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L'italiana in Algeri

Direttore: George Petrou

L'opera

Musica di Gioachino Rossini

Dramma giocoso per musica in due atti
su libretto di Angelo Anelli

 

Regia Stefano Vizioli
Scene e costumi Ugo Nespolo

 

 

Nuovo allestimento in coproduzione tra
Fondazione Teatro di Pisa e Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

 

Personaggi e interpreti

 

Mustafà, Bey d’Algeri Nicola Ulivieri
  Daniele Antonangeli 
   
Elvira, moglie di Mustafà Viktoria Kholod
   
Zulma, schiava confidente di Elvira Silvia Pasini
   
Haly, capitano dei corsari algerini Shi Zong
   
Lindoro René Barbera
giovane italiano schiavo favorito di Mustafà  Ruzil Gatin
   
Isabella, signora italiana Chiara Amarù
  Laura Verrecchia
   
Taddeo, compagno d'Isabella Nicolò Ceriani
   
   
  Coro di Eunuchi del serraglio, di Corsari algerini, di Schiavi italiani, di Pappataci.
  Comparse di Femmine del serraglio, di Schiavi europei e di Marinai. 
  La scena si finge in Algeri.
   

Galleria fotografica

Argomento

 

ATTO PRIMO
Mustafà, il Bey di Algeri, è ormai stanco della sposa Elvira che, angosciata, si confida con Zulma e tenta di riavvicinarsi al marito. Ma questi è ormai irremovibile nella sua decisione di separarsi e anzi ordina a Haly, capitano dei corsari e suo fedelissimo, di procurargli una moglie italiana. Decide inoltre che Elvira dovrà maritarsi con Lindoro, un giovane italiano ridotto in schiavitù presso la corte. Lindoro a sua volta piange la sua triste sorte, lontano dal suo paese e dalla sua amata Isabella e invano tenta di resistere alle decisioni prese dal Bey.
Un vascello italiano, sbattuto in rada da una tempesta, è abbordato dai corsari del Bey. Esultanti per il bottino, i pirati notano subito una donna di straordinaria bellezza. È Isabella, giovane italiana che affronta i pericoli di un viaggio in mare alla ricerca del fidanzato Lindoro. Con lei il suo pavido compagno di viaggio e spasimante Taddeo. Isabella viene subito destinata da Haly al serraglio di Mustafà, ma la giovane italiana, esperta ed astuta, è pronta a giocare le armi della seduzione. Si fa passare per nipote di Taddeo che, pur recalcitrante e geloso, accetta la parte.
Intanto a palazzo Elvira e Lindoro sono restii ad accettare le volontà di Mustafà; ma Lindoro infine acconsente perché Mustafà, pur di liberarsi della moglie, gli consente il ritorno in Italia a patto che si porti con sé Elvira.
Isabella, giunta a corte, ammalia con le sue grazie Mustafà che subito cede alle sue richieste liberando Taddeo.
Elvira e Lindoro in procinto di partire si congedano da Mustafà. Isabella riconosce il suo innamorato e chiede chi sia la donna che accompagna Lindoro. Mustafà le rivela il suo progetto, ma Isabella sconvolge tutto il gioco: Elvira dovrà rimanere col Bey e Lindoro diverrà il suo schiavo personale. Mustafà protesta, ma poi finisce per cedere non resistendo al fascino della bella e astuta ragazza.

 

ATTO SECONDO
Gli eunuchi, Elvira, Zulma ed Haly commentano divertiti il mutamento di carattere del Bey, che da tiranno è divenuto lo zimbello di Isabella. Intanto il Bey vuole assicurarsi la complicità di Taddeo, credendolo zio di Isabella e lo nomina Kaimakan ossia luogotenente. Il povero spasimante di Isabella, temendo per la propria testa, accetta la carica e l’incarico di convincere la ritrosa fanciulla.
Isabella, nel suo lussuoso appartamento, si sta abbigliando alla turca per preparasi all’appuntamento con Mustafà e rassicura Elvira invitandola ad avere un po’ di pazienza. La ragazza si è già chiarita con Lindoro e insieme hanno preparato un piano di fuga.
Mustafà si appresta all’appuntamento con Isabella e si accorda con Taddeo su come organizzare la seduzione; quando lui darà il segnale, uno starnuto, Taddeo dovrà uscire e lasciarli soli.
Ma Isabella e Lindoro danno vita a tutta una serie di situazioni ingannevoli che gettano lo scompiglio fra tutti. Taddeo, confuso da Lindoro e convinto di essere prescelto da Isabella, non lascia la stanza nonostante i molti starnuti; Isabella, dopo aver incantato Mustafà con la propria civetteria, a sorpresa invita Elvira a prendere il caffè. Mustafà è furente ma Taddeo e Lindoro gli fanno credere che Isabella è da lui affascinata e vuol conferirgli un titolo onorifico italiano, creandolo suo Pappataci, carica che impone di mangiare, bere, dormire e tacere. Mustafà è estasiato da tanta premura amorosa.
Isabella e Lindoro organizzano una congiura con l’aiuto degli schiavi italiani ansiosi di essere liberati. Per riuscire nel loro intento fanno distribuire una grande quantità di liquore agli eunuchi ed ai mori del palazzo.
Mustafà viene ricevuto da molti schiavi italiani travestiti da Pappataci, che lo spogliano e lo rivestono come loro. Isabella presiede alla cerimonia e, per istruire Mustafà, scambia frasi d’amore con Lindoro. Da parte sua Taddeo istruisce il Bey a mangiare e tacere e Mustafà cade nel tranello.
Ma ecco un vascello apparire sul mare ed accostarsi alla loggia. Tutti si affrettano all’imbarco.
Taddeo, comprendendo che Isabella e Lindoro hanno ingannato anche lui, svela il tradimento a Mustafà, che però, da buon Pappataci, non se ne preoccupa. Solo quando il vascello è ormai lontano, richiamato da Elvira e Zulma si rende conto dell’accaduto e inutilmente richiama all’ordine eunuchi e mori, tutti ubriachi.
Mustafà è esausto e finisce per rifugiarsi nell’amore della fedele Elvira, pronta a perdonarlo.