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Gianni Schicchi e Cavalleria Rusticana

Direttore: Francesco Quattrocchi

Spettacolo terminato

Scheda

FUORI ABBONAMENTO

 SPETTACOLO FUORI ABBONAMENTO

 

GIANNI SCHICCHI
Opera in un atto su libretto di Giovacchino Forzano
Musica di Giacomo Puccini

 

Gianni Schicchi, 50 anni Giovanni Guarino
Lauretta, sua figlia, 21 anni Myuki Shirakawa (23) / ShizukoTo (24)
Zita, detta La Vecchia, cugina di Buoso, 60 anni Ayako Tutsui (23) / Hiroko Esaki (24)
Rinuccio, nipote di Zita, 24 anni Gianni Leccese
Gherardo, nipote di Buoso, 40 anni Vincenzo Maria Sarinelli
Nella, sua moglie, 34 anni Yuka Onishi
Gherardino, loro figlio, 7 anni Elisabetta Vegliach
Betto di Signa, cognato di Buoso, povero e malvestito, età indefinibile Shinnosuke Hata
Simone, cugino di Buoso, 70 anni Chikara To
Marco, suo figlio, 45 anni Yusuke Ito
La Ciesca, moglie di Marco, 38 anni Sachimi Yamada
Maestro Spinelloccio, medico Yoshio Hamada
Ser Amantio di Nicolai, notaio Carlo Torriani
Pinellino, calzolaio Shinji Hokada
Guccio, tintore Takuya Kubota

* * * * *

 

CAVALLERIA RUSTICANA
Melodramma in un atto, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci
Musica di Pietro Mascagni

 

Santuzza Dimitra Theodossiou
Turiddu Piero Giuliacci (23/II) / Kennichi Morioka (24/II)
Alfio Gudo Hasui
Lola Veronica Esposito (23/II) /Miyuki Shirakawa (24/II)
Lucia, madre di Turiddu Michiko Honda

 

 

Regia Carlo Antonio De Lucia
Assistente alla regia Marika Urbano
Assistente al Direttore Ayaka Mieno
Allestimento Kitakyūshū City Opera - Accademia Operistica Internazionale

Orchestra, coro e tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Coro Kitakyūshū City Opera

 


 

DURATA DELLO SPETTACOLO: 2 ORE E 30 MINUTI CA.

 

GIANNI SCHICCHI: 55 MIN. CA.

INTERVALLO: 20 MIN. CA.

CAVALLERIA RUSTICANA: 1 H 15 MIN. CA.

 


Prezzi di botteghino

Palchi centrali (8, 6, 4 posti), pepiano e I ordine  € 55,00  € 49,50  € 48,00 
Platea € 55,00 € 49,50 € 48,00
Palchi laterali (4 posti), pepiano e I ordine € 45,00  € 40,50 € 38,00 
Barcaccia pepiano e I ordine (4 o 3 posti) € 45,00 € 40,50 € 38,00
I galleria: I fila e II fila centrale € 45,00 € 40,50 € 38,00
I galleria: II fila laterale / palco II ordine € 40,00  € 36,00 € 34,00
II galleria, palco III ordine € 30,00 € 27,00 € 25,50 
Loggione, II galleria (VI-VII fila) € 20,00 € 18,00 € 17,00
       
Ingressi gallerie e loggione € 10,00    
       
Promozione giovani UNDER 30: tutti i settori tranne palchi centrali  € 15,00    
promozione giovani da 30 a 34 anni: tutti i settori tranne palchi centrali  € 20,00    
       

 

 

Argomento


GIANNI SCHICCHI

Nella camera da letto di Buoso Donati.
Il vecchio possidente è appena spirato; i suoi numerosi parenti, disposti in ginocchio attorno al letto dov’egli giace, manifestano un dolore che son ben lontani dal provare.
Tutti i parenti del morto - la vecchia Zita, il nipote Rinuccio, Gherardo con la moglie Nella ed il figlioletto Gherardino, il vecchio Simone con il figlio Marco e la moglie di questi, Ciesca, e infine Betto, il cognato povero di Buoso - aspettano l’eredità del congiunto e ciascuno spera in un testamento in proprio favore. Messi in allarme da voci che circolano - secondo le quali il vecchio avrebbe lasciato tutti i suoi averi ad un monastero - gli avidi parenti si pongono immediatamente alla ricerca del testamento. Trovatolo, hanno l’amara sorpresa di constatare come le voci corrispondano alla realtà. Buoso ha lasciato tutte le ricchezze ai frati: i parenti si disperano e ora davvero piangono sulla loro disgrazia. Rinuccio ha mandato, nel frattempo, a chiamare l’astuto Gianni Schicchi. Il giovane spera di diventare ricco con l’eredità dello zio e così di poter sposare Lauretta, figlia di Gianni Schicchi. I due giovani si sono giurati eterno amore nonostante la famiglia di Rinuccio, e in particolare la vecchia Zita, non veda di buon occhio il matrimonio, perché Gianni Schicchi viene dalla campagna ed è considerato poco più di un contadino.
Giunge Schicchi accompagnato da Lauretta, e subito - dietro le pressanti richieste dei delusi congiunti di Buoso - architetta un diabolico piano per cambiare le ultime volontà del morto. Nessuno in città sa ancora della fine del Donati: Gianni Schicchi si travestirà da Buoso, si metterà nel letto del defunto e detterà un falso testamento al notaio che Rinuccio è corso ad avvertire. Prima di dare effetto all’inganno, però, Gianni avverte i parenti che un’atroce pena li aspetta, se la truffa verrà scoperta: il taglio di una mano e l’esilio per ognuno di loro. Ma l’avida gente non si lascia sconcertare da simile prospettiva. Una prima prova Schicchi la fa con il medico, maestro Spinelloccio, che rimane ingannato dalla voce e dalle parole del falso moribondo. Durante i preparativi del travestimento tutti i parenti, uno alla volta e separatamente, tentano di prendere accordi con Gianni con promesse di lauti compensi e Schicchi dà ad ognuno le migliori speranze.
Giunge il notaio e il falso Buoso detta le sue ultime volontà: destina ai parenti vari beni secondo le varie richieste ma i possedimenti migliori li destina al “suo amico Gianni Schicchi”, vale a dire a se stesso. Usciti notaio e testimoni, la furia dei parenti, gabbati dal loro stesso inganno, esplode tremenda: insultano Schicchi ma nulla possono fare. Così, ad uno ad uno, lasciano la casa cercando di portar via più roba che possono. Gianni è soddisfatto della burla: Lauretta, ormai ricca per l’inaspettata dote, potrà unirsi al suo amato Rinuccio; e questa è per Schicchi la gioia più grande. Rivolto al pubblico, alludendo ai due giovani innamorati, egli chiede furbescamente se i quattrini di Buoso Donati potevano finire meglio di così.

 

CAVALLERIA RUSTICANA

In un paese della Sicilia.
A sipario calato il giovane Turiddu canta una serenata alla bella Lola, la donna che egli amava - riamato - prima di partire per il servizio militare e che, tornando, ha trovata sposa del carrettiere Alfio. Ha cercato di consolarsi con Santuzza, un'altra ragazza del paese, ma l'antico amore ha ripreso il sopravvento e fra i due, ora, vi è una relazione che Alfio ignora, ma che Santuzza, sedotta e abbandonata, sospetta.
È la mattina di Pasqua; le campane invitano i fedeli alla festa della Pace. Ma pace non c'è nel cuore di Santuzza che, angosciata, si reca all'osteria di Mamma Lucia a chieder notizie del figlio di questa, Turiddu. Il giovane, pur avendo detto alla madre che si recava a Francofonte a comprare il vino, è stato visto, a notte alta, ancora in paese. Anche Alfio, che sopraggiunge con il carretto, ha scorto Turiddu - al mattino - vicino a casa sua.
Rimasta sola con Mamma Lucia, Santuzza le apre il suo cuore, esprimendo tutta la sua disperazione per il tradimento di Turiddu. La vecchia, turbatissima, entra in chiesa e Santuzza affronta Turiddu ed ha con lui un tempestoso colloquio, interrotto, ad un certo punto, dall'arrivo di Lola, che entra cantando uno stornello e rivolge parole ironiche e pungenti a Santuzza. Ora Turiddu rimprovera aspramente Santuzza di avergli impedito di seguire Lola e di tormentarlo con la sua folle gelosia: alla fine, esasperato dalle insistenze della ragazza, la getta a terra e fugge in chiesa. Santuzza, fuori di sé per il dolore e l'umiliazione, maledice l'amante augurandogli la mala Pasqua. E a compare Alfio, che entra in quel momento, rivela, senza riflettere, come impazzita, la relazione di Lola e Turiddu. Subito si pente del male commesso, ma è troppo tardi: durante un brindisi che Turiddu fa all'uscita della Messa con Lola ed alcuni amici, Alfio rifiuta il vino che il giovane gli offre. La sfida è lanciata: i due uomini si abbracciano, secondo l'uso, e Turiddu morde l'orecchio di Alfio. Mentre Lola, agitatissima, viene condotta via dalle donne, Turiddu ha un ultimo, angosciato dialogo con la madre, che nulla sospetta e alla quale raccomanda Santuzza nell' eventualità che egli muoia. Alla madre, che lo interroga stupita, risponde di essere un po' ebbro, ed esce in fretta per raggiungere Alfio, che lo attende dietro l'orto per il duello.
Si ode un mormorio confuso; poi - sempre più vicino - un grido tremendo:"Hanno ammazzato compare Turiddu!".