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La sonnambula

Direttore: Guillermo García Calvo

L'opera

Musica di Vincenzo Bellini

Melodramma in due atti
su libretto di Felice Romani, dal ballo pantomimo La somnambule, ou L’arrivée d’un nouveau seigneur di Eugène Scribe e Jean-Pierre Aumer e dalla comédie-vaudeville La somnambule di Scribe e Germain Delavigne.

 

Regia Giorgio Barberio Corsetti
Regista assistente Fabio Cherstich
Scene e Costumi Cristian Taraborrelli
Disegno luci Marco Giusti

 

 

Allestimento della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari

 

Personaggi e interpreti

 

Il conte Rodolfo, signore del villaggio  Filippo Polinelli 
   
Amina, sua figlia adottiva e fidanzata di   Aleksandra Kubas-Kruk (5, 7, 9, 13/V)  
  Jeanette Vecchione (6, 11/V)
   
Elvino, ricco possidente del villaggio Bogdan Mihai (5, 7, 9, 13/V)
  Giorgio Misseri (6, 11/V)
   
Lisa, ostessa innamorata di Elvino Olga Dyadiv
   
Alessio, contadino innamorato di Lisa Marc Pujol
   
Teresa, mugnaia Namiko Kishi
   
Un notaio Motoharu Takei
   
   
   
Contadini e Contadine.  
La scena si svolge in un villaggio della Svizzera.  

Galleria fotografica

Argomento

 

ATTO PRIMO
Piazza del villaggio.

Il paese è in festa per le nozze di Amina, figlia adottiva di Teresa la mugnaia, col ricco possidente Elvino. Solo Lisa, proprietaria della locanda, non partecipa all’allegria generale: sperava infatti di essere lei la fortunata sposa di Elvino e risponde scortesemente ai complimenti di Alessio. Gli abitanti del villaggio affollano la piazza e accolgono gioiosamente Amina che entra con Teresa. La fanciulla ringrazia commossa per le manifestazioni d’affetto e il Notaio giunge precedendo di poco Elvino. Davanti ai testimoni e al Notaio, Elvino dà ad Amina l’anello che apparteneva a sua madre e le offre un mazzetto di fiori; invita poi tutti i presenti al rinfresco che avrà luogo la mattina seguente nel suo podere dopo la cerimonia religiosa. Si sente uno scalpitar di cavalli e l’attenzione dei presenti è attratta dall’arrivo di un forestiero. È il Conte Rodolfo, figlio del defunto signore del villaggio, che ritorna in patria dopo molti anni di assenza e non è riconosciuto da nessuno. Egli decide di pernottare in paese per non intraprendere di notte la salita che conduce al castello e Lisa gli offre alloggio nella sua locanda. Il Conte è commosso nel rivedere i luoghi dove ha trascorso l’infanzia, tutto gli sembra bello, la grazia di Amina lo incanta ed egli le rivolge garbati complimenti. Intanto è calata la notte e tutti si dimostrano impazienti di rientrare in casa, al forestiero che chiede il perché di tanta fretta spiegano che il villaggio è visitato da un fantasma. Il Conte ritiene questa una sciocca superstizione e segue Lisa nell’alberghetto mentre tutti si allontanano. Amina trattiene Elvino che si dimostra un poco geloso delle attenzioni del forestiero per la fi danzata. Ma la fanciulla presto lo rassicura e i due si separano affettuosamente.
Una camera nella locanda. Lisa viene a chiedere se il Conte è contento del suo appartamento: il Sindaco ha rivelato l’identità del viaggiatore e Lisa è molto lusingata di ospitarlo. Anche Rodolfo non è malcontento di essersi fermato e si permette qualche confidenza con la bella locandiera, che non lo respinge. Un rumore spaventa Lisa che si rifugia nella stanza accanto lasciando cadere un fazzoletto. Dalla finestra entra Amina in camicia da notte bianca: essa è sonnambula, parla dormendo e crede di trovarsi con Elvino. Rodolfo non sa se svegliarla o no, dapprima è tentato di approfi ttare della circostanza, poi è toccato dal perfetto candore della fanciulla e, per non comprometterla, esce dalla fi nestra. Amina si sdraia su un divano e continua a dormire. Lisa che ha visto entrare Amina, corre ad avvertire Elvino. Intanto il Sindaco, Alessio e un gruppo di contadini venuti a complimentare il Conte, trovano con sorpresa Amina addormentata nella stanza di lui e anche Elvino, che accorre incredulo accompagnato da Lisa, è convinto dell’infedeltà della fanciulla. Essa si sveglia al rumore, sbalordita e investita dalle accuse di tutti. Protestando la propria innocenza, si rifugia piangente fra le braccia di Teresa, che le mette sulle spalle il fazzoletto perso da Lisa e la conduce via.

ATTO SECONDO
Ombrosa valletta fra il villaggio e il castello.

Un gruppo di contadini si dirige al Castello per chiedere al Conte di convincere Elvino dell’innocenza di Amina, se questo è il caso, o, comunque, di compiere il suo dovere verso la fanciulla. Anche Teresa vuol condurre Amina dal Conte perché egli la giustifichi, ma vedendo giungere Elvino le due donne si fermano e Amina affronta Elvino cercando invano di persuaderlo della sua innocenza. Elvino non si calma ed è ancora più indignato quando i contadini ritornano dal castello annunziando che il Conte sta venendo di persona a rassicurarlo. Si rifiuta di vederlo e si allontana disperato.
La piazza del villaggio. Alessio protesta a Lisa il suo sincero affetto, consigliandole di non fidarsi di Elvino che ha deciso di sposarla solo per dispetto. Ma Lisa è tutta felice di aver riconquistato Elvino e tratta Alessio con disprezzo mentre riceve soddisfatta i rallegramenti dei paesani. Elvino, convinto dell’infedeltà di Amina, è disposto a celebrare subito le nozze con Lisa ma è trattenuto da Rodolfo che racconta come Amina sia entrata nella sua stanza dormendo, senza rendersene conto. Né Elvino, né gli altri credono a questa spiegazione. Dal mulino esce Teresa pregando i presenti di far silenzio perché, dopo tanto piangere, la povera Amina ha finalmente preso sonno. Vedendo Elvino e Lisa diretti in chiesa, essa mostra a tutti il fazzoletto perso da Lisa in camera del Conte. Lisa rimane confusa; il Conte non vuol commentare l’accaduto, ma conferma a Elvino che Amina è innocente. E questa volta gli increduli sono costretti a prestargli fede: da una finestra del mulino esce Amina e cammina sul tetto. Tutti restano col fiato sospeso temendo di vederla cadere, ma lentamente la fanciulla scende e arriva nel mezzo della piazza. Essa parla a Elvino in sogno, si inginocchia pregando il Cielo di renderlo felice con la sua sposa e bacia piangendo il mazzolino di fiori che egli le aveva regalato. Commosso e convinto, Elvino le si avvicina e le rimette al dito l’anello. Svegliandosi Amina si trova fra Teresa e Elvino che la abbracciano. Tutti si rallegrano e festeggiano gli sposi.