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Il Teatro Verdi

Il Teatro Verdi, nato con il nome di Teatro Nuovo, è uno tra i più antichi teatri lirici in attività.
Fu costruito, su proposta di Giovanni Matteo Tommasini, tra il 1798 e il 1801 dagli architetti Giannantonio Selva (lo stesso della "Fenice" di Venezia) e Matteo Pertsch su un’area libera prospiciente il mare, situata tra il borgo Teresiano, la città nuova baricentro commerciale ed economico e la piazza Grande, cuore del potere politico.
La struttura dell’edificio riprende quella del “Teatro della Scala” edificato dall’architetto Giuseppe Piermarini, incluso anche il porticato proteso in avanti a richiamare il pubblico a teatro. Piermarini fu anche consultato per la definizione della struttura interna.
La facciata si presenta articolata: il porticato centrale, con arcate a tutto sesto, è sovrastato da una fascia composta da lesene e semicolonne di ordine ionico gigante alternate a finestre.
Il gruppo scultoreo posto sulla sommità dell’edificio rappresenta Apollo affiancato dall’Arte Lirica e dall’Arte Tragica, mentre le due statue poste ai lati estremi del basamento rappresentano Marte a destra e Plutone con il cane Cerbero a sinistra.
Nel 1882-84 Eugenio Geiringer realizzò l’attuale facciata posteriore che, a chiusura di un avanzamento dell’edificio di circa sei metri verso il mare, riprendeva gli stilemi di quella principale conferendo all’insieme una maggiore compiutezza e decoro.

L’inaugurazione avvenne il 21 aprile 1801 con Ginevra di Scozia di Simone Mayr e Annibale in Capua di Antonio Salieri, mentre il contiguo Teatro “San Pietro”, che era stato sino ad allora il centro della intensa vita teatrale di Trieste nel Settecento, veniva definitivamente chiuso.

Il Teatro è stato il simbolo dell’identità culturale italiana della città, diffondendo la conoscenza della cultura musicale italiana anche nei contigui territori di tradizione tedesca e slava, ma è stato nel contempo interprete del cosmopolitismo di Trieste portando alla conoscenza del pubblico le opere dei compositori mitteleuropei. L’attività del Teatro Nuovo fu intensissima fin dall’inizio; tutti i melodrammi, balli, drammi, commedie che ottenevano successo sulle scene italiane ed europee trovavano pronta accoglienza nel Teatro triestino affollato da un pubblico di appassionati e di intenditori. Rossini fu dato per la prima volta a Trieste con L’Italiana in Algeri (1816), Donizetti con L’Ajo nell’imbarazzo (1826) e Bellini con Il Pirata (1831). La prima opera di Verdi fu il Nabucco (11 gennaio 1843), cui seguirono tutte le altre, quasi sempre a poca distanza dalla prima assoluta; due opere, anzi furono appositamente composte da Verdi per il Teatro Nuovo: Il Corsaro (25 ottobre 1848) e Stiffelio, la cui esecuzione triestina il Maestro curò e concertò personalmente avendo come interprete Giuseppina Strepponi (16 novembre 1850).

Lavori di abbellimento e di restauro sono stati effettuati a più riprese nel 1819, 1834, 1848, 1881/84, allorché la capienza della sala venne portata dagli originari 1400 a 2000 posti; nel 1889 l’illuminazione a gas fu sostituita da quella elettrica. In tempi più recenti gli interventi di maggiore consistenza sono stati attuati nel 1950 e, ancora più recentemente, un’opera di radicale restauro, di consolidamento strutturale e di adeguamento alle vigenti norme tecniche e di sicurezza è stata attuata tra il 1992 e il 1997, con il trasferimento dell’attività del Teatro nella neo-costituita Sala Tripcovich, avente una capienza di circa 900 posti, che anche dopo la riapertura della sede storica ha continuato ad essere utilizzata per manifestazioni liriche, sinfoniche e cameristiche.
Il Teatro – fornito di un Ridotto, all’origine di circa 700 posti, oggi 224 – ha cambiato nome varie volte: nel 1821 fu chiamato Teatro Grande; nel 1861, dopo la sua acquisizione da parte della Municipalità, divenne Teatro Comunale e, il 27 gennaio 1901, venne consacrato al nome di Verdi poche ore dopo la morte del grande compositore, con delibera della Deputazione Comunale.

Divenuto Fondazione di diritto privato nel 1999, è attualmente gestito dalla Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, come luogo più importante, sempre più identificato con la vita della città. In due secoli di storia il Teatro è stato infatti l’epicentro della vita civile e culturale di Trieste, che ha conosciuto con le occupazioni napoleoniche sino al 1814 il periodo dell’appartenenza all’Impero francese nell’ambito delle Province illiriche, della restaurazione asburgica e della grande floridezza commerciale ed economica dell’emporio mitteleuropeo sino alla prima guerra mondiale con il successivo inserimento nell’ambito statuale italiano, le occupazioni tedesca, jugoslava, anglo-americana a seguito degli eventi della seconda guerra mondiale, il ricongiungimento nel 1954 con l’Italia.

La Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste svolge un’intensa attività nell’arco dell’anno attraverso una stagione Lirica e di Balletto, una ricca stagione di musica sinfonica e da camera. Ha compiuto varie tournèe: Spoleto (Festival dei Due Mondi), Wiesbaden, Parigi, Lubiana, Zagabria, Budapest, Giappone (Tokyo e Osaka), Cipro (Festival di Pafos), Corea del Sud (Seoul e Yeosu) e Oman (Muscat).

 

 

(manifesti d'epoca: Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl)

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