Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la nostra Informativa estesa cookie

OK Informativa estesa cookie

Così fan tutte

Direttore: Oleg Caetani

L'opera

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

(o sia La Scuola degli amanti)
Dramma giocoso in due atti KV 588 su libretto di Lorenzo Da Ponte
(da Le metamorfosi di Ovidio e da La grotta di Trofonio di Giovanni Battista Casti)

 

Regia Giorgio Ferrara 
ripresa da Patrizia Frini
Scene e costumi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo
Disegno luci Daniele Nannuzzi

 

 

Allestimento della Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto

 

 

Personaggi e interpreti

 

Fiordiligi Karen Gardeazabal 
dama ferrarese abitante in Napoli  Gioia Crepaldi
   
Dorabella Aya Wakizono
dama ferrarese e sorella di Fiordiligi  Chiara Tirotta
   
Guglielmo Vincenzo Nizzardo
ufficiale, amante di Fiordiligi Giuseppe Esposito
   
Ferrando Giovanni Sala
ufficiale, amante di Dorabella Ruzil Gatin
   
Despina, cameriera Giulia Della Peruta
  Francesca Micarelli 
   
Don Alfonso, vecchio filosofo Abramo Rosalen
   Alessio Cacciamani
   
  Coro di soldati, servitori, marinai, convitati alle nozze, popolo
  La scena si finge in Napoli

Galleria fotografica

Argomento

 

ATTO PRIMO
La scena si finge in Napoli

Primo quadro – Due giovani ufficiali, Ferrando e Guglielmo, promessi sposi a due sorelle, Dorabella e Fiordiligi, vantano, in presenza del filosofo Don Alfonso, le doti delle fidanzate, e in particolar modo la loro fedeltà; Alfonso, invece, si mostra scettico sulla costanza delle donne in genere, e dichiara anzi di essere disposto a scommettere una somma di denaro che anche le due fanciulle portate ad esempio sono come tutte le altre donne, cioè deboli e incapaci di resistere alle tentazioni. Accettata la scommessa dai due giovani, egli pone come condizione che Ferrando e Guglielmo seguano con attenzione il suo piano e ascoltino puntualmente i suggerimenti che via via egli proporrà; soltanto così potrà far constatare loro che l’asserita fedeltà delle donne altro non è che una irraggiungibile chimera.

Secondo quadro – Nel giardino della loro casa in riva al mare, Fiordiligi e Dorabella contemplano ammirate il ritratto dei due ufficiali e si ripromettono di affrettare i preparativi perché le nozze avvengano nel più breve tempo possibile. Ma ecco che, preceduti da Don Alfonso, entrano, con atteggiamento malinconico, Ferrando e Guglielmo; il motivo della loro tristezza è presto spiegato: sono stati richiamati al campo da un ordine regio, e perciò, prima di partire, desiderano salutare le promesse spose. Gli addii sono strazianti, e le fanciulle si mostrano realmente dispiaciute; questo sembra per i due giovani già una prova sufficiente per cantare vittoria, ma Alfonso replica loro di attendere con pazienza. In quell’attimo un battello si avvicina alla riva e subito i due ufficiali vi salgono; allorché questi si allontanano, le fanciulle scoppiano in singhiozzi e poi si ritirano in casa, mentre Alfonso, che ha architettato questa falsa partenza per mettere alla prova la costanza delle due donne, rimasto solo, si burla del loro contegno.

Terzo quadro – Tornate a casa, in preda a profonda disperazione, le sorelle si imbattono in Despina, la ragazza che è al loro servizio; appresi i motivi di tanto dolore, questa consiglia le padrone di non affliggersi troppo, ma di prendere con filosofia la lontananza dei fidanzati, i quali, come del resto tutti gli uomini, non mancheranno di concedersi anch’essi qualche distrazione. Le parole di Despina scandalizzano le sorelle, ma non certamente Don Alfonso che, per sviluppare il suo progetto, ha bisogno di un valido alleato; e con la promessa di un regalo si assicura la collaborazione della ragazza. Poco dopo fanno il loro ingresso due albanesi, i quali altri non sono che Guglielmo e Ferrando travestiti; questi si dicono innamorati di Fiordiligi e Dorabella, le quali invece, alle galanti espressioni dei due, oppongono parole di ira e di indignazione. Guglielmo e Ferrando, una volta allontanatesi le ragazze, appaiono ancor più soddisfatti e manifestano il loro giubilo a Don Alfonso, il quale però, non ancora contento di questa prima prova, dichiara di voler insistere nella burla: chiama a sè Despina e si accorda con essa perché induca le padrone ad accettare la corte dei due ricchi stranieri.

Quarto quadro – Sole in giardino, Fiordiligi e Dorabella continuano a lamentarsi della loro sorte, quando sopraggiungono, invano trattenuti da Alfonso, i due albanesi che, fingendo di essersi avvelenati perché respinti, stramazzano a terra; le ragazze rimangono dapprima perplesse, poi, mosse a pietà, si avvicinano ai forestieri dopo aver pregato Despina di correre alla ricerca di un medico. Travestita da medico, riappare Despina stessa che, con una pietra miracolosa, riesce a scuotere i due finti avvelenati, i quali, gettandosi ai piedi di Fiordiligi e Dorabella, rinnovano le loro ardenti dichiarazioni d’amore, che però le sorelle respingono con fermezza.

 

ATTO SECONDO

Primo quadro – Assecondando il piano di Don Alfonso, Despina non tralascia occasione per indurre le padrone ad accettare la corte dei due albanesi; ed ora, dopo l’ennesimo sermone, sia Fiordiligi che Dorabella sembrano meno sicure dei loro sentimenti e cercano di convincersi a vicenda che non ci sarebbe nulla di male se mostrassero maggior benevolenza nei confronti dei tenaci corteggiatori. Alla fine si decidono, ed ognuna si prepara a scegliere il proprio cavaliere; Fiordiligi sembra preferire Ferrando, mentre Dorabella mostra maggior predilezione per Guglielmo.

Secondo quadro – Intanto i due giovani, sempre travestiti, giungono accompagnati da Don Alfonso e si presentano alle fanciulle; all’inizio si nota un certo imbarazzo, che però subito si dissipa allorché, separate le due coppie, la più focosa Dorabella offre a Guglielmo, in cambio di un medaglione, il ritratto del proprio fidanzato, mentre Fiordiligi appare meno sensibile alle insistenti premure di Ferrando. Quando i due amici si ritrovano, si scambiano le loro impressioni: Guglielmo è felice, pur rammaricandosi di dover togliere a Ferrando qualunque illusione sulla costanza della sua fidanzata.

Terzo quadro – Fiordiligi, pur non smentendo di avvertire una certa attrazione verso il cavaliere albanese, afferma di volersi conservare fedele al suo fidanzato. Decide anzi di raggiungerlo immediatamente al campo; mentre sta per indossare un mantello da ufficiale che le consentirà di passare inosservata, viene sorpresa da Ferrando, al quale saranno sufficienti poche parole per riuscire a battere le ormai deboli resistenze della fanciulla. È ora Guglielmo a lamentarsi della sua fidanzata; ma Alfonso è lì, pronto a trarre la morale dagli ultimi eventi che egli stesso ha provocato per dare ragione alla sua tesi, secondo la quale è inutile disperarsi e minacciare vendetta, in quanto tutte le donne sono simili fra di loro, e l’unica cosa è di accettarle come sono.

Quarto quadro – Cadute le ultime resistenze, Fiordiligi e Dorabella si sono dichiarate addirittura disposte a sposare i ricchi spasimanti, e ora le due coppie sono pronte per la festa nuziale; interviene anche, per stendere il contratto, un notaio, che altri non è che Despina mascherata, quando si ode un vicino rullo di tamburo. Alfonso, mostrando un’esagerata agitazione, entra per annunciare l’imminente ritorno dal campo dei due ufficiali; le ragazze, spaventatissime, nascondono allora nella stanza attigua i due albanesi, un attimo prima che giungano, in divisa militare, Guglielmo e Ferrando. Questi, continuando nella burla, fingono sorpresa nel trovare le promesse spose silenziose e turbate anziché felici per il loro ritorno; quando poi scoprono il contratto, mostrano la massima indignazione per il tradimento e si avviano nella stanza accanto, con le spade sguainate, per impartire una solenne lezione ai rivali. Poco dopo ne riescono, rivestiti in albanesi, e rinfacciano alle ragazze la loro leggerezza e infedeltà; queste rimangono confuse, ma alla fine l’intervento di Don Alfonso ha il potere di ristabilire fra i quattro giovani, più innamorati che mai, la pace e la desiderata serenità.