Aya Wakizono
Abdallo Andrea Schifaudo
Anna Rinako Hara
Il Gran Sacerdote di Belo Francesco Musinu 

 

Allestimento del Teatro Ponchielli di Cremona in coproduzione
con il Teatro Grande di Brescia e il Teatro Fraschini di Pavia

 

Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

 


Galleria fotografica

Argomento

Parte prima – Gerusalemme


Gerusalemme è caduta. Sconfitti i difensori, fatto prigioniero il re Sedecia con i suoi dignitari, Nabucco sta mettendo a ferro e fuoco la capitale della Giudea e, alla testa degli armati babilonesi, investe l’ultimo baluardo dei superstiti ebrei: il Tempio di Salomone. Qui, intorno al gran pontefice Zaccaria, il popolo invoca disperatamente la salvezza dal Dio d’Israele. Una speranza rianima tutti: Zaccaria è riuscito a catturare Fenena, la figlia minore di Nabucco, che nelle sue mani potrà costituire un prezioso ostaggio. Egli l’affida ad Ismaele, nipote di Sedecia e, insieme ai più validi rimasti, si accinge alla difesa del Tempio. Ismaele riconosce, in Fenena, colei che un giorno alla corte di Nabucco gli ha salvato la vita e della quale s’è innamorato. Decide quindi di proteggerla contro tutti. Ma ecco irrompe nel tempio, con un gruppo di babilonesi travestiti da ebrei, Abigaille, l’ambiziosa primogenita di Nabucco o almeno ritenuta tale. Anche lei si è invaghita di Ismaele che l’ha sempre respinta. Dichiarandosi ancora egli insensibile al suo amore, Abigaille giura di vendicarsi di lui e di Fenena. Nabucco, travolta l’ultima resistenza, s’affaccia vittorioso sulla soglia del Tempio. Zaccaria vuole impedire che egli profani il luogo sacro minacciando i fulmini di Jehova e brandendo un pugnale contro Fenena. Nabucco esita dapprima, ma poi dà ordine di uccidere tutti gli ebrei che non si prosterneranno a lui. Zaccaria sta per colpire la fanciulla ma Ismaele gliela strappa di mano e la sospinge tra le braccia del padre. Il gesto gli attira la maledizione dei suoi correligionari.


Parte seconda - L’empio


Quadro primo
Appartamenti nella reggia di Babilonia. A Babilonia, in attesa di Nabucco, ancora impegnato a sottomettere l’intera Giudea, regna Fenena, designata a ciò dal padre, con ira violenta di Abigaille la quale ha appreso da un documento segreto che non è figlia del re, bensì da una schiava da lui protetta. Ma ecco che Fenena, dando la libertà ai prigionieri ebrei, le offre l’occasione di riguadagnare il favore dei babilonesi. Abigaille sparge la voce che Nabucco è morto combattendo e viene acclamata regina, al posto di Fenena, detronizzata come indegna.


Quadro secondo
Sala nella reggia. Intanto Zaccaria, prigioniero anche lui nella reggia nemica, sta per raccogliere la conversione di Fenena alla religione ebraica, fatto questo che varrà ad assolvere Ismaele dall’accusa di tradimento. Abigaille interrompe il rito, strappa la corona a Fenena e ordina di imprigionare nuovamente i giudei. D’improvviso ritorna Nabucco. Imbaldanzito dalle sue vittorie, riprende le redini del potere, dichiara decaduti per sempre gli Dei di Babilonia e di Israele e proclama se stesso unico Dio, imponendo a tutti di adorarlo. Fenena è la prima a rifiutarsi, rivelando al padre di essersi fatta ebrea. Il re l’afferra e vuole piegarla alle sue ginocchia allorché una folgore lo colpisce e gli strappa la corona rendendolo folle. Tutti assistono atterriti alla scena fuorché Abigaille che, raggiunto il suo scopo, raccoglie da terra la corona e se ne cinge, proterva, il capo.


Parte terza – La profezia

Quadro primo
Orti pensili nella reggia di Babilonia. Il trionfo di Abigaille è completo. Il gran sacerdote di Belo, suo complice, chiede la morte di Fenena, spergiura, e di tutti gli ebrei. La sentenza sta per essere approvata da Abigaille, ipocritamente commossa quando, inatteso, irrompe Nabucco. Sempre sconvolto dalla pazzia è riuscito a fuggire dalle stanze in cui è relegato spinto da confusi ricordi verso il trono perduto. Rimasta sola con lui, Abigaille lo convince con subdole manifestazioni di affetto a firmare il decreto di soppressione degli ebrei. E quando lo ha in pugno, perfidamente rivela al vecchio sovrano che tra questi c’è anche sua figlia Fenena.


Quadro secondo
Le sponde dell’Eufrate. Incatenati e condannati ad un duro lavoro per ordine della spietata Abigaille, gli ebrei alzano il cantico d’invocazione a Jehova perché salvi il popolo eletto e gli ridoni la patria perduta. Zaccaria, come ispirato, preannuncia prossima la liberazione e la fine di Babilonia.

Parte quarta

Quadro primo
Appartamento nella reggia di Babilonia. Prigioniero di Abigaille, Nabucco è agitato da sogni inquietanti. Lo distoglie d’improvviso dalle sue allucinazioni il nome di Fenena, urlato dalla folla che segue la giovane incatenata trascinata alla morte. L’impressione che egli prova è tale da fargli riacquistare la lucidità di mente. Vuole accorrere in difesa della fanciulla, ma la porta della sua stanza è chiusa e non si lascia abbattere. Nabucco cade in ginocchio e chiede perdono al dio dei giudei. Lo ringrazia della sua guarigione e lo implora di salvare sua figlia. In cambio promette di distruggere tutti gli idoli e di erigergli un tempio a Babilonia. Ha appena terminato di pronunciare la promessa che sopraggiunge, con un gruppo di armigeri, Abdallo, il più fedele dei suoi guerrieri. E insieme a lui il re esce brandendo la spada vendicatrice.


Quadro secondo
Orti pensili nella reggia di Babilonia. Intanto Fenena, col primo gruppo di Ebrei condannati a morte è trascinata sul luogo del supplizio, presso l’altare del dio Belo. Il sacrificio sta per compiersi, ma prima la giovane si prostra dinanzi a Zaccaria e chiede la sua benedizione. Allo stesso tempo appare Nabucco. Libera Fenena e gli altri Ebrei. Poi, tra lo sbigottimento dei presenti, ordina di distruggere l’idolo malefico di Belo. Basta però la sua parola perché il simulacro del falso dio crolli polverizzato sotto gli occhi di tutti, paralizzati dallo stupore e dallo spavento, mentre alta si leva la voce di Nabucco che esalta la potenza e la gloria del vero Dio e dona la libertà agli Ebrei. Vinta e sconvolta, Abigaille si uccide, mentre tutt’intorno risuona un cantico di riconoscenza e di adorazione al Dio d’Israele.